I miti del calcio: Paolo Maldini


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Oggi il protagonista è Paolo Maldini, ex colonna del Milan e della Nazionale del quale il 26 giugno ricorre il compleanno

– di Marco Vigarani –

Un giovanissimo Maldini in maglia rossonera (ph. Calcio e Finanza)

Maldini esordì a 16 anni in maglia rossonera (ph. Calcio e Finanza)

Il cognome nello sport è spesso un’eredità soverchiante in grado di schiacciare carriere più di qualsiasi avversario o grave infortunio. Chiamarsi Maldini e giocare nel Milan poteva sembrare addirittura una condanna scritta per un giovane che volesse affacciarsi nel mondo del calcio professionistico all’inizio degli Anni 80. Paolo però iniziò da subito a scrivere di proprio pugno una storia nuova, fatta di dedizione ed intelligenza che in campo si trasformavano in un muro invalicabile per gli avversari unendosi ad un fisico nato semplicemente per dominare e alla saggezza delle guide avute nel corso del quarto di secolo vissuto dentro la casacca rossonera.

Nato il 26 giugno 1968 a Milano, quarto figlio di Cesare, Paolo Maldini entrò ovviamente nelle giovanili del Milan ad appena dieci anni ottenendo già a sedici anni la prima convocazione che si trasformò anche nell’esordio in Serie A per l’infortunio di un compagno. La fiducia del tecnico Liedholm venne premiata e già dalla stagione successiva il difensore entrò nelle rotazioni dei titolari nel ruolo di terzino sinistro per utilizzare al meglio la sua potenza e facilità di corsa. L’approdo di Sacchi al Milan diede ulteriore impulso ad una carriera già lanciatissima, il calcio innovativo del tecnico romagnolo valorizzò ulteriormente Maldini che nel 1988 vinse il suo primo Scudetto seguito dalla prima convocazione in Nazionale maggiore dopo gli anni in Under 21 anche agli ordini del padre. Il Milan degli Invicibili era nato ed ebbe ovviamente nel suo numero 3 una delle colonne portanti: nonostante la giovane età egli era infatti fisicamente prorompente, tecnicamente pulitissimo ed agonisticamente maturo. Il ciclo con Sacchi si concluse soltanto nel 1992 dopo due Coppe dei Campioni, un altro Scudetto, due Supercoppe italiane ed europee ed altrettante Intercontinentali mentre invece con l’Italia la massima soddisfazione fu il terzo posto al Mondiale casalingo del 1990.

Sono 126 le partite di Maldini con la maglia della Nazionale (ph. SpazioMilan)

Sono 126 le partite di Maldini con la maglia della Nazionale (ph. SpazioMilan)

Nel 1991 iniziò al Milan l’era Capello e Maldini restò uno dei grandi protagonisti tornando sul trono d’Italia con tre Scudetti consecutivi grazie ad un gioco più concreto fondato proprio sul perfetto funzionamento della difesa e conquistando anche la Champions League 1994 contro il favorito Barcellona nel ruolo inedito di difensore centrale. Alla gioia in rossonero quell’estate fece da contrappunto la delusione azzurra del Mondiale statunitense perso ai rigori contro il Brasile, solo in parte mitigata dal terzo posto nella graduatoria per l’assegnazione del Pallone d’Oro. Lo Scudetto del 1996 aprì però una fase difficile per tutto il Milan ed anche per il nuovo capitano Maldini che aveva ereditato l’onore da Baresi (come in Nazionale) e che solo nel 1998 potè alzare il suo primo trofeo con la fascia al braccio prima di affrontare una nuova delusione con la Nazionale al Mondiale di Francia.

 

Maldini con la Champions League conquistata nel 2003 (ph. Sky)

Maldini con la Champions League conquistata nel 2003 (ph. Sky)

Dal 2001 Ancelotti iniziò a costruire un nuovo progetto al Milan e nel calciomercato dell’estate successiva ottenne una spalla perfetta per allungare la carriera del suo baluardo difensivo: arrivò dalla Lazio il giovane ma già affermato Nesta che compose con Maldini una coppia insuperabile per diversi anni. Nel 2003 così  Paolo sollevò al cielo la prima Champions League da capitano a quaranta anni esatti da quella vinta dal padre Cesare e successivamente iniziò a sbriciolare record di presenze scegliendo però anche di chiudere la carriera in Azzurro proprio ad un passo dal trionfo di Germania 2006. Nella carriera di un ormai logoro Maldini entrò però anche un’ultima Champions League nel 2007 seguita dal Mondiale per club che divenne il suo 26esimo trofeo.

La lunga e gloriosa cavalcata del capitano milanista si è conclusa nel 2009 non senza una vena polemica per i fischi piovuti durante la sua ultima gara dalla Curva Sud con cui Maldini non ha mai stretto un legame a causa della sua visione del calcio troppo distante dalla mentalità ultras. Anche il Milan però da allora non ha praticamente mai più coinvolto in alcun modo il suo ex capitano del quale ha soltanto ritirato la maglia numero 3: nel 2010 c’è stato addirittura un tentativo velleitario di farlo tornare in campo a causa dell’emergenza dovuta ad alcuni infortuni. Sono stati invece il Chelsea ed il Paris Saint Germain negli ultimi anni a pensare a Maldini come ad una preziosa addizione al proprio organigramma ricevendo però un cortese rifiuto, gesto estremo di rispetto per il club del quale ha difeso da sempre i colori. A maggio 2015 egli ha però deciso di rientrare nel mondo del calcio come co-proprietario del Miami FC, squadra che milita nella seconda lega statunitense.

SQUADRA PRESENZE GOL
Milan 902 33
Nazionale 126 7

 

PALMARES
CLUB NAZIONALE
1 Coppa Italia Primavera 5 Champions League Argento Europeo U21 1986
7 Serie A 5 Supercoppe UEFA Bronzo Mondiale 1990
5 Supercoppe Italia 2 Coppe Intercontinentali Argento Mondiale 1994
1 Coppa Italia 1 Coppa del Mondo per club Argento Europeo 2000

 

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