Il Cile passa sulla Bolivia 2-1, tornado Messi su Panama


Al Cile serve un rigore generoso all’ultimo per battere la Bolivia 2 a 1, all’Argentina “basta” Messi per demolire il Panama 5 a 0

– di Tiziano De Santis –

Arturo Vidal festeggia dopo aver segnato il 2 a 1 su rigore (ph Dnaindia.com)

Arturo Vidal festeggia dopo aver segnato il 2 a 1 per il Cile su rigore (ph Dnaindia.com)

La voglia di riscatto è tutto ciò che serve al Cile per battere la Bolivia per 2 reti a 1 al Gillette Stadium di Foxborough. La Nazionale di Juan Antonio Pizzi non può, infatti, fallire l’appuntamento con la vittoria dopo la sconfitta inflitta dall’Argentina nel precedente match del Gruppo D della Coppa America 2016. Dopo un primo tempo consumatosi in totale assenza di marcature, è Arturo Vidal a spaccare letteralmente gli equilibri della gara, al 46′, con un gran destro all’angolino in seguito a una triangolazione perfetta portata a termine con l’ex atalantino Pinilla. Una gara in discesa si potrebbe pensare, visto il divario tecnico che, sulla carta, divide le squadre in campo. Ma il bello del calcio è che anche una certezza, spesso e volentieri, può trasformarsi nel dubbio più assoluto, inchiodando gli spettatori in un clima di suspance fino all’ultimo. Se, infatti, Medel e compagni si distinguono, da un lato, per le conosciute grinta e corsa, a rendere affascinante e ancor più vivo il secondo tempo regolamentare è il cuore della Bolivia, che trova il gol del pareggio grazie a uno splendido gioiello, su punizione dalla lunga distanza, del 10 Campos: palla sotto all’incrocio e nulla da fare per Bravo. Nessuno, forse, si sarebbe mai aspettato un finale di partita infuocato per arrivare a capire chi ne sarebbe uscito vinto e chi vincitore. E se per il verdetto finale bisogna attendere il 10° minuto di recupero, allora vuol dire che davvero questa Coppa America potrebbe riservare delle sorprese clamorose. A pochissimo dallo scadere, infatti, a salvare la Roja è un penalty generosissimo concesso dall’arbitro per un fallo di mano inesistente procurato da Alexis Sanchez: il suo cross viene ribattuto dal braccio (attaccato al corpo) di Gutierrez, per il direttore di gara è rigore. Dal dischetto va ancora Vidal, che spiazza nuovamente e definitivamente l’estremo difensore della Bolivia. Il ct Baldivieso, come se non bastasse, ha il tempo di veder sfilare a fin di palo e perdersi sul fondo la palla calciata da Ramallo per il possibile pareggio all’ultimo minuto del match, segno che quando la serata parte storta non si può far nulla per cercare di raddrizzarla. I 3 punti conquistati sono preziosissimi per un Cile che parla e non poco italiano nelle proprie finalizzazioni; al team di Pizzi basterà un pareggio, nel prossimo incontro con il Panama, per passare il turno.

Messi si appresta a calciare la punizione del 3 a 0 (ph. dnaindia.com)

Messi si appresta a calciare la punizione del 3 a 0 (ph. dnaindia.com)

Vola, centrando la qualificazione ai quarti di finale, l’Argentina del Tata Martino, che raggiunge il doppio bottino pieno battendo 5 a 0 il Panama di Hernan Dario Gomez. Allo stadio Soldier Field di Chicago, esplode la festa del gol con cui l’Albiceleste sotterra facilmente i propri avversari. Bastano solo 6′ a Otamendi per rompere le marcature con un gran colpo di testa, sfruttando una difesa disattenta e uno splendido cross messo al centro dal preciso piede di Di Maria. Per il difensore del City si tratta di un vero e proprio ritorno al passato, visto che lo stesso Panama è stato lo spettatore passivo anche del precedente e unico gol messo a referto sinora dal centrale 28enne con la propria Nazionale. Della prima frazione di gara si ricorda il cartellino rosso estratto dall’arbitro ai danni di Godoy, colpevole per aver atterrato Gaitan con una manata in un acceso duello tra numeri 20:  doppia ammonizione e doccia fredda per il centrocampista classe ’90 panamense. Ma come si può far a meno del giocatore più forte (assieme a Ronaldo) sulla faccia della Terra? In tanti avrebbero voluto vedere Lionel Messi incantare, con le sue giocate, dall’inizio del match. Per sentire il peso delle sue scarpette sul terreno di gioco bisogna, invece, aspettare il 63′, quando la Pulce prende il posto di Fernandez e si fionda dove più può far male e alla retroguardia avversaria e alle critiche piovute su di lui in seguito alle prestazioni opache che lo hanno appannato ultimamente. Ma un campione è tale se riesce a trasformare la disapprovazione e un momento difficile in un motivo in più di sicurezza per dimostrare le proprie potenzialità al mondo intero; e così è: 7 i minuti utili all’asso blaugrana per insaccare la palla del raddoppio, poi altri 10′ per realizzare un capolavoro su punizione spedendo la sfera sotto l’incrocio, poi ancora 9′ per terminare l’opera alla grande, grazie alla prima tripletta in gare ufficiali con la casacca albiceleste sulle spalle. Alla faccia della “mancanza di personalità” con cui Maradona ha descritto l’asso del Barcellona proprio il giorno prima delle realizzazioni con cui questi si avvicina allo storico record di Batistuta, lontano solo 2 lunghezze. Il pokerissimo dell’Argentina prende vita proprio dai piedi di Messi, che trova con uno splendido passaggio filtrante Rojo, altruista nell’offrire un assist al bacio per il gol del Kun Aguero. Un 5 a 0 sonoro quello con cui l’Argentina annienta Panama, lasciandolo a quota 3 punti in classifica e a un passo da una qualificazione mancata. Ma anche le più belle sinfonie, purtroppo, possono presentare, a volte, degli errori: è il caso di Angel Di Maria, costretto a uscire dal campo per infortunio nel primo tempo. Per l’Albiceleste si tratta della seconda vittoria consecutiva (dopo quella col Cile) e della qualificazione già messa in cassaforte.

Classifica Gruppo D: Argentina 6; Cile e Panama 3; Bolivia 0.

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