Ibrahimovic: “Ingesson, grande perdita. Mi manca la Svezia”


Un Ibrahimovic orgoglioso per la vittoria del nono pallone d’oro di Svezia, ha ricordato durante la premiazione l’ex rossoblù Ingesson, ammettendo di avere ancora fame di successi. Ma la Svezia gli manca

– di Massimo Righi –

Zlatan Ibrahimovic durante la premiazione per il Guldbollen

Zlatan Ibrahimovic durante la premiazione per il Guldbollen

Zlatan Ibrahimovic, ha conquistato il suo nono pallone d’oro svedese, il Guldbollen, che la federazione svedese assegna in collaborazione con il quotidiano Aftonbladet: “Voglio vincerne dieci, anche se già così sono contento e orgoglioso. Per me conta vincere: nei libri non si parlerà delle giocate che ho fatto sul campo, ma dei trofei che ho vinto”, ha dichiarato l’ex attaccante di Juve, Inter e Milan.

Ibra è ancora assetato di fama e vittorie e per questo non esclude di andare alle Olimpiadi da fuori quota con la sua Svezia, se si dovesse qualificare: “Se ci sarà posto per me, non vedo perché no. Non ho mai giocato le Olimpiadi”. Guardando al presente, l’asso svedese rientra da un infortunio dopo quasi un mese e mezzo ai box per via di un problema al tendine d’Achille, ma lo stesso calciatore si dice completamente ristabilito e non lesina complimenti ai suoi compagni del PSG per aver continuato a vincere anche senza di lui, dimostrando di essere una squadra di livello. Ma oltre all’aspetto gagliardo e ambizioso, Ibrahimovic ha messo in mostra anche il suo lato più profondo omaggiando, durante la sua premiazione suo fratello ed i calciatori Segerstrom ed Ingesson, tutti scomparsi prematuramente in seguito a malattie degenerative: “Klas Ingesson è stato un simbolo per tante persone. La sua morte e quella di Segerström sono tragedie. Ricordo cosa mi è successo quando è morto Sapko (il fratello n.d.r.), i trofei e le vittorie perdono senso di fronte a cose del genere. Il calcio diventa senza importanza, non ci pensi, vuoi solo stare con la famiglia: la vita cambia velocemente, bisogna prendere un giorno alla volta e godersela”. E dopo questo ricordo che ha commosso tutti, in primis la moglie, Ibra non ha trattenuto un accenno di pianto, che l’applauso del pubblico presente alla cerimonia ha in parte celato.

Ibrahmiovic è nato in Svezia da genitori immigrati ed ha fatto strada diventando un simbolo del suo paese, nonostante un carattere difficile e scomodo ma che l’ha aiutato a diventare quel che è adesso. A dispetto dello scetticismo di qualcuno che non ha creduto in lui sin da subito, Ibra ha risposto a suon di vittorie, riconoscimenti e reti strepitose. Ma al di là di tutto questo, la punta del PSG non dimentica mai la terra natia: “Ogni volta che sono in vacanza a casa sento come può essere bella la vita, ma non voglio esagerare perché farei fatica a ritrovare la fame di calcio. Però la Svezia mi manca e continuo a costruire il mio futuro per quando smetterò di giocare”.

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