Il pagellone finale della Fortitudo


Terminata la stagione con la promozione in serie A2, diamo i voti alla stagione della Fortitudo: giocatori, allenatori, società e tifoseria, ovvero tutti coloro che hanno contribuito alla risalita dell’Aquila

– di Massimo Righi –

Leonardo Candi, classe '97, promessa Fortitudo (ph. Fortitudo)

Leonardo Candi, classe ’97, promessa Fortitudo (ph. Fortitudo)

(7) Leonardo Candi 7 – Trova minuti e fiducia necessari ad esprimersi a buoni livelli con l’arrivo di Boniciolli e il baby Leo ripaga dando respiro in regia e scaldando progressivamente la mano. Ha numeri per una crescita importante essendo un ’97, pare chiaro la quarta serie sia stata una buona palestra (3,2 punti di media in 18 partite, 0,6 assist, 0,9 rimbalzi e 0,7 palle recuperate).

(8) Jacopo Valentini 6 – Si esprime meglio nella prima parte della stagione con Vandoni, con il cambio di guida tecnica cala l’apporto e a parte i 12 punti con Desio e lo squillo in gara 2 playoff con Milano, il suo finale di stagione è ben al di sotto le aspettative nonostante la costante della buona difesa (7,1 punti di media in 24 partite, 2,3 assist, 4,4 rimbalzi e 1 palle recuperate).

(9) Davide Lamma (capitano) 7,5 – Fatica parecchio nella prima parte, poi chiude in crescendo. Le 39 primavere si fanno sentire, il rendimento ne risente e lui soffre da grande cuore Fortitudo qual è. Boniciolli lo responsabilizza con criterio e il capitano esegue, essenziale e glaciale quando serve (8 punti di media in 25 partite, 3,8 assist, 2,3 rimbalzi e 1,4 palle recuperate).

Iannilli, centro della Fortitudo (ph. Fortitudo)

Iannilli, centro della Fortitudo (ph. Fortitudo)

(10) Daniele Grilli 5,5 (fino al 15 febbraio 2015) – Rimane per metà stagione prima della cessione e in questo lasso di tempo contribuisce con qualche buona prestazione. Va quattro volte in doppia cifra con l’high, fine a sé stesso, con Costa Volpino (7 punti di media in 20 partite, 1,4 assist, 2,4 rimbalzi e 0,6 palle recuperate).

(11) Andrea Iannilli 8 – Ha giocato un campionato notevole considerando anche l’infortunio che ne ha condizionato a lungo le prestazioni e che il centro ha mascherato quasi alla perfezione. Ha sempre lottato stringendo i denti e diventando il totem a cui spesso i compagni si rivolgevano nei momenti di difficoltà. Superiore alle critiche e alla diffidenza, è stato uno dei più costanti della truppa (9,2 punti di media in 27 partite, 1,6 assist, 8,4 rimbalzi e 0,4 palle recuperate).

(12) Giuliano Samoggia 6,5 – Nella gestione Vandoni si rivela uno dei punti di forza dell’attacco della Fortitudo con i suoi ottimi score, fra cui spicca il 33 rifilato a Orzi Basket con un 5/5 da tre. Con l’arrivo di Boniciolli, per ammissione del coach stesso, accusa il mutamento di ruolo in silenzio e senza batter ciglio si comporta da professionista. Nel finale torna per un ultimo sussulto (11,9 punti di media in 28 partite, 0,9 assist, 5,8 rimbalzi e 0,4 palle recuperate).

Matteo Montano, uomo di punta della Fortitudo neopromossa (ph. Fortitudo.it)

Matteo Montano, uomo di punta della Fortitudo neopromossa (ph. Fortitudo.it)

(14) Matteo Montano 8,5 – Rientrato alla base dopo l’annata partenopea, Montano è stato il trascinatore della Fortitudo grazie alla maturazione mostrata durante l’anno. Ha segnato, fatto segnare, recuperato palloni e difeso. Boniciolli lo ha definito un fuoriclasse, di certo è cresciuto in leadership e mentalità (15 punti di media in 26 partite, 2,8 assist, 4,3 rimbalzi e 2 palle recuperate,record-).

