Il parrucchiere di Malesani e la Domenica Sportiva, analisi di uno scivolone


Una brutta pagina di giornalismo, e un pessimo esempio di servizio pubblico sono andati ancora una volta in scena alla Domenica Sportiva al termine del posticipo tra Lazio e Sassuolo;  sempre attenta e paladina del buonismo nei confronti dei piani alti del calcio e dei numeri massicci che muovono certi colori, la ciurma di Paola Ferrari diventa magicamente più caciarona e perentoria nei confronti delle realtà più piccole. Dalle analisi ai giudizi, dai pomposi botta e risposta alla fretta di chiudere. Ci sta, sia chiaro, dedicare più tempo a certe squadre, non è accettabile la disparità di rispetto riservata agli ospiti.

Alberto Malesani, allenatore del Sassuolo ancora a secco di vittorie.

Alberto Malesani, allenatore del Sassuolo ancora a secco di vittorie.

Brevemente: Alberto Malesani collegato dalla sala stampa dell’Olimpico, risponde a chi lo incalza sugli 0 punti racimolati in 4 gare da quando è sulla panchina del Sassuolo. Lui risponde, la tribuna si fa anche interessante, lo dico davvero. Gli fanno notare che una Società non può accontentarsi dei progressi nel gioco e nell’amalgama, il mister ribatte con argomenti più o meno validi ma comunque pertinenti, raccontando di come abbia dovuto rivoltare come un calzino un gruppo copioso dove 8 nuovi innesti di nome ma fermi da tempo andavano ad aggiungersi alla vecchia guardia: “preoccupato? chi è un privilegiato come me non può permettersi di dirsi preoccupato o stressato, piuttosto sono rammaricato perché ogni volta che si parla di me sembra che gli unici argomenti siano le mie conferenze, i miei esoneri, i miei capelli..io vorrei parlare di calcio”. Si prova a farlo, effettivamente, soprattutto grazie ad un altro tecnico, Mondonico, perché in studio la materia “rosa del Sassuolo” non è esattamente l’argomento a piacere che i vari opinionisti presenti porterebbero all’esame di maturità…

Si sta per chiudere perché la conduttrice ne ha evidentemente abbastanza del livello (troppo alto?) che sta prendendo la discussione in termini di pallone, ma la parola passa a Gene Gnocchi. Istrione che mi piace anche, il più delle volte, ma ha un compito evidentemente ingrato: convivere con il suo ruolo di “personaggio” in ogni sede. Ruolo che gli sta stretto, perché la sua capacità di lettura del calcio è molto più elevata del pertugio in cui è relegato, quello del siparietto, della frecciatina, del riempitivo.

-“Mister, oggi è vero che è il quinto anniversario della morte del suo parrucchiere?” è l’infelice uscita di Gnocchi. Non ci stava. Non ha fatto ridere nessuno, è stata una provocazione gratuita e di basso rango, molto basso, in quel momento, in quel contesto, quasi un’ umiliazione personale. La reazione di Malesani è stata di una compostezza esemplare: sguardo abbassato, auricolare tolto e consegnato all’inviato Antinelli, e via, verso un’altra intervista, con la stessa disponibilità a parlare di calcio ma con un’altra emittente.

Non di Stato, l’emittente di Stato ha scelto di chiudere così. Brividi.

Quanto è facile “perculare” un Malesani, eh? Ha i capelli lunghi e arruffati…mammamia che ridere! Tanto, se si impermalosisce, chi se lo fuma? Cosa sono..ultimi? E Sassuolo dov’è che sta poi?

Sassuolo non è tanto lontana da Bologna, quella città intera che l’emittente di Stato ha etichettato e infamato con superficialità e menefreghismo, ascoltando il comodo rintocco di una campana sola, appena il mese scorso.

Che amarezza.

Leonardo Vicari

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