Il Mondiale dei portieri, veri numero uno


Quello appena concluso è stato sicuramente il Mondiale dei numeri uno, quelli che scendono in campo per posizionarsi tra due pali ed una traversa e, armati solo di guantoni e coraggio, restano l’ultimo baluardo della propria squadra

di Red. Cal.

Manuel Neuer, portiere campione del mondo con la Germania

Manuel Neuer, portiere campione del mondo con la Germania

Non si tratta dell’ennesimo delirio enfatico da telecronaca paytv, ma di un’affermazione da prendere in senso letterale. Quello appena concluso è stato sicuramente il Mondiale dei numeri uno, quelli che scendono in campo per posizionarsi tra due pali ed una traversa e, armati solo di guantoni e coraggio, restano l’ultimo baluardo della propria squadra. In una rassegna che in tanti hanno criticato per mancanza di spettacolarità, il ruolo del portiere ne esce più che mai rafforzato anche al cospetto dei tanti attaccanti e fantasisti che hanno invece deluso le attese. Per un mese abbiamo spesso assistito a parate, tuffi e uscite degne di vere e proprie standing ovation che hanno ridato dignità e prestigio ad uno dei mestieri più strani del calcio. Tecnica e follia, coraggio ed intelligenza si fondono da sempre nella figura dei grandi portieri e li rendono protagonisti al pari delle punte che dovrebbero trafiggerli. Forse quello che veramente ha stupito è stato vederne tanti così bravi tutti insieme. Per molti di loro le prodezze di queste settimane porteranno ad un notevole scatto di carriera perchè gli operatori di mercato sanno bene che un portiere, se è dotato, lo resta a prescindere dal contesto.

La graduatoria finale impone di esaltare il teutonico Manuel Neuer di cui tanti conoscevano la completezza ma che oggi tutti celebrano come numero uno al mondo nel ruolo. Il suo coraggio e la sua freddezza sono l’emblema di una Germania che ha vinto dominando gli avversari con la forza del gruppo ed imponendo l’intensità sulla pura tecnica. La cartolina della finale del Maracanà sarà probabilmente la sua uscita su Higuain premiata generosamente dall’arbitro con una punizione a favore. Il vero eroe del Mondiale però si chiama Keylor Navas e ha trascinato il Costa Rica in una cavalcata entusiasmante fino ai quarti di finale. Le sue parate sono un mix perfetto di potenza, atletismo e stile al servizio di una squadra che da brutto anatroccolo si è trasformata in cigno sotto gli occhi impotenti degli avversari. Il suo nome era già noto agli addetti ai lavori che lo aspettavano al varco in questa competizione così probante e lui non ha deluso conquistandosi la chiamata da parte del Real Madrid.

Tim Howard, protagonista al Mondiale tra i pali degli Stati Uniti

Tim Howard, protagonista al Mondiale tra i pali degli Stati Uniti

La scuola sudamericana però ha messo in mostra anche tanti altri talenti diventati in breve tempo anche star del web grazie alle loro prodezze: primo fra tutti il messicano Guillermo Ochoa, protagonista assoluto della sfida contro il Brasile e ora, clamorosamente svincolato, al centro del calciomercato. Sono pronti a sfruttare l’estate per salire di livello anche il colombiano Ospina ed il cileno Bravo, entrambi incarnazione dell’affidabilità delle relative selezioni, che dal prossimo anno vestiranno rispettivamente la maglia dell’Arsenal e del Barcellona. Restando in ambito sudamericano troviamo poi due storie particolari che si sono già intrecciate anche con il calcio italiano ricevendone però recentemente un trattamento poco lusinghiero: è il caso di Julio Cesar del Brasile e Sergio Romero dell’Argentina. Il primo, scaricato dall’Inter due anni fa, ha dimostrato di essere ancora un fattore determinante ad alti livelli caricandosi i verdeoro sulle spalle in occasione dei calci di rigore contro il Cile. Il secondo, dopo le critiche ricevute alla Sampdoria ed il campionato da riserva al Monaco, ha consentito all’Argentina di approdare alla finale con una netta crescita nel corso del Mondiale e toccando l’apice con i rigori parati all’Olanda in semifinale.

Parlando di tiri dal dischetto non si può non citare lo strano caso di Tim Krul dell’Olanda: eroe a sorpresa per una notte entrando in campo soltanto per affrontare la lotteria dei rigori contro il Costa Rica. Probabilmente si dibatterà per anni sul fatto che la mossa di Van Gaal sia stata un colpo di genio o di fortuna. Se la scuola europea può contare anche sul belga Courtois già apprezzato durante la stagione nell’Atletico Madrid, da più lontano arrivano le parate del nigeriano Enyeama autore di grandi prestazioni fino all’errore decisivo contro la Francia o del veterano statunitense Tim Howard che contro il Belgio ha stabilito un nuovo record con ben sedici conclusioni neutralizzate agli avversari. Per tante storie di successo raccontate sul campo durante questo mese brasiliano, ce ne sono anche alcune decisamente di segno opposto che meritano

Thibaut Courtois, estremo difensore del Belgio

Thibaut Courtois, estremo difensore del Belgio

un accenno anche solo per dare maggior valore a quelle finora raccontate. È il caso di Igor Akinfeev, veterano della Russia che si è rivelato l’anello debole del gruppo guidato da Capello crollando contro avversari decisamente abbordabili come Corea del Sud e Algeria.

Ancora più clamorosa però è stata la disastrosa resa di Iker Casillas, da oltre dieci anni al top nella categoria a livello mondiale, che sin dalla prima gara ha spalancato la porta della sua Spagna davanti agli attaccanti consegnando le Furie Rosse al fuoco della critica mondiale.
Appare davvero evidente ora quanto il Mondiale giocato nella terra del calcio spettacolare sia stato in realtà il palcoscenico su cui si sono messi in mostra soprattutto i portieri, antagonisti per eccellenza di coloro che dovrebbero dare vita ad uno show con i gol, ma che non hanno davvero fatto rimpiangere dribbling, giocate ed assist. E ora sono tutti pronti a diventare di nuovo bersagli della critica al primo errore in amichevole precampionato: è la strana vita del numero uno.

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