Il ritratto di Roberto Donadoni


 Il neo tecnico del Bologna, che verrà presentato nel pomeriggio, è reduce dall’amara esperienza di Parma dove il fallimento ha spazzato via 3 anni e mezzo di lavoro. Napoli unica macchia di una carriera altrimenti rispettosa, nella quale ha avuto modo anche di allenare la Nazionale. Sotto le Due Torri, riparte con l’obiettivo salvezza nel mirino

– di Luigi Polce –

Mancava solo l’ufficialità, arrivata nel tardo pomeriggio di ieri dopo una lunga attesa: Roberto Donadoni è il nuovo allenatore del Bologna. Scelto da Joey Saputo in persona, il tecnico ex Parma ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2017, con il compito di risollevare immediatamente morale ma soprattutto classifica di una squadra che, ad oggi, sarebbe retrocessa in serie B.

Roberto Donadoni è il nuovo allenatore del Bologna (ph. zimbio)

Roberto Donadoni è il nuovo allenatore del Bologna (ph. zimbio)

Il nome di Donadoni girava già da diversi giorni in città, e per questo motivo tutti pensavano che, in caso di cambio della guardia in panchina, non ci sarebbero stati grossi dubbi o riflessioni. La lunga giornata di passione vissuta a Casteldebole mercoledì però, ha messo in luce una situazione che in realtà era più complicata del previsto. Qualche problemino legato all’ampio staff (composto da 5 membri tra cui l’ex Bologna Renato Olive) e una attenta valutazione prima di sposare il progetto e firmare il contratto che legherà l’allenatore di Cisano Bergamasco al sodalizio felsineo. Se sarà o meno l’uomo giusto al momento giusto lo scopriremo strada facendo, certo è che Donadoni non è l’ultimo arrivato e sa benissimo cosa significhi lottare per salvare la pelle.

Donadoni alla guida dell'Italia, con la quale ha disputato l'Europeo del 2008 (ph. biografieonline)

Donadoni alla guida dell’Italia, con la quale ha disputato l’Europeo del 2008 (ph. biografieonline)

L’anno scorso a Parma, nonostante il fallimento e una situazione ai limiti dell’assurdo, è riuscito a tenere il gruppo sul pezzo senza sbracare, chiudendo il campionato a testa altissima e togliendosi addirittura la soddisfazione di battere la Juventus, che ha poi sfiorato il Triplete. L’anno precedente, sempre in Emilia, coglie una storica qualificazione in Europa League cancellata poi dai guai finanziari della società gialloblù, che già iniziavano a palesarsi in maniera importante. Nel complesso, si può dire che Donadoni abbia fatto quasi sempre bene nelle sue varie esperienze in massima serie: a Livorno, tra il 2005 e il 2006, 46 partite e una media di un punto e mezzo a gara; al Cagliari colleziona 1,26 punti di media in 27 partite; a Parma, come detto, si toglie parecchie soddisfazioni salvo poi veder sfumare il lavoro di tre anni e mezzo per via del fallimento. Nel complesso, bene anche sulla panchina della Nazionale, con la quale disputa gli Europei del 2008 in Austria e Svizzera, venendo eliminato solo ai calci di rigore dalla Spagna che poi vincerà tutto quello che c’era da vincere. Unico neo di una carriera altrimenti discreta è rappresentato dalla sua avventura a Napoli, dove resta solo sette mesi prima di lasciare il posto a Walter Mazzarri.

Mirante con la maglia del Parma, allenato proprio da Donadoni (ph. zimbio)

Mirante con la maglia del Parma, allenato proprio da Donadoni (ph. zimbio)

A livello tattico, il tecnico classe ’63 predilige il 4-3-3, spesso usato a Parma, dove c’era Antonio Mirante tra i pali. Il portiere rossoblù è secondo nella speciale classifica dei giocatori più schierati da Donadoni: con 117 presenze, è dietro solo ad Alessandro Lucarelli che ne ha dieci in più. Oltre al modulo col tridente comunque, l’ex c.t. ha dimostrato una certa duttilità: 4-4-2, 4-2-3-1 e anche la difesa a 3, tante le alternative da poter scegliere in base alla situazione. E’ presto per dire come verrà messo in campo il Bologna, con Donadoni che almeno all’inizio potrebbe proseguire sulla strada tracciata da Delio Rossi visto il poco tempo a disposizione per preparare le delicate sfide contro Atalanta e Verona. Poi ci sarà la sosta, ed è lì che l’allenatore rossoblù proverà ad infondere i suoi concetti a Destro e compagni: magari si potrà vedere un Bologna messo in campo con il 3-5-2, con Mirante tra i pali protetto dal trio Rossettini-Oikonomou-Gastaldello, Giaccherini e Masina larghi con in mezzo Taider, Diawara e Donsah, e in attacco Mounier a supporto di Destro.

Sono tutte supposizioni, oggi nella conferenza stampa di presentazione potremo capire qualcosa in più su quello che sarà il Bologna di Donadoni. L’ex giocatore del Milan si gioca tanto sotto le Due Torri: può rilanciarsi, dopo la delusione di Parma; in caso contrario, rischia seriamente di compromettere carriera e ambizioni di una panchina d’alta quota, come per esempio quella proprio del Milan, sogno non troppo nascosto. Adesso però, c’è il Bologna: a lui il compito di condurre la barca in porto. Se la scelta è giusta oppure no, sarà solo il tempo a rivelarlo.

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