Il Bologna ed il Comune ricordano Arpad Weisz


Davanti alla targa che ricorda Arpad Weisz e la sua famiglia, alcuni esponenti del comune, del Bologna e della comunità ebraica, hanno commemorato l’allenatore scomparso ad Auschwitz nel 1944

– di Massimo Righi –

La delegazione presente allo stadio per commemorare Arpad Weisz

La delegazione presente allo stadio per commemorare Arpad Weisz

Oggi pomeriggio il calcio e la storia si sono uniti per ricordare Arpad Weisz, allenatore ebreo ungherese che negli anni ’30  guidò il Bologna verso diversi successi, salvo dover interrompere la sua carriera nel 1938, quando in Italia vennero approvate le leggi razziali che lo costrinsero a lasciare l’Italia ed il lavoro di allenatore. Allo stadio, all’entrata dei distinti centrali, campeggia una targa di marmo che commemora Arpad Weisz e la sua famiglia, scomparsi nel lager di Auschwitz durante la seconda guerra mondiale.

Verso le 15 proprio dinnanzi alla targa commemorativa, si sono riuniti l’Assessore allo Sport Luca Rizzo Nervo, il Presidente del Consiglio Comunale Simona Lembi, il Presidente del Quartiere Saragozza Roberto Fattori, il Presidente della Comunità ebraica cittadina Daniele De Paz e in rappresentanza del Bologna Fc 1909 l’Amministratore Delegato Claudio Fenucci e il Club Manager Marco Di Vaio. Dopo le presentazioni iniziali, ha preso la parola Simona Lembi: “Desidero salutare e ringraziare tutti i presenti, compreso il compagno di banco del figlio di Weisz, Roberto, Giovanni Savigni; è proprio grazie a lui e alla sua testimonianza che si è potuta ricostruire la storia di Arpad e della sua famiglia. Siamo giunti al 71° anniversario da quella che ormai viene definita la Giornata della Memoria, coincidente con il 27 gennaio e che è stata riconosciuta ufficialmente dalla Repubblica Italiana 15 anni orsono, nel luglio 2000. Questa data ci aiuta a ricordare quanto accaduto durante la guerra, quando ebrei, zingari, omosessuali, criminali comuni e prigionieri politici furono perseguitati e uccisi nei campi di concentramento. Ricordare serve a contrastare il razzismo e ogni forma di discriminazione. Weisz è stato a lungo dimenticato, ma la sua storia è significativa e ci deve far riflettere su quanto accaduto perché non si verifichi mai più”. Dopodiché è intervenuto anche Luca Rizzo Nervo: “Questo è per noi ormai un appuntamento fisso che fa parte delle iniziative legate al 27 gennaio. Ricordiamo Arpad Weisz il 30 gennaio e non il 31, data della sua morte avvenuta nel 1944, per rispettare il sabato, giorno sacro per gli ebrei. Ci associamo al ricordo di quella che fu una tragedia europea che vogliamo tramandare ai posteri e tenere viva per non dimenticare gli orrori che vennero commessi. Un gran lavoro in questo senso, è stato fatto da Matteo Marani che ha riportato alla luce la storia di Weisz nel suo libro. Lo stesso allenatore scrisse un libro sul calcio, a cui molti allenatori attinsero alla sua epoca e nel quale raccontava e spiegava il giuoco del calcio segnando una vera e propria svolta”. Infine, ha parlato anche l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci: “Siamo qui in rappresentanza del Bologna FC per ricordare che il club s’impegna non solo per il ricordo ma anche in nome dello sport, che di per sé è un veicolo di valori morali molto importante. La UEFA e la FIFA si stanno impegnando attivamente perché il calcio estrometta ogni forma di razzismo, così come noi dobbiamo fare quotidianamente e con fermezza perché non accadano mai più episodi di discriminazione”.

Claudio Fenucci, Simona Lembi e Marco Di Vaio davanti alla targa in marmo in onore di Weisz

Claudio Fenucci, Simona Lembi e Marco Di Vaio davanti alla targa in marmo in onore di Weisz

Al termine della commemorazione di Arpad Weisz, Claudio Fenucci si è fermato per rilasciare alcune dichiarazioni sull’attualità calcistica del Bologna: “Come ha detto giustamente il nostro azionista di maggioranza Saputo, la serie A è il primo obiettivo. Non facciamo promesse che non possiamo mantenere, andiamo avanti passo dopo passo a partire da domani contro il Pescara. Il mercato? In entrata, come ha detto Corvino ieri, con l’arrivo degli ultimi due acquisti (Gastaldello e Krsticic n.d.r.), è chiuso. In uscita, c’è stato qualche giocatore al quale avevamo trovato una sistemazione per giocare di più, che ha rifiutato. I regolamenti impongono una lista di tesserati da fornire ma mancano ancora due giorni alla chiusura del mercato, dopodiché Lopez si consulterà con Corvino e Di Vaio e decideranno quale sarà la lista dei calciatori definitiva fino a fine campionato. Garics e Abero in uscita? Non faccio nomi, se ne occupa la parte tecnica che farà le opportune valutazioni a mercato concluso. Ilicic? Il mercato in entrata è chiuso. Abbiamo investito per rafforzare una squadra che fino ad oggi ha fatto bene, per centrare l’obiettivo che ci siamo preposti. Coloro che sono arrivati in questa sessione sono funzionali sin da subito, ma rientrano anche in un progetto a lungo termine”.

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