I talenti passati dall’ Europa alla NBA: Neal


Nel quinto appuntamento con la nostra nuova rubrica dedicata ai talenti NBA passati per l’Europa oggi si parla di una vecchia conoscenza di Treviso : Gary Neal

– di Calogero Destro –

Per essere un grande, il talento, spesso non basta: è la testa quella che fa la differenza,  quella che traccia uno spartiacque fra loro, i tanti, e lui, quello forte,  ma forte davvero. Una massima che potrebbe essere applicata ad ogni ambito lavorativo, certo, ma che si attaglia particolarmente bene allo sport. Emblematico il caso di Gary Neal:   nativo di Baltimora e potenziale crack a livello NBA, Neal, oggi, è un giocatore normale, come ce ne sono tanti altri, ma il suo destino avrebbe potuto essere molto diverso. Dopo gli anni passati al college (tra La Salle e Towson) e la grossa delusione per la mancata chiamata al Draft del 2007 , la guardia statunitense passa in Turchia, nelle file del

Gary Neal con la maglia degli Spurs è abbracciato da Ginobili, ph (Cbs.com)

Pinar Karsiyaka, dove disputa un’annata straordinaria (23.7 di media a partita!) e durante la quale attira su di sé le attenzioni del Barcellona, che se lo assicura per la stagione successiva. In Spagna, però, Neal non conferma le eccellenti qualità messe in mostra con i turchi e gioca un campionato anonimo ( si attesta a 3.3 punti a partita). Allora via dalla Catalogna e approdo in Italia: nel 2008/2009 arriva a Treviso, è il vero Gary Neal, in tutti i sensi. La prima stagione con i bianco-verdi è indimenticabile: titolo di capocannoniere della Serie A (19.4 punti di media a partita) e semifinale scudetto (poi persa contro l’invincibile Siena di Pianigiani). A Treviso, però, ci sono le due anime di Neal: non solo quella capace di trascinare i suoi in semifinale nelle magiche notti di Eurocup  (2009/2010), ma anche l’altra, quella che diserta senza pensieri gli allenamenti per andare a far baldoria nella Milano notturna dell’amico Acker! Per questa bravata Neal, (peraltro non la prima della carriera!) verrà tagliato dalla Benetton, spezzando il cuore dei tifosi increduli e concludendo la propria stagione ancora in Spagna, con la maglia dell’ Unicaja Malaga.

L’avventura NBA- Dopo il periodo di transizione a Malaga, Neal è pronto a realizzare il suo sogno: sbarca in NBA, firmando un contratto triennale con i San Antonio Spurs. Nelle tre stagioni in Texas, il nativo di Baltimora si toglie tante soddisfazioni:  si attesta a cifre importanti (9.7 pts, 2,7 rbl, 1,8 asts, in quasi 22 min. di media a partita), diventa il sesto uomo di Greg Popovich (non proprio l’ultimo arrivato)  e sfiora, da protagonista, il titolo, poi perso in una surreale gara 7 contro gli Heat di Lebron James. Ma mentre i compagni già pensavano alla rivincita per l’anno successivo, Neal decide di non rinnovare , firmando con Milwaukee un contratto leggermente più cospicuo. Una scelta legata esclusivamente ai propri interessi economici, ma non proprio fortunata dal punto di vista sportivo ( gli Spurs vinceranno il titolo nel repeat della finale contro Miami) e che si conclude dopo un solo anno: nel 2013/14, infatti,  Neal, viene girato a Charlotte insieme a Ridnour ( in cambio di Sessions e Adrien). Oscillante tra le incredibili capacità da top scorer e le ripetute bravate tendenti all’eccesso,  Neal, di certo, avrebbe potuto conoscere diversi palcoscenici e tutti da protagonista. Formidabile nelle conclusioni da fuori e impressionante per pulizia e tecnica di tiro, oggi è un giocatore normale,  come ce ne sono tanti altri nella lega, e con non pochi rimpianti.

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