Il coccodrillo e la racchetta: la storia di René Lacoste


Dalla nascita alla consacrazione in ogni campo e ambito: il percorso leggendario del tennista, dell’inventore, dell’imprenditore e dell’uomo del coccodrillo

-di Giuseppe Cambria-

La straordinaria carriera di René Lacoste (ph. Tufli.net)

Sulla strada che porta verso il prossimo grande slam dell’anno, Roland Garros, riaffiora dal passato un grande nome legato alla terra rossa francese. Un nome legato anche alle polo a maniche corte che torneranno in quel periodo caldo di fine maggio. Molte di queste avranno lo stemma di un piccolo coccodrillo applicato sulla parte sinistra della zona pettorale. Chissà perché. È questo il punto d’arrivo, forse, della prima storia che ha legato il mondo dell’abbigliamento e della moda al tennis, che risulta essere da sempre uno sport sinonimo di eleganza. Jean René Lacoste, classe 1904, fu uno dei più grandi giocatori del tennis degli anni ’20 e ’30. Oltre alle vittorie di ben tre Roland Garros (ai tempi, Internazionali di Francia), il suo torneo, si aggiungono due Wimbledon e due US Open: questo rappresenta il palmares nel singolo. Non parliamo poi del doppio e dei campionati nazionali a squadre. Vinse ben quattro finali di Coppa Davis (dal 1927 al 1928 e dal 1931 al 1932), come uno dei quattro moschettieri della squadra francese, che comprendeva gli altri mostri sacri del tennis francese: Jacques Brugnon, Henri Cochet e Jean Borotra. La leggenda narra che abbia ricevuto quel soprannome, “alligator”, assegnatogli da un giornalista, durante un’uscita in compagnia proprio dei suoi compagni di squadra, mentre erano in trasferta negli Stati Uniti. In caso di vittoria in finale, Lacoste avrebbe voluto tanto regalarsi una valigia di alligatore esposta in vetrina in un negozio. Gli altri componenti lo presero in giro per questo desiderio bizzarro. Quella partita, giocata contro l’Australia, la persero. La borsa non fu vinta, ma iniziò a materializzarsi il marchio che da lì a poco avrebbe fatto il giro del mondo. Nel passaggio dal continente americano a quello europeo l’ “alligator” divenne “crocodile” e il campione francese se lo fece ricamare nel 1926 dall’amico Robert George sul “cuore” del suo blazer.

Renè Lacoste

Il tennista e l’inventore – Eppure prima che nascesse il brand, René Lacoste diede tutta la sua genialità e bravura al campo da tennis. Il suo gioco si fondò sullo studio dal vivo dell’avversario da affrontare, sulla costanza negli allenamenti e sull’ ossessiva attenzione alla tattica. È questa stessa cura dei minimi particolari che lo porta a notare la difficoltà nel movimento degli atleti a causa delle maniche lunghe, osservazione che gli darà l’idea di tagliarle definitivamente: idea apprezzata dai colleghi tennisti. Sarà lui a inventare nel 1928 la macchina sputapalle per migliorare la velocità delle spinte e delle risposte. Interverrà sul gioco anche quando lui nel campo non ci sarà più, attraverso l’ideazione della racchetta d’acciaio nel 1963 (all’epoca erano tutte di legno) e la creazione, nell’anno successivo, delle pastiglie anti vibrazione nelle racchette. Risale invece al 1933, dopo la fine della carriera agonistica, la nascita ufficiale della casa di produzione Lacoste, con la collaborazione di André Gillier. Iniziano a girare le prime polo con materiale di qualità e con l’ormai celebre coccodrillo ricamato. Il successo è assicurato. E lo sarà per anni e anni ancora. L’azienda si allarga e inizia a produrre ogni capo d’abbigliamento e non, dalle scarpe agli orologi, messi sempre a disposizione dello sport (calcio, golf, tennis e tanti altri). Dopo la sua morte, avvenuta nel 1996, Renè Lacoste continua a vivere nel logo che lo identifica, ricamato sul cuore di quelle polo, così leggere e utili contro il caldo che arriverà prossimamente su quella terra rossa, che il Lacoste tennista conosceva tanto bene.

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