I miti del calcio: Rivera, Meazza e Corso


Dall’idea di Marco Dall’Olio, nasce una rubrica che settimanalmente vi propone un campione della storia del calcio mondiale. Oggi ricordiamo Gianni Rivera, Giuseppe Meazza e Mario Corso, tre grandi protagonisti legati allo scorso mese di agosto

– di Marco Vigarani –

Dopo un mese di sosta, torna questa sera l’appuntamento con Il Pallone Gonfiato World e ricomincia anche la rubrica ideata da Marco Dall’Olio per celebrare i grandi campioni della storia del calcio. Oggi saranno ricordati tre protagonisti del calcio italiano legati al mese di agosto che però non potevano assolutamente essere ignorati: si tratta di  Gianni Rivera, Giuseppe Meazza e Mario Corso.

Gianni Rivera con il Pallone d'Oro (ph. Calcio e Finanza)

Gianni Rivera con il Pallone d’Oro (ph. Calcio e Finanza)

Gianni Rivera è nato il 18 agosto 1943 ad Alessandria ed è ancora oggi uno dei calciatori con più presenze nella storia della Serie A collezionate prima con la maglia della squadra della sua città e poi con quella del Milan indossata per ben 19 stagioni di cui 12 da capitano diventando anche il primo italiano a vincere il Pallone d’Oro nel 1969. Universalmente riconosciuto come uno dei protagonisti assoluti della storia del calcio, egli impressionò tutti sin dai primi anni da professionista vincendo il premio De Martino come miglior giovane al primo campionato vero di Serie A che gli aprì poi le porte del Milan dove le sue doti convinsero appieno anche un noto conservatore come mister Rocco. Divenuto capitano rossonero nel 1963, fu tra gli artefici di una serie di successi impressionanti nel ventennio successivo sia in Italia (3 Scudetti e 4 Coppe Italia) che in Europa (2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe delle Coppe) che nel mondo (Coppa Intercontinentale 1969) limitando però i successi in Azzurro all’Europeo 1968. Dopo il ritiro Rivera ha ricoperto ruoli dirigenziali sia nel Milan che in Federazione per poi scendere in campo in politica entrando anche nel Parlamento Europeo nonostante un carattere particolare che lo pose spesso in opposizione alla stampa nel corso della sua carriera sportiva.

Giuseppe Meazza, probabilmente il miglior calciatore italiano di sempre (ph. Wikipedia)

Giuseppe Meazza, probabilmente il miglior calciatore italiano di sempre (ph. Wikipedia)

Giuseppe Meazza nacque il 23 agosto 1910 a Milano ed è stato secondo la maggior parte degli esperti il più grande calciatore italiano di tutti i tempi: attaccante implacabile autore di 305 reti in carriera, fu anche campione del mondo nel 1934 e nel 1938 con la Nazionale azzurra. Cresciuto giocando a calcio in strada, venne scartato dal Milan a 14 anni per essere invece scelto dall’Inter dove Fulvio Bernardini lo segnalò al tecnico Arpad Weisz che, folgorato dal talento di Meazza, lo aggregò alla prima squadra facendolo esordire appena tre anni dopo. Soprannominato Balilla per la giovane età, egli conquistò il titolo di primo capocannoniere della neonata Serie A nel 1930 e da allora tra dribbling ubriacanti e tiri fulminanti anche su calcio piazzato non smise più di insaccare palloni alle spalle dei malcapitati portieri avversari tanto nelle squadre di club quanto in Nazionale. Altre due volte re della classifica marcatori con undici stagioni consecutive in doppia cifra da professionista, due volte campione in Italia ed altrettante trionfatore nella Coppa Internazionale, Meazza indossò verso la fine della sua carriera anche le maglie di Milan e Juventus prima di tentare l’avventura in panchina senza grande successo riuscendo sicuramente meglio ad individuare giovani talenti. Egli morì il 21 agosto 1979 e già l’anno successivo venne intitolato a lui lo stadio di Milano situato nella zona di San Siro.

Mario Corso, regista della Grande Inter (ph. Inter)

Mario Corso, regista della Grande Inter (ph. Inter)

Mario Corso è nato il 25 agosto 1941 a Verona ed è stato negli Anni 60 una delle bandiere dell’Inter, club nel quale opera ancora come osservatore dopo una carriera interamente dedicata ai colori nerazzurri. Questo centrocampista infatti venne acquistato dal club meneghino nel 1958 per nove milioni di lire diventando uno dei pilastri della Grande Inter esordendo ad appena sedici anni in Coppa Italia e segnando subito il suo primo gol. Dopo questo segno del destino, Corso giocò ben 502 partite con i nerazzurri nel ruolo di ala sinistra con un palmares ricchissimo fatto di quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali di cui una decisa proprio da una sua rete. Dotato di un eccelso piede sinistro con il quale inventava calcio per i compagni e sorprendeva i portieri anche su calcio piazzato, egli fu soprannominato da Brera “participio passato del verbo correre” per la tendenza a giocare in pochi metri di campo ed ebbe un rapporto decisamente insolito con la Nazionale: in contrasto nel 1962 con il ct Fabbri, non partecipò neanche alla spedizione mondiale del 1968 concludendo l’esperienza azzurra con appena 23 presenze. Chiusa la carriera con due stagioni al Genoa, Corso ha poi scelto la strada della panchina ottenendo buoni risultati più che altro a livello giovanile (Scudetto Primavera 1979) o nelle categorie inferiori (vincitore della C2 con il Mantova nel 1988).

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