Indagine su Bologna-Catania, sentiti Maietta e Gastadello


Nuove indagini della Procura Federale sul Catania della scorsa stagione ed ora finisce sotto inchiesta la gara contro il Bologna. Ieri sono stati interrogati i difensori rossoblù Maietta e Gastaldello

– di Marco Vigarani –

Fase di gioco di Bologna-Catania del 27 aprile 2015 (ph. La Stampa)

Fase di gioco di Bologna-Catania del 27 aprile 2015 (ph. La Stampa)

Non è ancora finita la lunga estate di vergogna del Catania che ha portato il club etneo alla retrocessione in Lega Pro con penalizzazione ed il suo ex presidente Antonino Pulvirenti ad una squalifica di 5 anni con annessa super multa. Chiarita la vicenda relativa alle cinque partite comprate per ottenere la salvezza in Serie B ed ottenere forti vincite con le scommesse, la Procura Federale ha deciso di riaprire un altro fascicolo relativo ad una gara finora tenuta da parte ma di cui si era già parlato nei mesi scorsi nell’ambito degli ormai famigerati “treni del gol”: Bologna-Catania del 27 aprile 2015. Il procuratore Stefano Palazzi ed i suoi uomini non hanno ancora chiara la direzione da prendere nell’indagine e per ora hanno soltanto convocato alcuni protagonisti di quella sfida come i difensori rossoblù Domenico Maietta e Daniele Gastaldello che sono stati ascoltati ieri. Per la cronaca va ricordato che quella gara si concluse sul 2-0 in favore del Bologna con reti di Sansone e Cacia e che soltanto l’ex centrale della Sampdoria scese in campo.

Gastaldello, da gennaio in rossoblù (ph. bolognafc.it)

Gastaldello è stato ascoltato ieri insieme al compagno Maietta (ph. Bologna)

Quali sono i sospetti? Da una parte si sta indagando sull’ambiente rossoblù sulla base di un’intercettazione dell’ex direttore sportivo catanese Delli Carri in cui si prefigura il tentativo di corruzione nei confronti appunto di Gastaldello e Maietta per cercare di organizzare una combine che potesse aiutare Pulvirenti a salvare il club o vincere una forte somma di denaro. Dalla parte opposta invece si lavora in senso opposto ed in particolare sulle pressioni che l’allora tecnico etneo Marcolin avrebbe ricevuto per escludere dalla partita il centrocampista Sciaudone ed il difensore Schiavi, entrambi assistiti da Romualdo Corvino, figlio del direttore sportivo del Bologna. In effetti nessuno dei due vide il campo nè dal primo minuto nè a gara in corso tra lo stupore degli addetti ai lavori visto che in particolare il mediano sembrava essere uno dei giocatori più importanti nelle dinamiche tecnico-tattiche del Catania. Gli interrogatori sono serviti proprio alla Procura Federale per provare a fare chiarezza su questi due scenari e potrebbero essere seguiti nelle prossime settimane anche da altri protagonisti di quel Bologna-Catania.

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