Inter-Atalanta, crocevia nerazzurro: San Siro respira l’Europa


Il posticipo di Milano si tinge interamente di nerazzurro. L’Inter non ha mai trascorso 270′ senza un gol di Icardi. Ridisegna il centrocampo di Gasperini, che valuta l’ipotesi Orsolini per vendicare l’esonero del 2011

– di Enzo Cartaregia –

L’Atalanta in Europa c’è già e vince anche. Gasperini cerca la continuità in campionato (ph. zimbio)

Squadra che vai, Europa che trovi. I sogni, tra Milano e Bergamo, sono fatti esattamente della stessa materia.
Attenzione però a lasciarsi distrarre dalle fatiche del week-end, alle soglie di quel gioco degli scambi che mette il punto esclamativo al 14esimo turno della Serie A.
Uguali sogni e destini incrociati imboccano allora, insieme, la via di San Siro. Ed il posticipo delle 20:45 si tinge interamente di nerazzurro.
Servirà, se non altro, a spazzare via dagli spalti i residui della disfatta nazionale quell’Inter-Atalanta che più che il derby lombardo pare la sfida del sogno europeo.

Guai così a pensare che la scena sia soltanto per diatribe di provincia, o riguardi giusto uno scampolo di classifica. Nel match tra meneghini e bergamaschi l’Europa c’entra eccome. Resta quella (benevola) maledizione che toglie e dà, esalta e sfianca.

Fatto di speranze e fatica è questo il gioco degli scambi, che ribalta il pronostico a favore dell’Inter. Di successo, se non altro, il club di Suning Zhang ne insegue uno in più. E nonostante la parola “scudetto” non abbia ancora fatto irruzione in sala stampa, si sarà già cominciata a sussurrare tra Icardi e compagni.
Recuperato proprio il capitano, che ha rimesso in sesto il ginocchio dopo la botta incassata col Torino, i nerazzurri accarezzano da tempo la vetta della classifica. Ma sarà meglio inseguire o essere inseguiti? La classifica ha delle ragioni che il calcio giocato non conosce, ma l’Inter – a quota 30 punti – gioca per il decimo successo, che prolungherebbe l’imbattibilità e non avrebbe fatto passare invano i 180’ consecutivi a San Siro.

Undici i gol di Maurito Icardi in Serie A. L’Inter non ha mai trascorso tre gare senza un suo gol (ph. Gabriele Maltinti/Getty Images)

Di statistica in statistica si dovrà per forza puntare su Mauro Icardi, a secco da due gare. Ma l’argentino, in questa Serie A, non ha mai giocato una terza sfida di fila senza fare ciò che gli riesce meglio: segnare. Mantenere blindato questo ritmo sarà l’ossessione del bomber croce e delizia dei tifosi nerazzurri, autore di 11 gol in stagione. E, soprattutto, di 4 ai bergamaschi nella storia recente. Puntando sul 4-2-3-1 mister Spalletti, dietro di lui, disporrà Borja Valero in mezzo a Candreva e Perisic, entrambi di ritorno dal turno di qualificazione a Russia 2018.
Il centrocampo resta della nuova ditta Vecino-Gagliardini, ma è in difesa che il tecnico nerazzurro potrebbe giocare sull’effetto sorpresa. Sebbene sembra certo che si partirà dal 1’ con la linea Nagatomo-Miranda-Skrinar-D’Ambrosio, da una settimana scalpitano Dalbert e Ranocchia, che presto offriranno freschezza fisica e nuove soluzioni davanti ad Handanovic.

Con meno certezze e di sicuro più premure l’Atalanta imbocca l’A4, per affrontare il gruppo che conta e magari restarvi agganciata. Il passo falso in casa dell’Udinese ed il pari interno con la Spal hanno allentato lo sprint di inizio campionato, pur intervallati dal successo sull’Apollon in Europa League.
In un impegno ugualmente complicato, il vero successo per i bergamaschi sarà imprimere la spinta adeguata per attraversare indenni un nuovo tour de force, che presto vedrà gli uomini di Gasperini contrapposti a Everton e Liverpool. Ed allora la “Dea” lascia in secondo piano la stanchezza e si guarda intorno, insidiata dal Bologna ma a fianco di Fiorentina e Chievo – a quota 16 -, oltre che ad un passo dal Torino.

Classe 1997, Riccardo Orsolini è il talento di proprietà della Juventus girato in prestito all’Atalanta (ph. Juventus)

Per resistere all’onda d’urto di San Siro non si potrà contare né su Frueler (squalificato), né su Spinazzola, out per quindici giorni causa una lesione al flessore destro. Per sostituire il centrocampista Gasperini valuta di schierare in contemporanea Cristante e De Roon, che potranno tra l’altro servire a compensare la fatica di ben dieci uomini rientrati dagli impegni con le rispettive nazionali.
Nel ridisegnato 3-4-3 l’inedita coppia centrale troverà ai fianchi Gosens ed Hateboer. Davanti è ancora intoccabile il tridente formato da Gomez, Petagna ed Ilicic. La linea difensiva dovrebbe essere composta da Masiello, Caldara e Toloi, confermato Berisha tra i pali.
Sgomita però Riccardo Orsolini, che da capocannoniere della nazionale U20, decisivo nell’amichevole di martedì (3-2 sulla Russia) potrebbe aver convinto Gian Piero Gasperini a regalargli l’esordio. Ed è proprio lui, il tecnico bergamasco, l’uomo più atteso negli spogliatoi a Milano.

Pur sull’attenti “per una stanchezza che si fa sentire” e non mostrandosi ancora entusiasta dello score in campionato, l’allenatore torna a San Siro da ex, esonerato nel 2011 da Massimo Moratti dopo appena tre mesi. Per capire in quale parte della classifica vorrà stare, insieme alla sua Atalanta, è dato ancora del tempo, ma nel derby nerazzurro è l’orgoglio ciò che conta.
E si riaccendono le luci sulla Serie A, tutti i competitor sono sintonizzati con la notte del “Meazza”. E’ lì che l’Inter punta alla leadership in Italia, lì che c’è in palio un pezzo d’Europa.

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