Il Parma salva la Serie A, due anni di squalifica per Calaiò


Il tribunale federale condanna il Parma a 5 punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato. La Seria A è salva. Due anni di squalifica, invece, per Calaiò

– di Calogero Destro –

Emanuele Calaiò, è stato condannato ad una squalifica di due anni per tentato illecito sportivo (ph.zimbio)

Dalla Serie D alla Serie A in tre anni. Una favola che rischiava di trasformarsi in disdetta, quella del Parma. Il tribunale federale nazionale ha però salvato ciò che era stato conquistato sul campo e sui cui si era abbattuta l’accusa di illecito sportivo. Se l’accusa aveva infatti richiesto due punti di penalizzazione da applicare alla classifica dello scorso campionato dei ducali – il che avrebbe significato la mancata promozione – la sentenza ha detto altro. “Solo” cinque punti di penalizzazione, da scontare nel corso della prossima stagione. Due anni di squalifica, invece, per Emanuele Calaiò, reo di aver contattato due giocatori dello Spezia tentando di ottenerne una prestazione sottotono nello scontro dell’ultima giornata, decisiva per la promozione in A degli emiliani. Per il tribunale, come recita chiaramente la sentenza “si è in presenza, nella specie, di un tentativo di illecito decisamente respinto dai destinatari dei messaggi e la cui conoscenza da parte della società Parma Calcio non è stata in alcun modo nemmeno ipotizzata“. Calaiò, 36 anni, terminerà qui, con tutta probabilità, la propria carriera da professionista.

Il Parma non ci sta- Secca la replica del Parma, che tramite una nota sul sito del club ha fatto sapere che ricorrerà in appello, sperano di veder ridotta una pena ritenuta incongrua tanto per la società che per il proprio centravanti “Riteniamo abnorme la condanna del nostro tesserato Emanuele Calaiò rispetto ai fatti all’origine del deferimento e iniqua, illogica ed in contrasto con la recente giurisprudenza sportiva la pesantissima penalizzazione per responsabilità oggettiva inflitta alla nostra società. Confidiamo che la totale estraneità del Parma Calcio 1913 ad ogni comportamento meno che lecito venga riconosciuta già dalla Corte Federale di Appello, a cui ricorreremo in tempi brevissimi, nell’auspicio di trovare giustizia”. 

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