Inter, le verità di Ronaldo: “Nel 2007 volevo tornare”


Fischiato sabato sera durante Inter-Sampdoria, Ronaldo ha voluto svelare i retroscena di quel passaggio al Milan nel gennaio del 2007. Esprimendo poi ancora tanto amore per la causa nerazzurra

– di Luigi Polce –

Il suo ritorno a San Siro, sponda nerazzurra, in occasione di Inter-Sampdoria di sabato scorso era atteso da molti. Ronaldo, assieme a Josè Mourinho con il quale era in tribuna, ha rappresentato (seppure in epoche diverse) un pezzo importante della storia recente dell’Inter, anche se una parte della tifoseria ha accolto il “Fenomeno” tra i fischi, per via del suo passaggio al Milan nel gennaio 2007 con tanto di gol nel derby. Anche tantissimi applausi però per il brasiliano, che ha voluto spiegare ai colleghi de La Gazzetta dello Sport come realmente siano andate le cose.

Ronaldo nel gennaio del 2007 passa al Milan e fa gol nel derby: parte della tifoseria non gli ha ancora perdonato tutto ciò (ph. goal.com)

Ronaldo nel gennaio del 2007 passa al Milan e fa gol nel derby: parte della tifoseria non gli ha ancora perdonato tutto ciò (ph. goal.com)

“Quelli che mi hanno insultato sabato per me sono una minoranza. E comunque non posso avercela più di tanto con chi non sa la verità, o ha fatto finta di non capirla. Qual è la verità? Io nel 2007 volevo tornare all’Inter e a Branca lo dissi chiaramente”, le parole di Ronaldo, che ha poi proseguito: “Lui (Branca, ndr) disse che doveva parlare con Moratti, mi tennero in ballo più di una settimana perché il mio ritorno dipendeva dalla partenza di Adriano. E alla fine scelsero Adriano. Chi ha sbagliato di più? Ognuno in questi casi è convinto di avere ragione, e in fondo capisco anche le ragioni di Moratti: per questo alla fine bisogna perdonarsi. Io ci credevo forte, pensavo che avrebbe scelto me e non Cuper, e invece fu più forte Cuper. Ma credevo forte anche di poter tornare all’Inter dal Real, lo volevo molto”. Ronaldo che, nonostante quel mancato ritorno in nerazzurro, ha ancora l’Inter nel cuore: “Nella mia carriera ho avuto tre squadre più importanti di tutte le altre: il Corinthians, l’Inter e il Real Madrid. Questione di rapporti incredibili, più che di risultati sportivi”.

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