Ibrahimovic: “Futuro? Tre mesi, poi vediamo”. Il Milan sogna


Il gigante svedese, dopo la vittoria del suo Psg sul Chelsea, ha parlato del suo contratto in scadenza a giugno, non chiudendo le porte ad un possibile ritorno in Italia. La scelta è rimandata a fine stagione, il Milan intanto spera nel gran ritorno

– di Luigi Polce –

Il gol di Ibrahimovic al Chelsea (ph. zimbio)

Il gol di Ibrahimovic al Chelsea (ph. zimbio)

Zlatan Ibrahimovic: 34 anni e non sentirli. Ieri l’ultima, l’ennesima, perla di un campione che ha fatto sempre parlare di sé, ma che soprattutto ha portato trofei ovunque sia andato. La specialità sono i campionati, mentre in Europa si fa un po’ di fatica. Il motivo? Rispondere così, in due righe, sarebbe irrispettoso nei confronti di voi lettori e di un calciatore che comunque ha scritto pagine importanti della storia di questo sport, serie A compresa. La Champions League ancora nel mirino, con i quarti di finale a portata di mano dopo la vittoria per 2-1 nell’andata degli ottavi contro il Chelsea, partita nella quale si è reso protagonista con un gol direttamente su calcio di punizione (sfruttando la deviazione di Obi Mikel). San Siro e la finale di maggio dunque come obiettivo, e poi chissà.

Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Milan (ph. ilgiorno)

Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Milan (ph. ilgiorno)

Perchè in estate scadrà il suo contratto multimilionario con i parigini, e non è detto che a Milano non possa tornarci per davvero, indipendentemente dall’esito del cammino europeo del suo Psg, dopo aver contributo ai fasti di Inter prima e Milan poi. Ibra continua a glissare sul suo futuro, mantenendo un alone di mistero attorno alle sue scelte: “Tornare in Italia? Mi mancano tre mesi qui poi si vedrà”, le sue parole ieri sera ai microfoni di Premium Sport dopo la gara contro i Blues. Però quando gli parlano dell’Italia sorride, quasi gli si illuminano gli occhi, sintomo che il nostro Paese gli è rimasto nel cuore. Se tornerà davvero è complicato da dire, resta il fatto che difficilmente proseguirà la sua avventura al Parco dei Principi, dove arrivò nell’estate del 2012 proprio dal Milan all’interno dell’operazione che portò anche Thiago Silva all’ombra della Tour Eiffel. Un trasferimento, forse l’unico nella sua carriera, non voluto da Zlatan, che avrebbe continuato la sua avventura in rossonero ben volentieri come affermato anche in un’intervista dello scorso novembre a La Gazzetta dello Sport: “Il Milan? Per me è il club più grande in cui abbia mai giocato. E io ho giocato in tanti club importanti. Ma il Milan non ha paragoni: come lavorano, l’organizzazione… E poi che squadra fantastica avevamo – le parole dello svedese, che ha poi proseguito – San Siro, la città, la gente, la lingua: ho ricordi bellissimi. L’ho sempre detto: l’Italia è la mia seconda casa. Mi sono trovato molto bene lì. E fosse stato per me non avrei lasciato il Milan”. Insomma, se non è amore questo, poco ci manca. I tifosi rossoneri ci sperano, lo hanno già fatto durante tutta la scorsa estate: l’ultimo contratto importante della carriera di Zlatan Ibrahimovic potrebbe davvero parlare (ancora) italiano, con un accento vagamente milanese.

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