I miti del calcio: Luis Suarez Miramontes


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Oggi il protagonista è il regista spagnolo Luis Suarez Miramontes che compirà gli anni il 2 maggio

– di Marco Vigarani –

Luis Suarez Miramontes è l’esempio vivente dell’inesattezza dell’affermazione che vuole un talento tanto grande quanto egoista: la gloria personale può accompagnare senza alcun problema quella della propria squadra ed anzi amplificarla. La definizione di architetto (data dal rivale madridista Di Stefano) è forse quella che meglio definisce il centrocampista spagnolo che legò a lungo la sua carriera a quella del Mago Herrera, tecnico che ne accudisce la crescita tattica prima al Barcellona e poi all’Inter portandolo ad essere il primo calciatore europeo ad essere premiato con il Pallone d’Oro.

Luis Suarez esplose nel Barcellona di Herrera (ph. Sepak)

Luis Suarez esplose nel Barcellona di Herrera (ph. Sepak)

Nato il 2 maggio del 1935 a La Coruna, Suarez mostrò sin da bambino grande confidenza con il pallone e passione per il calcio tanto da spingere il padre macellaio ad agevolarne lo sviluppo fisico a forza di bistecche per consentire a quel bambino gracile di costruirsi una carriera sul prato verde. Il Deportivo lo mise sotto contratto già a diciassette anni ma dopo poche presenze nel 1954 arrivò il Barcellona ad aggiudicarsi uno dei talenti più promettenti tra le nuove generazioni iberiche. Gli inizi in blaugrana però furono difficili per un ragazzino che avrebbe dovuto giocarsi il posto con il mitologico ungherese Kubala ma a favorirne l’affermazione ci pensò il nuovo tecnico Helenio Herrera. Suarez divenne in breve tempo il prolungamento in campo del pensiero del tecnico, l’espressione con i piedi della volontà del mister che trovò nel giovane talento un concentrato esplosivo di classe, tecnica ed altruismo. Da interno sinistro egli non solo confezionò decine di assist favolosi ed aperture perfette ma trovò anche con facilità la via del gol conquistando due Scudetti, due Coppe di Spagna ed altrettante Coppe delle Fiere ma soprattutto meritandosi nel 1960 il riconoscimento come miglior calciatore al mondo: il Pallone d’Oro.

Il binomio con il Mago si ripropose all'Inter (ph. Wikipedia)

Il binomio con il Mago si ripropose all’Inter (ph. Wikipedia)

Nello stesso anno però Herrera passò alla corte dell’Inter e subito consigliò al presidente Moratti di vendere l’idolo Angelillo per rifondare la sua squadra sul talento di Suarez: la trattativa andò in porto nell’estate del 1961 per la cifra allora record di 300 milioni di lire, utilizzati dal Barcellona per costruire un nuovo anello per gli spettatori del Camp Nou. L’approdo in Italia concise per il centrocampista con un’ulteriore evoluzione tattica visto che egli iniziò a giocare da regista puro davanti alla difesa diventando la chiave di volta del gioco nerazzurro. In nove anni all’Inter il contributo di Suarez in fase realizzativa diminuì ma arrivarono tre Scudetti (inframezzati dallo spareggio vinto dal Bologna nel 1964), due Coppe dei Campioni ed altrettante Coppe Intercontinentali: fu il periodo della Grande Inter. La fase interista corrispose per anche ai migliori risultati con la Spagna con il successo agli Europei del 1964 e la partecipazione ai Mondiali del 1962 e 1966.

Suarez fu il primo calciatore europeo a vincere il Pallone d'Oro (ph Sumarto)

Suarez fu il primo calciatore europeo a vincere il Pallone d’Oro (ph Sumarto)

La rivoluzione societaria imposta dal nuovo presidente nerazzurro Fraizzoli nel 1970 concluse però l’esperienza di Suarez a Milano spingendo il campione ad accettare un ultimo ingaggio alla Sampdoria dove conquistò comunque tre salvezze consecutive e l’onore di un’ultima convocazione in Nazionale nel 1972 ad un anno dal suo ritiro. Appese le scarpette al chiodo, Suarez iniziò subito l’avventura da allenatore con le giovanili del Genoa per poi accettare solo un anno dopo la chiamata dell’Inter: era però troppo presto e fu lo stesso spagnolo ad ammettere l’errore diversi anni più tardi. La carriera di Suarez come tecnico di club di fatto non decollò mai e la maggiore soddisfazione arrivò nel 1986 con la vittoria dell’Europeo alla guida della Spagna Under 21.

 

SQUADRA PRESENZE GOL
Deportivo 17 3
Barcellona 138 67
Inter 328 55
Sampdoria 63 9
Totale club 523 130
Nazionale 32 14

 

PALMARES
CLUB NAZIONALE
2 Coppe di Spagna Oro Europei 1964
2 Liga INDIVIDUALE
3 Serie A Pallone d’Oro 1960
2 Coppe delle Fiere ALLENATORE
2 Coppe dei Campioni Oro Europei 1986
2 Coppe Intercontinentali

 

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