Immobile mostra il repertorio, Lazaros resuscita Bologna, Osvaldo fa arrabbiare Conte


di Francesco Ferrari

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Ciro Immobile, tripletta contro il Livorno

Ciro Immobile, tripletta contro il Livorno

Immobile (Torino): una tripletta che mostra tutto il repertorio di Ciro, segna di testa, da fuori area e da opportunista. Capocannoniere della Serie A insieme a Tevez con 16 gol senza tirare rigori, numeri importanti in ottica Mondiale. Torino che si mangia il Livorno 3-1 e sale a 39 punti in classifica. Livorno che torna in zona retrocessione.

Christodoulopoulos (Bologna): “Lazaros, alzati e cammina!” o meglio “Bologna, vinci e salvati!”. La partita era fondamentale in chiave salvezza, il gol dell’impronunciabile centrocampista ellenico può avere una chiave di lettura epica: arrivare al gol per questo Bologna è una vera Odissea. Lazaros, nello sterile reparto offensivo, è l’unico che prova a saltare l’uomo e creare un po’ di gioco. Si procura e segna il rigore dell’1-0 finale contro il Cagliari che toglie il Bologna dalla zona calda, in attesa della prossima sfida-salvezza col Chievo.

Bonaventura (Atalanta): momento magico per Jack Bonaventura, con la sua doppietta l’ Atalanta stende l’Inter a San Siro 1-2. Freddo sul gol dell’1-0 e facilitato anche dalla mancata opposizione di Jonathan, ci crede fino al 90′ quando, totalmente dimenticato dalla difesa, si stacca sul secondo palo e infila Handanovic sotto le gambe con un preciso colpo di testa, fortunato ma caparbio fino all’ultimo.

Soriano (Sampdoria): centrocampista classe ’91, cresciuto nelle giovanili del Bayern Monaco (i suoi si erano trasferiti in Germania per lavoro), si mette in luce nel 5-0 che la Samp rifila al Verona, mettendo a referto una bella doppietta, con un gran gol da fuori area. Prandelli con lui ha visto lungo dato che lo aveva convocato per lo Stage a Coverciano di inizio Marzo con le giovani promesse italiane.

 

FLOP

 

Cesar (Chievo): un retropassaggio davvero maldestro che mette Gervinho nelle migliori condizioni per segnare, e spiana così la strada ad una Roma già nettamente superiore sul piano tecnico. Una squadra come il Chievo che lotta per la salvezza, rischia di pagare molto caro certi errori a fine stagione.

Pablo Osvaldo, ancora non ha fatto vedere grandi cose alla Juventus.

Pablo Osvaldo, ancora non ha fatto vedere grandi cose alla Juventus.

Osvaldo (Juventus): l’oriundo non ne becca una giusta e fa arrabbiare Conte (espulso e in tribuna) quando, sullo 0-0, decide a tu per tu con Andujar di provare un pallonetto di tacco che finisce largo sul fondo. Scelta irriverente e inopportuna. Si ripete nella ripresa lisciando un bel cross di Lichtsteiner, fortuna la Juve ha anche Tevez e alla fine porta a casa i 3 punti dalla trasferta di Catania.

Honda (Milan): il giapponese è arrivato a Milanello come uno che doveva fare la differenza, per ora si nota solo quando esce. Mai nel vivo della manovra, mai uno spunto da fantasista. Si offende pure per la sostituzione. Onestamente non sembra un giocatore da Serie A.

Bergessio (Catania): prende la partita come l’occasione per vendicarsi del fallaccio di Chiellini nella sfida di andata, che gli costò la frattura del perone. Risultato? un giallo dopo 8′ ed espulsione nella ripresa per l’ennesima gomitata rifilata sempre a Chiellini. Dovrebbe anche ricordarsi che la sua squadra è in piena zona retrocessione e che lui è l’attaccante su cui il Catania punta per la salvezza.

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