Il day after Bologna-Juve: Mbaye-Maietta le vittorie di Donadoni


Il terzino ieri tra i più positivi della serata, mostrando finalmente personalità e concentrazione dopo un avvio piuttosto incerto sotto le Due Torri. Il centrale calabrese invece è stato monumentale, nonostante una condizione fisica perennemente incerta, dando così ragione alle scelte di Donadoni: quando Mimmo c’è, gioca lui punto e basta

– di Luigi Polce –

Donadoni durante Bologna-Juventus (ph. Schicchi)

Donadoni durante Bologna-Juventus (ph. Schicchi)

Il risveglio post Bologna-Juventus ha un sapore dolce, dolcissimo. E non potrebbe essere altrimenti, vista la serata che un’intera città ha vissuto ieri: qualcuno dice che parlare di impresa o di altri paroloni simili è quasi irrispettoso nei confronti di una squadra, quella rossoblù, che dall’arrivo di Donadoni ha tenuto un ritmo da Champions League. Dall’altro lato però, è bene ricordare, c’erano i campioni d’Italia in carica reduci da “sole” quindici vittorie consecutive e alla caccia del sedicesimo assolo per mettere pressione sul Napoli secondo. Insomma, non è un insulto dire che i favori dei pronostici erano tutti dalla parte dei bianconeri, tenendo però ben presente che in molti (sottoscritto compreso, scusate l’autocitazione) avevano pronosticato una serata non semplice per la Vecchia Signora, per un semplice motivo: il Bologna arrivava a questa sfida con la giusta carica emotiva ma soprattutto con le qualità, sia tecniche che mentali, per poter quantomeno auspicare uno sgambetto ai bianconeri. Così poi alla fine è stato, dopo una partita in cui Gastaldello e soci sono stati molto diligenti dal punto di vista difensivo, costringendo Mirante praticamente ad una sola vera parata, quella sulla girata di Morata nel finale. Magari un po’ imprecisi in fase di costruzione dell’azione nel primo tempo, ma l’importante è aver corretto i problemi e aver cambiato rotta nella ripresa, quando la Juventus (passata al 4-3-3) non ha quasi mai avuto modo di far male ai rossoblù.

Mbaye contrasta Pogba (ph. Schicchi)

Mbaye contrasta Pogba (ph. Schicchi)

Dai tanti temi che si possono sviscerare dopo questi novanta minuti, uno in particolare merita di essere evidenziato. Si tratta di due giocatori che, più di altri, hanno visto la loro stagione svoltare con l’arrivo di Roberto Donadoni: Ibrahima Mbaye e Domenico Maietta. Partendo dal terzino, arrivato lo scorso gennaio dall’Inter in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione, il caso è piuttosto eloquente: è l’esempio più limpido di come Donadoni abbia fatto sentire tutti partecipi del suo progetto, concedendo a ogni elemento della sua rosa una chance per poter dimostrare il proprio valore. Il risultato è stato quasi insperato: titolare (un po’ per necessità, un po’ per scelta) contro la Fiorentina un paio di settimane fa, dopo mesi complicati Mbaye ha finalmente tirato fuori quelle qualità che avevano portato l’Inter a credere in lui: discreta spinta offensiva e una buona personalità. Confermato ad Udine, dove è apparso un po’ meno brillante facendo riaffiorare qualche dubbio sul suo rendimento, contro la Juventus ha vinto il ballottaggio con Zuniga e ne è uscito a testa alta. Quasi certamente Rossettini (altra scommessa vinta da Donadoni), una volta guarito, si riprenderà il posto da titolare sull’out di destra della difesa, ma adesso il Bologna sa di poter contare anche su Mbaye. Lui, nel frattempo, sa quale strada deve percorrere: “Il mister mi sta dando fiducia e io ci sto mettendo del mio, lavorando per migliorare soprattutto sulla fase difensiva: sono consapevole che è il mio tallone d’Achille, ma grazie al lavoro dello staff tecnico e all’aiuto dei compagni direi che i miglioramenti ci sono stati e sono visibili”, ha detto il senegalese in zona mista.

Tutta la gioia di Mimmo Maietta al termine di Bologna-Juventus (ph. Schicchi)

Tutta la gioia di Mimmo Maietta al termine di Bologna-Juventus (ph. Schicchi)

Da un difensore ad un altro, uno che rappresenta il passaggio netto dalla gestione Rossi a quella attuale. E’ l’intervallo di Bologna-Atalanta, prima partita dell’era Donadoni. Il Bologna ha sofferto parecchio nella prima frazione riuscendo però a mantenere in piedi lo 0-0. Maietta fino a quel momento ha giocato poco, molto poco, complici dei problemi ad una coscia (uniti a quelli di un ginocchio che ogni tanto fa i capricci) ma anche per via di una inziale quanto ingiustificata diffidenza nei suoi confronti, lui che era visto come uno degli ultimi elementi “made in Fusco”. Etichetta che porta Mimmo a vivere un’estate strana, con le valigie sempre pronte, senza nemmeno volerlo. Alla fine resta ma di lui non se ne parla, quasi come se la difesa rossoblù non avesse bisogno della forza e dell’esperienza del difensore calabrese. Lui intanto non fa una piega: mai una parola fuori posto, mai una lamentela, solo lavoro silenzioso. Fino, appunto, all’intervallo di Bologna-Atalanta: fuori Ferrari, dentro proprio il n.20 a far coppia con Gastaldello, mentre Rossettini slitta in fascia. Sembra un azzardo, sarà la mossa che farà le fortune di questo Bologna da ritmo Champions League. Maietta prende per mano la difesa e infonde sicurezza a tutto il reparto, dando nel frattempo uno schiaffo morale a tutti i detrattori. Purtroppo il bicipite femorale non lo lascia sempre tranquillo e lo costringe a saltare qualche partita, ma proprio questo è un altro motivo di elogio per Maietta che merita un applauso enorme solo per l’attaccamento dimostrato alla maglia: contro la Fiorentina ha giocato l’intera partita dopo un mese di stop, in molti (Donadoni in primis) si chiedono ancora come abbia fatto date le condizioni assolutamente non buone: “Maietta ha giocato in condizioni non perfette e già nel primo tempo mi ero stupito per quello che aveva fatto, temendo di doverlo sostituire. Questo dimostra che i ragazzi hanno una volontà ferrea, che deve essere di esempio per quelli che hanno trovato meno spazio sin qui” dirà di lui il tecnico rossoblù a fine gara. Altri 90′ a Udine e ieri sera, quando al fischio finale Mimmo è quello che esulta più di tutti. Mani al cielo e un sorrisone grande così. Lo stesso di mister Donadoni, che non avrà vinto la partita ma due belle scommesse come quelle di Mbaye e Maietta.

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