Il Dall’Ara fra ristrutturazione e riqualificazione


Quest’estate lo stadio Dall’Ara verrà sistemato: riduzione della capienza, lavori di ristrutturazione in San Luca e in altri settori. Nel frattempo prende corpo l’ipotesi nuovo stadio con il Dall’Ara in una nuova veste

– Massimo Righi –

Lo stadio "Renato Dall'Ara" di Bologna dall'alto

Lo stadio “Renato Dall’Ara” di Bologna dall’alto

Come annunciato dai dirigenti del Bologna, lo stadio Dall’Ara verrà sistemato. Da metà luglio, la casa del Bologna subirà qualche modifica, prima fra cui la riduzione dei posti a sedere. Attualmente lo stadio felsineo ospita 38.279 posti, ma in vista della stagione 2015/16 scenderà intorno alle 28 mila unità, andando a modificare quei cambiamenti effettuati a fine anni ’80 in vista dei Mondiali del 1990. Non potendo interamente smontare la struttura in ferro aggiunta per la manifestazione, il primo intervento prevederà di coprire la zona superiore dello stadio, quella dei posti aggiunti in occasione dei Mondiali, che non saranno più utilizzabili. Non è ancora sicuro che l’intervento comprenda anche la curva Andrea Costa, dal momento che il settore che ospita il tifo più caldo è sempre il più pieno e ricercato.  A questa riduzione della capienza si devono aggiungere ulteriori lavori atti a mettere in sicurezza la Curva San Luca, ora inagibile, per aprirla al pubblico con l’inizio della stagione. Ma non è tutto, perché ci saranno altri interventi che miglioreranno diverse zone della tribuna coperta fra cui l’area stampa. Le autorizzazioni dal comune ci sono già, pertanto quando il club vorrà potrà far partire i lavori.

Il Dall'Ara 'verde' secondo Open Project (ph. ilrestodelcarlino.it)

Il Dall’Ara ‘verde’ secondo Open Project (ph. ilrestodelcarlino.it)

Ma questi interventi annunciati e inevitabili non precludono il fatto che il Bologna traslochi dal Dall’Ara, nel caso in cui i costi di ristrutturazione e ammodernamento dello stadio risultino insostenibili al punto di dover ragionare sul fare un nuovo stadio di sana pianta. In questo caso, lo studio Open Project ha in mente un piano di riqualificazione del Dall’Ara in modo da farlo diventare un parco urbano con collinette verdi, laghetti, alberi, percorsi sportivi e giochi per i piccoli che si collocherebbero a metà tra quello che ora è il campo e gli spalti. Il tutto avverrebbe mantenendo la struttura originaria dello stadio e preservando la torre di Maratona. E i costi? Al Resto del Carlino, l’architetto Drago e l’ingegnere Manfredini hanno parlato di cifre in linea con la gestione di un qualsiasi parco pubblico, considerando inoltre che le strutture annesse alla riqualificazione come asili, residenze per anziani e negozi senza contare le palestre e le attività sportive già esistenti, genererebbero un contributo finanziario rilevante. Resta però da capire come verrà accolta l’idea dalla piazza, visto che larga parte del tifo rossoblù è molto legata al Dall’Ara e potrebbe non vedere di buon grado una trasformazione così radicale.

Quando si saprà la sorte del Dall’Ara, ci si potrà concentrare su un’eventuale costruzione di un nuovo stadio. Secondo Manfredini e Drago l’impianto dovrebbe sorgere “in una zona urbana che si trovi vicina alle infrastrutture già esistenti (tangenziale, autostrade e ferrovia), che disponga di parcheggi o almeno degli spazi adeguati per costruirne di nuovi, e che permetta la possibilità di realizzare, intorno allo stadio, spazi commerciali di vario tipo”. Non dovrà nemmeno essere la cosiddetta ‘cattedrale nel deserto’, perché serve un impianto che sia al centro della vita quotidiana al di là dei giorni in cui si gioca la partita in casa.

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