Il Bologna perde ma costringe la Juventus a tanti errori


Bologna sconfitto ma Juventus insolitamente fallosa nella gestione del pallone. Prova maiuscola del centrocampo rossoblù, disastroso De Maio

– di Marco Vigarani –

La riserva Emil Krafth ha disputato una buona partita a Torino (ph. Zimbio)

Nessuna sorpresa: il Bologna ha perso contro la Juventus collezionando il suo 19esimo ko stagionale. Alcuni dati testimoniano anche un apparente ma prevedibile dominio bianconero a partire dal possesso palla (68%) per passare ai tiri totali (13 a 5), quelli in porta (6 a 3) e alle occasioni da rete (9 a 4). Come è abbastanza ovvio notare che i padroni di casa hanno preferito l’azione manovrata (21 a 8) e gli ospiti hanno riposto le loro speranze nel lancio lungo (25 a 12). Meno scontato e più significativo per il Bologna constatare invece di aver costretto gli avversari ad un numero decisamente più elevato di palle perse: ben 38 quelle della Juventus contro le 26 rossoblù. Netta poi anche la prevalenza atletica degli uomini di Donadoni che hanno corso per 116.54 km a differenza dei 109.39 di quelli di Allegri e superando gli avversari sia sul piano della corsa pura che dello sprint. Rispondendo alla richiesta espressa dal proprio tecnico in conferenza stampa, i felsinei hanno poi tenuto corti i reparti chiudendo con una lunghezza media di squadra sui 25 metri e tenuto un baricentro non eccessivamente basso sui 48 metri.

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Che disastro Sebastien De Maio! (ph. Zimbio)

Se abbiamo già sottolineato il conto positivo delle palle perse dal Bologna, va però ulteriormente evidenziato parlando di singoli la totale inutilità di Felipe Avenatti che ha chiuso con 6 palloni regalati agli avversari al pari dei peggiori tra gli juventini (Douglas Costa e Dybala che però sono poi stati decisivi con gol ed assist). Sul rovescio della medaglia però troviamo tre protagonisti a sorpresa nell’elenco delle palle recuperate: alle spalle di Asamoah (6) ecco comparse rossoblù come Cheick Keita, Emil Krafth e Simone Romagnoli tutti a quota 5. Va poi evidenziato che l’intero centrocampo del Bologna sul piano atletico ha superato qualsiasi avversario (Nagy 13 km, Crisetig 12.4 km e Poli 12.1 km). Per chiudere ecco due dati opposti: da una parte Sebastien De Maio e la conferma della sua inadeguatezza grazie ad un autogol ridicolo, dall’altra l’impatto stranamente positivo di Mattia Destro che in 21′ ha collezionato 2 tiri di cui uno nello specchio della porta chiamando Buffon alla parata. Se avesse sempre giocato così forse non avrebbe mai perso il posto ed il Bologna oggi non si troverebbe al tramonto di una stagione inutile.

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