Imperativo “vincere” per Inter e Milan. Serie A 2.0 per Sant’Ambrogio?


Successo obbligatorio per Inter e Milan, alla vigilia di Sant’Ambrogio. Nerazzurri capolista in pectore a San Siro, i rossoneri contro il Benevento dopo il cambio in panchina

– di Enzo Cartaregia – 

Sette giorni come una stagione. E d’improvviso il nastro è già riavvolto. Guai allora a sfidare il futuro con pronostici e rigide attese sul cammino di Inter Milan. Perché appena una settimana più tardi è già tutta un’altra Serie A, più difficile a dirsi che a farsi tra equilibri e panchine di cui si parla già al passato.
Le campane del Duomo batteranno tutte insieme, alle 15:00 di domenica: è il 15esimo round del torneo, con le formazioni di Spalletti e Gattuso al centro di quel colpo di scena che ribalta il campionato. Se non altro Sant’Ambrogio andrà celebrato con una vittoria, più un dovere che un piacere per entrambe le anime della città. Che non sia un regalo del santo patrono?

Basta una vittoria all’Inter per superare Napoli e Juventus, volando al primo posto (ph. Zimbio)

QUI INTER – L’Inter se la vedrà quindi col Chievo, per piantare bandiera in testa alla classifica. Il blitz della Juventus sul campo del Napoli ha infatti spianato la strada ad Icardi e soci, se non è poi così segreto che tra i due litiganti il terzo gode.
Ai cancelli di Appiano Gentile, i nerazzurri si sono presentati sabato da capolista in pectore, svolgendo la rifinitura in un clima di inedita euforia.

Fatica a nascondere l’entusiasmo anche Luciano Spalletti, che non tratta più il tema scudetto come fosse un tabù. Ed è anzi costretto a rilanciare. “Zero alibi”, ha detto ai suoi il mister di Certaldo attraverso le colonne dei giornali, prima di focalizzarsi sul prossimo avversario.
La scena – ed è lui a volerlo – è tutta per le scelte del tecnico gattopardo della Serie A. Perché squadra vincente si cambia, eccome. Ed a San Siro sarà proprio la quindicesima squadra diversa ad affrontare i gialloblù di Maran, al centro della classifica con 20 punti di cui 5 raccolti nelle ultime tre gare.

L’allenatore nerazzurro giura allora di voler schierare Andrea Ranocchia dal 1’. Rilanciata la fiducia ad Handanovic, che in settimana ha rinnovato fino al 2021, la presenza tra i titolari del difensore ex Bari sembra l’unica certezza riguardo la formazione. Quest avrà per lo meno il solito nome di 4-2-3-1, seppure mancherà Vecino. Out per una settimana, il centrocampista sarà sostituito ridisegnando lo starting eleven dalla mediana fino alle spalle di Mauro Icardi.

Per il momento è dunque vietato parlare di Juventus. E’ un grazie a metà proprio quello rivolto ai bianconeri per il primo ko stagionale inflitto al Napoli, preludio al derby d’Italia. Nel prossimo turno Juventus-Inter potrebbe appunto valere la testa della classifica e chissà quanto, per i nerazzurri, sia stato positivo il risultato del “San Paolo”. Meglio puntare il mirino sulla pacifica ossessione di Sarri e degli azzurri, o sulle sei stagioni del regno bianconero? Domani è un altro giorno, si vedrà: possibilmente dalla vetta in giù.

Gennaro Gattuso esordisce domenica sulla panchina del Milan (ph. Zimbio)

QUI MILAN – Il Milan sfoglia invece le pagine della sua storia prima di iniziare a scriverne una nuova. Si riparte da estremo Sud, da “0”, con buona pace del Benevento ed un altro senatore della storia rossonera appena seduto in panchina. Rino Gattuso spera allora che sia che sia la volta buona. In tanti, troppi prima di lui hanno riabbracciato il rossonero una volta svestiti pantaloncini e tacchetti.
Tornati da leggende, scaricati da immaturi, molti suoi ex compagni hanno affrontato un destino di cui Ringhio non vuole sentir parlare.

E se l’esonero di Vincenzo Montella è giunto quando il pericolo sembrava bello che scampato, la sfida del “Vigorito” è nei fatti la migliore che potesse attendere un Milan da riorganizzare. Le quattordici sconfitte consecutive stanno appunto rendendo un incubo per il Benevento l’esperienza della massima serie, sostanzialmente già in chiusura. L’avvento di Rudy De Zerbi sulla panchina dei campani ha cambiato poco, o nulla, in un copione già scritto, col club rossonero che sembra aver dosato le tempistiche del cambio di manico proprio in funzione del turno in programma.

Un successo servirà appunto a tenere a distanza il Bologna, a quota 20 come lo stesso Milan, che ospiterà la formazione di Donadoni al prossimo turno, a San Siro. La tappa di Benevento è dunque l’ultima chiamata a Bonucci e compagni. Il settimo posto andrà difeso da almeno quattro formazioni, prima di provare la corsa sulla Sampdoria e dunque alla conferma di un posto in Europa.

E per farlo sembra che Gattuso possa affidarsi a due registi. Il 3-4-3 pare dunque la scelta più indicata per non accelerare eccessivamente la rivoluzione tecnica, quantomeno in attesa del mercato. Intanto andrà fatto tutto “con cuore e grinta”, ha affermato un Ringhio in versione allenatore già alle prese con parecchi dubbi.
Montolivo dovrebbe comunque spuntarla su Biglia, per far coppia con Kiessie. Resta condizionata la fiducia a Kalinic, che a partita in corso dovrebbe far spazio ad André Silva. Scalpita invece Musacchio, che già in settimana sarebbe stato preferito a Zapata.

Ed è nel viaggio più lungo attraverso la penisola che il Milan vorrà tornare alla normalità. Lo stesso andrà fatto giovedì sul campo del Rijeka, se i 90’ in Croazia saranno un semplice test alle ambizioni europee dei rossoneri. Ma il primo posto nel girone di Europa League non salva nessuno.
In Serie A il piatto piange ed ecco in soccorso il turno dei colpi di scena. Che sia un regalo di Sant’Ambrogio? Di certo è l’ultimo, prima che sulla Milano rossonera cali il gelo.

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