Il Manchester United batte l’Ajax e vince l’Europa League. Pogba e Mkhitaryan regalano il pass per la Champions


Il riassunto della finale di Europa League tra Ajax e United: Pogba e Mkhitaryan annichiliscono i Lancieri d’Olanda. Terzo trofeo stagionale per Mourinho

– di Tiziano De Santis –

Paul Pogba festeggia la vittoria di Europa League con la Coppa al termine della finale contro l’Ajax, battuto 2-0 (ph. Zimbio.com)

Di certo lo sport non può colmare il vuoto partorito dalla spietatezza della pazzia umana, anzi probabilmente ne assume le fattezze opposte. Eppure sul campo della Friends Arena – neanche a farlo apposta il nome del teatro della finale di Europa League – le ombre, sotto i riflettori, dei ragazzi e della panchina del Manchester United sono più che mai vive e vicine ad una città caduta nell’oblio dell’angoscia e dell’abbattimento dopo il tragico attentato terroristico di sole due sere fa. Il team di Mourinho, lontano dalle telecamere proprio per quanto accaduto a Manchester lunedì scorso, sfida l’Ajax di Peter Bosz in un match apparentemente riconducibile al solo football, ma in realtà molto più elevato di una semplice rincorsa a un pallone o a un indispensabile ma pur sempre “terreno” gol. Vincere per se stessi, vincere per chi non c’è più. Vincere per una città intera che piange e tifa nello stesso momento. Vincere senza gioia, farlo e basta. Probabilmente sono queste le parole d’ordine che muovono gambe e testa dei Red Devils sin dal fischio iniziale dell’arbitro Damir Skomina: gli inglesi impiegano, infatti, appena 30 secondi per sfiorare il vantaggio con Pogba, la cui conclusione si spegne di poco a lato destro della porta difesa da Onana. Dall’altra parte, seppur a inizio partita, l’Ajax sembra annichilito nell’impossibilità di far male ai propri avversari, con Younes e Traoré decisamente fuori dai movimenti del resto della squadra e il capitano Klaassen in netta difficoltà nel far gioco a centrocampo. Non può essere aggrappato al caso, nonostante una decisiva e sfortunata deviazione di Sanchez, il gol del vantaggio dello United, timbrato da Pogba dopo un bel recupero palla di Fellaini dalla rimessa laterale rivale.

L’esultanza del Manchester United durante la premiazione per la vittoria dell’Europa League 2016/2017. Il capitano Wayne Rooney alza al cielo la coppa (ph. Zimbio.com)

Sembra essere, invece, destino che i Devils, in casacca blu per l’atteso evento, vogliano e debbano vincere un match troppo importante per rischiare anche il minimo pericolo in difesa. A consegnare a Mourinho le chiavi della vittoria è il decisivo gol di Mkhitaryan, il trascinatore, l’uomo delle 4 realizzazioni in trasferta che hanno trascinato in finale lo United: l’armeno colpisce ancora, stavolta a inizio ripresa, quando con una zampata da rapace d’area di rigore ruba il tempo a difensore e portiere olandesi per girare di destro e insaccare lo 2-0 dopo aver ricevuto la sfera da una torre di Smalling sull’angolo battuto dalla destra. Tutto il resto, in casa Ajax, è pura noia ed inadeguatezza tattica, non sfociata in un vero e proprio tracollo solo per l’imprecisione di Fellaini e la superficialità di Lingard. Manchester torna ad essere una united city prima ancora che la sede di uno storico club e Mourinho può festeggiare con i propri staff e giocatori per la vittoria dell’Europa League 2016/2017, terzo trofeo stagionale, in casa Red Devils, dopo il Community Shield e la Coppa di Lega. Mica male per un allenatore secondo molti ormai bollito. Se a questo si aggiunge il pass diretto per la Champions del prossimo anno, il quadro è davvero perfetto nella propria completezza. L’Ajax, dall’altra parte, ha meritato di disputare la finale alla Friends Arena, ma ha dimenticato in Olanda quel “da protagonista” che avrebbe permesso di apprezzare una partita certamente diversa e più combattuta in quel di Stoccolma.

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