I miti del calcio: Omar Sivori


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Oggi il protagonista è Omar Sivori, attaccante ed allenatore di cui il 2 ottobre si celebra l’anniversario di nascita

– di Marco Vigarani –

Sivori ai tempi degli esordi con il River Plate (ph. Wikipedia)

Sivori ai tempi degli esordi con il River Plate (ph. Wikipedia)

Oggi le luci della ribalta sono tutte per un piccolo grande argentino dotato di una tecnica formidabile ma di un fisico minuto che ha fatto impazzire le folle amiche e nemiche con il suo modo inconfondibile di giocare a calcio: se state pensando a Messi sbagliate così come se pensate a Maradona. O forse no. In fin dei conti infatti Omar Sivori è stato l’ariete che ha spalancato le porte del grande calcio ai talenti racchiusi in un fisico piccolo e non è sbagliato considerarlo oggi il nonno della stella blaugrana. Indimenticabile in campo per i dribbling ubriacanti ma anche per gli eccessi d’ira, egli ha fatto grande la Juventus a cavallo tra gli Anni 50 e 60 per poi regalare gli ultimi sprazzi di magia anche sotto al Vesuvio ma è ricordato con nostalgia da chiunque abbia avuto la possibilità di vederlo giocare.

Nato il 2 ottobre 1935 a San Nicolás de los Arroyos in provincia di Buenos Aires da una famiglia di chiare origini italiane, Sivori entrò sin da ragazzino nelle fila del River Plate dove si guadagnò il nomignolo di El Cabezon a causa della folta capigliatura. Arrivato all’esordio in prima squadra nel 1954, si conquistò in breve una maglia da titolare e già al secondo anno da professionista si laureò campione bissando il trionfo nella stagione successiva. Contemporaneamente arrivarono anche il primi successi con l’Argentina: prima un terzo posto alla Copa America 1956 e quindi l’oro nell’anno successivo. Il talento di questo attaccante era talmente limpido da attirare la Juventus che nel 1957 investì la cifra record di 10 milioni di pesos per assicurarsi il suo cartellino, denaro poi investito dal River Plate per il completamento dello stadio Monumental. Il trio Sivori-Charles-Boniperti garantì ai bianconeri il dominio sul calcio italiano per alcuni anni con tre Scudetti ed altrettante Coppe Italia.

 

Omar Sivori fu il primo italiano a vincere il Pallone d'Oro nel 1961 (ph. Wikipedia)

Omar Sivori fu il primo italiano a vincere il Pallone d’Oro nel 1961 (ph. Wikipedia)

Anche a livello personale gli anni juventini furono per l’argentino straordinari tanto da essere convocato dalla Nazionale italiana e poi aggiudicarsi un titolo di capocannoniere, il Pallone d’Oro 1961 sfruttando proprio la qualifica di oriundo ed entrare nella storia della Serie A con il record di marcature in una sola gara (6 a pari merito con Piola). Purtroppo però l’avvento di Herrera in panchina spinse un carattere a dir poco fumantino come Sivori a lasciare i bianconeri per accettare la corte del Napoli dove formò un’altra splendida coppia di goleador con Altafini fino ad un infortunio estivo in tournèe in Colombia che di fatto mise fine alla sua carriera. In seguito egli intraprese la strada di allenatore arrivando a ricoprire il ruolo anche di commissario tecnico dell’Argentina ma senza grande fortuna ed allora preferì vivere in Italia diventando un apprezzato commentatore televisivo. Negli ultimi anni Sivori tornò in Argentina dove morì nel 2005 a causa di un tumore al pancreas.

SQUADRA PRESENZE GOL
River Plate 63 29
Juventus 259 174
Napoli 76 16
Totale club 398 219
Argentina 19 9
Italia 9 8

 

PALMARES
CLUB NAZIONALE
3 Campionati argentini Oro Copa America 1957
3 Scudetti INDIVIDUALE
3 Coppa Italia Pallone d’Oro 1961
2 Coppe delle Alpi Capocannoniere Serie A 1960

 

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