Il Bologna torna in A per la quarta volta


Con la vittoria dei playoff di serie B, il Bologna conquista la sua quarta promozione in serie A della propria storia dopo quelle del 1988, del 1996 e del 2008

– di Massimo Righi –

Maifredi assieme a Eraldo Pecci nel 1988 (ph. bresciaoggi.it)

Maifredi assieme a Eraldo Pecci nel 1988 (ph. bresciaoggi.it)

Quella conseguita martedì sera contro il Pescara, è stata la quarta promozione in serie A conseguita dal Bologna. Purtroppo sono lontani i tempi dei trionfi fra scudetti, coppe nazionali e internazionali, ma in attesa di vedere fino a che punto arriverà il grande progetto di Saputo volto a riportare il Bologna ai fasti di un tempo, rivisitiamo dalla prima all’ultima tutte le promozioni in serie A del Bologna in ordine cronologico.

1987/88 – Il primo ritorno in serie A del Bologna avviene nel 1988, dopo una cavalcata trionfale culminata da primi in classifica con 51 punti (allora erano 2 i punti assegnati per la vittoria), con in testa il condottiero Gigi Maifredi, arrivato in estate fra ironie e scetticismi presto accantonati in virtù di elogi e celebrazioni. Il Bologna è composto di un gruppo affamato e grintoso con Pecci regista e leader di una squadra composta da tanti soldatini come Monza, De Marchi, Marocchi, Quaggiotto, dall’ala Poli e dai bomber Pradella e Marronaro, che a fine stagione sarà capocannoniere con 21 reti. I rossoblù segnano a raffica (62 reti) e giocano un calcio meraviglioso che fa divertire tutti, ribattezzato “calcio champagne”. I risultati fioccano dopo un inizio scoraggiante, il Bologna guadagna presto la ribalta e il 29 maggio, dopo l’1-1 interno con il Piacenza, il ritorno in A è matematico con 4 giornate d’anticipo.

Una formazione del Bologna 1995/96 (ph: lagaleriadelfutbol.blogspot.com)

Una formazione del Bologna 1995/96 (ph: lagaleriadelfutbol.blogspot.com)

1995/96 – Dopo la seconda caduta del Bologna nelle serie inferiori, i rossoblù rinascono sotto la presidenza Gazzoni. Dopo il fallimento del ’93, i felsinei conquistano la promozione in B e allestiscono una squadra che punta subito alla A: arrivano Antonioli in porta, Paramatti e Torrisi in difesa, Scapolo e Bosi a centrocampo e Cornacchini in attacco. Tutti giocatori di categoria che si affiancano a De Marchi, Nervo, Doni e Morello, orchestrati da un Renzo Ulivieri pragmatico e che punta sul concetto di gruppo. Dopo un campionato combattuto e la vittoria delle ultime 6 partite, definite da Ulivieri stesso “torneo dei bar”, il Bologna festeggia la promozione alla penultima giornata, superando il Chievo per 1-0 con gol di Bresciani al 94’. La compagine rossoblù ha avuto nella difesa uno dei suoi punti forti, con soli 23 gol subiti e appena 5 sconfitte in 38 incontri.

2007/08 – Dopo la bruciante retrocessione del 2005, la fine dell’era Gazzoni e tre anni di B, il Bologna di Cazzola e Menarini chiama il tecnico romagnolo Daniele Arrigoni a dirigere una squadra che punta alla serie A. Torna Antonioli fra i pali, in difesa arriva il greco Moras, in mezzo la classe di Bombardini, la regia di Carrus e la verve di Valiani, acquisto di gennaio, danno supporto alla fantasia di Adailton e al bomber Marazzina, autore di 23 reti e trascinatore del Bologna. Il campionato si dipana sul testa a testa Chievo-Bologna che arrivano sostanzialmente a braccetto alla promozione diretta, sebbene il Bologna svolti veramente alla terzultima, vincendo 3-0 con il Messina al Dall’Ara e vedendo cadere il Lecce a Bari. Sabato dopo, a Mantova, Dino Fava segna il gol decisivo per mantenere il distacco sui salentini, sancito poi nel match col Pisa del 1 giugno, grazie alla vittoria che vale la promozione: il gol decisivo lo segna Marazzina su rigore. Sono ben 84 i punti finali, che valgono il secondo posto in classifica dietro al Chievo, finito un punto sopra.

La festa promozione di martedì sera (ph. bolognafc.it)

La festa promozione di martedì sera (ph. bolognafc.it)

2014/15 – Dopo la retrocessione annunciata, avvenuta dopo un campionato d’agonia, il Bologna versa in condizioni finanziarie critiche per via della mala gestione del presidente Guaraldi. A ottobre il passaggio di proprietà segna una svolta storica, con il Bologna che diventa americano-canadese, amministrato dal magnate Joey Saputo e dall’avvocato Joe Tacopina. La squadra, allestita in estate come meglio si poteva date le scarse economie dal direttore Fusco, è affidata a Diego Lopez. Il ribaltone societario porta abbondante liquidità e a gennaio arrivano giocatori di livello superiore come i doriani Da Costa, Gastaldello, Sansone e Krsticic. Il Bologna però arranca, butta via punti in pareggi perdendo terreno dopo aver a lungo occupato il secondo posto: la promozione diretta sfugge e bisogna giocare i playoff per salire in A grazie all’ultimo posto utile. In panchina arriva Delio Rossi. Dopo aver eliminato l’Avellino rischiando grosso, avviene altrettanto con il Pescara e dopo 360 minuti di sofferenza, il Bologna ritrova subito la serie A e una tranquillità economica su cui poche altre compagini di livello possono contare.

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