Il pagellone del Bologna: salvi Verdi, Pulgar e pochi altri. Raffica di 4


Tutti i voti ai protagonisti della stagione del Bologna: si salvano Verdi e pochi compagni mentre la dirigenza è bocciata in toto

– di Marco Vigarani –

Una settimana fa il Bologna andava a Udine per chiudere ingloriosamente il proprio campionato ed in particolare un girone di ritorno fatto di stenti. Sembra trascorso ormai un secolo, l’acqua è già passata sotto i ponti ed alcune teste sono saltate. Anche alla luce degli avvenimenti dell’ultima settimana e delle parole di congedo del presidente Saputo, non sembra però tardi per dare i voti ad ogni singolo protagonista dell’annata rossoblù.

Una delle papere della stagione di Mirante: il gol subito dal laziale Lulic (ph. Zimbio)

Mirante 5.5 Professionista esemplare ma anche evidentemente atleta sul viale del tramonto. Le sue prestazioni sono sempre più altalenanti ed una squadra a rischio non può più correre il rischio derivante da un suo periodo negativo.

Da Costa 6 Gioca poco ma abbastanza per farsi rimpiangere. Infonde sempre sicurezza ai compagni e supera il collega anche nel gioco con i piedi.

Santurro 6 Ha una sola occasione e la sfrutta per fare bella figura. Voto d’incoraggiamento.

Mbaye 5.5 A volte sembra il difensore più concentrato della rosa ma non confeziona prestazioni tali da renderlo titolare inamovibile. Eterna promessa.

Torosidis 5 Esterno o centrale, la sostanza non cambia. È un giocatore a fine carriera arrivato a Bologna oltre la data di scadenza.

Krafth 4.5 Pretende spazio e fiducia tramite il suo procuratore ma in campo risulta inutile se non dannoso.

Masina 5 Gioca sempre per mancanza di alternative e puntualmente la squadra collassa sul lato sinistro per coprire le sue lacune. Non cresce mai.

Keita 4 I pochi minuti a fine stagione non giustificano il pagamento del suo stipendio. Più da pagina della cronaca che dello sport.

La cessione di Maietta a gennaio si è rivelata un clamoroso autogol (ph. Zimbio)

Maietta 6 Cuore, tecnica e polmoni rimpianto nel girone di ritorno quando guida l’Empoli verso la promozione. Cessione ingiustificabile.

De Maio 5 Segna due gol che non bastano a pareggiare il conto con quelli causati. Leader designato ma che sembra sempre un passo indietro.

Gonzalez 4.5 All’inizio sembra quasi il migliore poi perde il posto nonostante il livello dei compagni. Ingaggio raddoppiato ma stesse prestazioni di Palermo.

Helander 5 Si applica ma i limiti sono evidenti: non può dare di più. Può essere una buona comparsa, non un protagonista.

Romagnoli 5.5 Da gennaio ha poche occasioni in cui conferma la lentezza nei movimenti ma mostra più leadership di tutti i compagni.

Crisetig 5.5 Ancora un anno perso in panchina per questa ex promessa. Fa sognare il colpo a Torino ma è un fuoco di paglia.

Pulgar 6.5 Cresce a livello tecnico, tattico e psicologico. Pur non essendo un vero regista, non teme le responsabilità del ruolo ed affina anche le sue doti realizzative.

Donsah 5 Come altri compagni, passa un altro anno ad osservare il tempo scorrere senza prendersi mai un posto in squadra.

Poli 6 Onora la maglia in ogni occasione, cerca di mostrare la strada giusta anche esagerando nel nervosismo ma è un innesto fondamentale.

Nagy 4 Se il fisico resta minuto, la mentalità rimane quella di un ragazzino catapultato per caso tra gli adulti: questo è il vero problema.

Dzemaili 4.5 Spremuto da Nazionale e Montreal Impact ma anche dalle vicende personali, sembra il cugino inetto del campione celebrato un anno fa.

Taider 5 Il voto non è troppo severo perché dal Canada non partecipa allo sfacelo del girone di ritorno ma finché c’è si nota poco.

Falletti 4.5 Mezzo voto in più per il gol, ma non è un giocatore adeguato alla categoria in cui viene impiegato.

Krejci 4 Dopo la falsa gloria, tutti i nodi arrivano al pettine con una stagione in cui merita al massimo un posto fisso in panchina.

Simone Verdi chiude con 10 gol e 10 assist la sua seconda stagione al Bologna (ph. Zimbio)

Verdi 7.5 Con 10 gol e 10 assist salva il Bologna dalla B. Con il rifiuto al Napoli rende la città di nuovo orgogliosa dei colori rossoblù. È il leader tecnico, l’uomo immagine ma anche l’agnello da sacrificare sul mercato.

Di Francesco 5.5 Vittima principale dei deficit difensivi di Masina, si spreme in un ruolo che lo annulla. Deve prendere in mano il proprio destino.

Orsolini 5 L’erede designato di Verdi sembra in realtà affrontare il professionismo con l’ingenuità di un talento della Primavera.

Palacio 6 Si carica la squadra sulle spalle nei primi mesi cin gol, assist e tanto lavoro sporco. Poi cala ma a 36 anni è giusto così.

Okwonkwo 6.5 Impatto devastante con il professionismo e tre gol in pochi spezzoni. Rimpianto quando ormai è inutilmente in prestito al Brescia.

Destro 4.5 L’errore di Ferrara lo espone al pubblico ludibrio ma il vero problema è la terza stagione disputata da soldato svogliato ma percependo lo stipendio del comandante. Siamo ormai ai titoli di coda di un film che non ricorderemo.

Avenatti 4 Massimo rispetto per la battaglia affrontata fuori dal campo, ma come Falletti non vale né la categoria né l’investimento.

Petkovic 4 Tra Bologna e Verona trascorre un altro anno senza segnare in A: non può essere solo sfortuna.

Donadoni 5.5 Trova in una rosa modesta la forza per un girone d’andata da 24 punti ma poi perde il timone e la nave si arena in quello di ritorno. Le sue colpe più gravi però sono forse fuori dal campo dove non coltiva i giusti rapporti per rinsaldare la propria posizione e alla fine viene esonerato.

Fenucci, Saputo e Bigon: quante responsabilità per questo trio nel disastro rossoblù!

Bigon 4.5 Dopo Verdi, piazza un bel colpo con Poli ma i meriti sono finiti. Ha poco denaro e lo spende in mezzi giocatori senza identità. Almeno ci mette sempre la faccia pur non essendo un asso della conunicazione.

Di Vaio 4 Deve fare il mercato? Allora è corresponsabile con Bigon. Deve aiutare lo staff tecnico? Allora deve condividere il flop di Donadoni. Tanto era protagonista in campo, tanto non lo è oggi.

Fenucci 4 È il vero presidente del club e quindi primo responsabile di tutti i fallimenti stagionali: una squadra deludente e mal costruita, un settore giovanile che non produce nulla ed uno stallo prolungato sul tema stadio.

Saputo 5 Continua a sostenere spese ingenti senza ottenere pari soddisfazioni. Se è soddisfatto così, complimenti per lo spirito filantropico ma la città meriterebbe di più e deve rendersene conto.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *