Il Milan saluta Montella, ma la Champions è lontana 11 punti


Nella 14^ giornata di Seria A, a fare parecchio rumore è l’esonero di Vincenzo Montella dopo lo 0-0 casalingo contro il Torino. Napoli sempre in testa: venerdì lo scontro diretto contro la Juve al San Paolo. L’Inter vince a Cagliari, mentre si fermano Roma e Lazio

– di Calogero Destro –

Vincenzo Montella: nella giornata di ieri è stato sollevato dal proprio incarico. Al suo posto Gennaro Gattuso (ph.zimbio

Vincenzo Montella non siederà più sulla panchina del Milan. Un destino, quello del tecnico campano, forse già scritto ancor prima del pareggio interno contro il Torino, ma materializzatosi solo nel primo pomeriggio di ieri, con il comunicato ufficiale della società rossonera. L’ex allenatore di Fiorentina e Catania paga la magrezza del bottino sin qui raccolto dal suo Milan: 20 punti in 14 giornate in campionato: oggettivamente troppo pochi per una squadra costruita con ben altri obiettivi. C’è – ed è corretto ricordarlo – anche il primo posto nel girone di Europa League, ma all’interno di un raggruppamento più che abbordabile, e nel quale “il diavolo” ha palesato diverse difficoltà. Poi, al di là dei risultati, c’è un’idea di gioco che non ha mai dato i frutti sperati. E’ quella su cui Montella ha deciso di puntare forte, forse incaponendosi, e venendone alla fine travolto. Il 3-5-2: un modulo che in campo prospettava, a livello tattico, tante varianti, ma che, probabilmente, non era l’abito più adatto agli interpreti rossoneri. 1) Perché il Milan non può rinunciare, ad oggi, alla qualità di Suso, che però riesce ad esprimersi meglio partendo largo a sinistra, e non certo sulla trequarti, dietro la prima punta. 2) Perché la difesa il 3-5-2 è un modulo che aiuta a coprire bene il campo in ampiezza, ma limita la pericolosità sugli esterni e, se non supportato da mezzali dinamiche, anche in posizione centrale. A Benevento, alla guida dei rossoneri, ci sarà dunque Gennaro Gattuso. L’ex centrocampista del Milan proverà a dare una scossa, soprattutto a livello emotivo, alla squadra, apparsa troppo spenta col Torino, e non solo. I tre punti al “Vigorito” sono d’obbligo: per partire con il piede giusto e provare far partire una rincorsa alla Champions (la Roma, quarta, è distante 11 lunghezze) che, ad oggi, sembra una chimera.

Napoli primo: venerdì c’è la Juve- Rimane in vetta alla classifica il Napoli, corsaro ad Udine grazie al rigore, in due tempi, di

Mauro Icardi, trascinatore dell’Inter a Cagliari con una doppietta (ph.zimbio)

Jorginho. Partenopei che, come accaduto già diverse volte in stagione, riescono a portare a casa i 3 punti pur senza brillare, stringendo i denti nei momenti difficili e mostrando una solidità mentale importante. Venerdì, al San Paolo, arriverà la Juventus, reduce dal tris rifilato al Crotone (52′ Mandzukic, 60′ De Sciglio, 71′ Benatia). I bianconeri, distanti 4 lunghezze dagli azzurri, hanno un’occasione ghiottissima per accorciare sui rivali, ma dovranno provare a sbancare Napoli, con tutta probabilità, senza Higuain. Il grande ex di turno, infatti, non dovrebbe farcela dopo una piccola operazione effettuata ieri pomeriggio alla mano. Terza incomoda per lo scudetto continua a rimanere l’Inter, che a Cagliari, pur soffrendo, riesce a conquistare la vittoria che la issa al secondo posto alle spalle dei partenopei. Decisivo, come sempre, Mauro Icardi: salito, dopo la doppietta della “Sardegna Arena”, in testa alla classifica marcatori con 15 gol, al pari di Immobile, la cui Lazio viene fermata in casa dalla Fiorentina al 94′ (rig. Babacar). Stop anche per l’altra squadra della capitale, che non passa a Genova contro il “Grifone”: succede tutto nella ripresa, con Lapadula – a segno su penalty dopo il brutto fallo di De Rossi (espulso nell’occasione)  – che risponde al delizioso tocco di El Shaarawy, che aveva illuso i giallorossi. Balzo in avanti di Atalanta (1-0 al Benevento) e Bologna (netto 3-0 alla Samp), che salgono, rispettivamente, a quota 19 e 2o punti in classifica. Nella zona salvezza, costa cara la sconfitta interna contro il Verona a Bucchi, che non è più l’allenatore del Sassuolo. Al suo posto Beppe Iachini, che trova una squadra in crisi, con un solo punto sulla terzultima piazza, momentaneamente occupata dalla Spal, sconfitta 2-1 dal Chievo.

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