Il presidente dell’Ancona? I propri tifosi


Per la prima volta in Italia una squadra professionistica, l’Ancona, sarà amministrata da un’associazione di tifosi: un fenomeno nuovo che può rappresentare una svolta per il calcio italiano

– di Massimo Righi –

Il logo dell'Associazione dei tifosi Sosteniamolancona (ph. anconatoday.it)

Il logo dell’Associazione dei tifosi Sosteniamolancona (ph. anconatoday.it)

È Ancona la città della svolta. Perché è nel capoluogo marchigiano che nasce la prima società di calcio governata dai tifosi. Dopo anni travagliati, con due fallimenti in sei anni (2004 e 2010), il club dorico si iscriverà alla Lega Pro con garanzie economiche triennali fornite dalla vecchia proprietà, la quale cederà l’88% delle azioni del club all’associazione Sosteniamolancona. Si tratta di una realtà nata nel 2010 dopo il secondo fallimento della società che non riuscì a dar seguito alla serie B dovendo ricominciare dall’Eccellenza. L’Ancona venne rilevato dall’imprenditore locale Andrea Marinelli che nel 2010 cambiò la denominazione della sua squadra in “S.S.D. Unione Sportiva Ancona 1905” permettendo all’Ancona di ripartire dall’Eccellenza anziché dalla terza categoria. Insieme all’amministrazione comunale di allora, Marinelli risvegliò l’entusiasmo di una tifoseria avvilita che fondò l’Associazione a cui lo stesso Marinelli destinò il 2% delle quote societarie della nuova Ancona.

Nonostante i progressi della squadra alla fine del campionato 2014/15, Marinelli annuncia la volontà di lasciare l’Ancona perché “stanco di lottare contro un’amministrazione comunale disinteressata”. L’eredità consiste nel lasciare gratuitamente la società all’associazione di tifosi Sosteniamolancona che si sta organizzando. Marinelli garantirà copertura economica fino al 2018 sponsorizzando il club con la sua azienda con 500 mila euro il primo anno, 400 mila per la stagione 2016/17 e 300 mila per la stagione 2017/18. Sostenibilità, settore giovanile e partecipazione sono le basi da cui parte la nuova Ancona 1905 che potrà contare sulle stesse sponsorizzazioni del campionato appena concluso. La società, col bilancio in pareggio riparte così dai tifosi. In Italia nasce un’esperienza pronta a dimostrare che si può credere ancora in un calcio finanziariamente corretto. Solo nell’ultimo campionato di Lega Pro sono stati 90 i punti tolti alle squadre per inadempienze fiscali e sono state 100 le squadre iscritte a campionati professionistici fallite negli ultimi 20 anni. I ragazzi dell’associazione, con in testa il presidente Vietri e l’ad Miani, hanno già fatto le prime mosse scegliendo di blindare l’allenatore Cornacchini con un triennale e individuando nella figura dell’ex sindaco Gramiliano, che avrà la nomina di presidente onorario, una persona che possa creare un canale con l’amministrazione comunale. In Inghilterra esempi di azionariato popolare hanno funzionato, l’Ancona ha l’occasione di confermarlo in Italia.

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