Imola si riprende la F1, Monza e la Lega restano al palo


La F1 tornerà a correre sul circuito di Imola a scapito di Monza. Premiato da Ecclestone il lavoro fatto dallo staff emiliano, bocciato l’operato della Lega

– di Alberto Bortolotti –

Autodromo di Imola (ph. Wikipedia)

Il circuito dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola è pronto ad ospitare nuovamente la F1 (ph. Wikipedia)

A leggere la stampa “lumbard” (siti web, in specifico) non si sa se ridere o piangere. Secondo il “Corriere della Sera” il patron della Formula 1, Bernie Ecclestone, “continua a provocare Monza” (…). Il Giorno, più morbidamente (l’editore è lo stesso del Carlino) la mette sul condizionale: “Imola POTREBBE sostituire Monza nel 2017“. Quattroruote, sede storica nell’hinterland milanese, scrive una parziale bugia, o meglio un’incompletezza: secondo loro Ecclestone avrebbe affermato “Imola o Monza? Indifferente“.
Riassunto delle puntate precedenti: un mese fa Imola firma il contratto con la FOM, società amministrata da Ecclestone e che gestisce la Formula 1. Il contratto viene inviato al Presidente di ACi Sticchi Damiani per una indispensabile controfirma, avendo la “federazione” automobilistica ricevuto dal Premier Renzi in Finanziaria un “tesoretto” di 12 milioni di € proprio al fine di finanziare la disputa e i lavori connessi al mantenimento del circus motoristico. Il Con.Ami, proprietario del circuito, si impegna a mettere la differenza ma partendo dallo stesso livello di contribuzione garantito a Monza.
Monza, dal canto suo, paralizzata esclusivamente dal proprio delirio di onnipotenza, non ha firmato alcunchè. E il patron della Formula 1, stanco di essere preso per i fondelli dalle promesse meneghine (specie quelle del Governatore Maroni, particolarmente attivo in una specialità di quello schieramento politico, ovvero il “dribbling” istituzionale con scaricamento di colpe fintantochè l’avversario non si stanca), è molto più determinato, autoritario e nazionalista del “navigatore” e appassionato di jazz lombardo. Un osso anziano (86) ma molto meno morbido di quello che al Pirellone si aspettavano.

Bernie Ecclestone si augura di poter reinserire Imola nel mondiale di F1 (ph. motori.fanpage.it)

Bernie Ecclestone non ha ceduto alle pressioni di Maroni su Monza e si appresta a riportare la F1 a Imola (ph. motori.fanpage.it)

Alla presenza del presidente di Formula Imola Selvatico Estense, volato a Baku per cavalcare l’onda, Bernie dichiara: “Se ci fossero ancora problemi con Monza e l’autorità sportiva italiana sosterrà Imola, noi saremo felici di andarci. Non saprei dirvi altro. L’unica cosa certa è che in Italia conoscono la data (venerdì 23 giugno, n.d.r.) entro la quale dobbiamo avere una risposta“.E aggiunge, cosa che per esempio, casualmente, non viene riportata da Quattroruote: “Abbiamo parlato con Imola. So che stanno lavorando sodo e credo che le strutture dell’impianto siano adatte ad ospitare il Gran Premio. Ma ribadisco, spetta all’autorità sportiva italiana dare le garanzie che ci occorrono per confermare la gara“.
Solo per far comprendere a chi legge il grottesco balletto al quale Monza ha sottoposto Ecclestone, ecco le date andate a vuoto negli ultimi mesi: il 22 aprile incontro tra i due al Pirellone; il 2 maggio Maroni chiede (a Ecclestone!) che la Regione Lombardia entri nell’ente di gestione dell’autodromo, precondizione per dirottare risorse destinate al Parco; il 27 maggio viene annunciata una delibera conseguente per 5 milioni di € ma non viene siglato alcun contratto. Nel frattempo Monza ha dimissionato a forza i propri vertici, caduti sotto la scure dell’influenza dei partiti che governano la Regione.
Quello che pare desumere è che la pretesa di Maroni sia che Aci e FOM si adeguino ai tempi e ai voleri suoi.
Infatti questa non è una storia solo sportiva. E’ una storia classica del Paese e di metodi arroganti e autoreferenziali che pretenderebbero perfino di rappresentare il nuovo in Italia.
Dopo 11 anni Imola è vicinissima al ritorno nell’elite motoristica e questa non è una vittoria di uno schieramento politico, ma di un metodo di lavoro minimamente sensato.
Sì, se capiterà, alla faccia dei gufi.

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