(15) Gennaro Sorrentino 5,5 – Il rendimento complessivo è insufficiente. Ha percentuali basse che un giocatore della sua esperienza, in quarta serie, doveva necessariamente migliorare. Vandoni lo mise da parte, Boniciolli lo rivolle. È stato un buona chioccia per i giovani e complessivamente, l’atteggiamento positivo lo ha aiutato (7,4 punti di media in 20 partite, 2 assist, 2,1 rimbalzi e 0,9 palle recuperate).

(17) Alessandro Mancin 6 – Gregario sotto le plance, concede minuti preziosi a Iannilli nell’arco della stagione. Purtroppo si fa male in marzo e il finale di stagione è compromesso, ma il suo contributo non è assolutamente da mettere in secondo piano (2,4 punti di media in 21 partite, 0,5 assist, 3 rimbalzi e 0,2 palle recuperate).

(18) Giovanni Lenti s.v. – Qualche minuto per dare fiato nei momenti di difficoltà.

Marco Carraretto, guardia ex Siena arrivata in gennaio (ph. Fortitudo)

Marco Carraretto, guardia ex Siena arrivata in gennaio (ph. Fortitudo)

(20) Davide Raucci 7  – Diventa il jolly preferito da Boniciolli che lo mette dove gli serve. Cattura rimbalzi come una piovra e sguscia fra le maglie dei lunghi in attacco, probabilmente è stato la spina nel fianco della maggior parte delle avversarie della Fortitudo durante l’anno (7,6 punti di media in 28 partite, 1,1 assist, 3,7 rimbalzi e 0,8 palle recuperate).

(21) Marco Carraretto 7,5 (dal 23 gennaio 2015) – Serviva un cecchino e Corbelli firma l’ex senese. Il suo inserimento non aggiunge solo punti ed esperienza a un gruppo collaudato, ma dà anche un grosso aiuto in termini di intensità difensiva. In Final Four contribuisce a seppellire l’amata ex Siena con cui ha vinto praticamente tutto.

(31) Nazzareno Italiano 7 (dal 5 febbraio 2015) – Gregario e cambio per fiatare in campionato, arma vincente nei playoff. Metamorfosi costruttiva la sua, che da buon lungo atipico ha anche colpito dall’arco reiteratamente. Utile alla causa, si è esaltato nei momenti topici della stagione.

Pesino Pietro e Valenti Alessandro n.g.

Matteo Boniciolli, l'uomo della svolta stagionale (ph. Fortitudo)

Matteo Boniciolli, l’uomo della svolta stagionale (ph. Fortitudo)

Coach Matteo Boniciolli 9 – Si può azzardare un paragone: è come se Mihajlovic fosse andato ad allenare a Salerno quest’anno. Allenatore decisamente fuori categoria, porta un credo e una mentalità difensiva che il gruppo accetta subito con risultati evidenti: 15 vittorie in 16 gare e al primo accenno di resa, volano urla e occhiatacce. Tutti sul pezzo, nessuno mai domo. Condottiero e leader, “seguitemi e vi condurrò alla vittoria”. C’è tanto merito suo in questa promozione.

Coach Claudio Vandoni 5,5 – Boniciolli gli riconosce alcuni meriti di amalgama e fa bene, ma con lui la squadra si perdeva in un bicchier d’acqua e non dava mai l’idea di poter fare il salto di qualità, oltre a non avere un gioco su cui basare il proprio basket. Il cambio di guida ha portato benefici ben oltre le aspettative.

Società 8 – Costruisce una squadra competitiva, si accorge quando si può cambiare coach per migliorare e piazza due colpi sul mercato che si rivelano ben più che funzionali. Nonostante un periodo tumultuoso di cambi di poltrone, la squadra non ne risente e la voglia di impegnarsi ancora di più negli investimenti fa onore ai soci.

Tifoseria 10eL – Certezza e sicurezza della Fortitudo, anche questa non c’era più o era divisa in due, o era in crisi. Insomma “en la buena y en la mala”, la Fossa ma anche una grande parte del resto del tifo, non hanno mai smesso di stare vicino alla squadra. Si è sempre detto che la tifoseria biancoblù è da serie A, a prescindere dalla categoria in cui gioca la squadra,  si può quindi dire che nonostante le plurime vicissitudini, il tifo Fortitudo non è mai retrocesso né fallito.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *