Inter prevedibile, nascondino Milan. Il Natale surreale delle milanesi


Match-point e barricate, così il Sassuolo supera un’Inter opaca. Inizia la fuga dalle responsabilità al Milan: quante parole, tra i rossoneri, mentre l’Atalanta espugna San Siro

– di Enzo Cartaregia –

Mai Natale fu più amaro. Sotto l’albero resta appunto dell’altro, superata l’analisi di una sconfitta. Ed esplodono adesso le contraddizioni, nella stagione di Inter e Milan. Ma cosa succede se la prima classe spicca il volo, tra distanze crescenti e Juventus e Napoli in fuga nei big match?
Due indizi, di sicuro, fanno una prova. E c’è ben poco da festeggiare, a Milano, se l’impotenza si è già presa la scena. Al secondo k.o. sorge anche la fatica a riconoscersi allo specchio. Essere in controtendenza è preoccupante, questa volta.
Sassuolo ed Atalanta accettano intanto i cadeaux delle meneghine ed incredule riportano i conti in verde.
Se un week-end potrà anche far pensare a vacanze non previste, due (in fila) raccontano di colpevoli assenze. Le milanesi perdono. E si perdono, al centro di un torneo che rischia di trasformarsi in enigma.

Luciano Spalletti si dice contento della prestazione. Ma l’Inter gioca, il Sassuolo vince (ph. Zimbio)

INTER CHE ABBAIA, NON MORDE – Da invincibili a comparse, seppur sul red carpet, il passo è davvero breve. L’Inter resta la star, padrona del campo ma sconfitta dal redivivo Sassuolo, che passa 1-0.
Sono i risultati, che cambiano. E basta un acuto di Falcinelli ad allungare l’affanno nerazzurro.
Aleggia allora una sottile crisi d’identità. L’Inter si consola piacendosi, ancora troppo, al Mapei Stadium. Ebbene non basta la lezione delle puntate precedenti, per evitare un altro tracollo.
I nerazzurri sono ancora prevedibili e per di più iniziano a sentire la pressione delle attese.
Prima dell’intervallo il vantaggio è insomma un regalo agli emiliani. Politano fa tutto da solo e Falcinelli rompe il ghiaccio. Tanto basta nella infinita manovra dei nerazzurri, che girano a vuoto. Senza colpire. E nella ripresa gli ospiti mancano la mira dal dischetto, quando Consigli blocca il debole calcio di rigore di Icardi.

Punto, set e partita, dunque: Beppe Iachini pensa ed applica in campo, regalando apoteosi e terzo successo in altrettante gare al Sassuolo. I neroverdi sudano addirittura meno dell’Udinese, che aveva sciolto le braccia per mettere al tappeto i meneghini con tre sberle. Ma finché l’Inter resta a guardarsi allo specchio, è sufficiente colpire e poi scappare.
E’ adesso prevedibile, più che vulnerabile, quella capolista a tempo che ha cambiato gli equilibri del torneo.  Il genio dei nerazzurri non si è disperso: è semplicemente tornato negli schemi, lì dove sembra addirittura sprecato. E lo sa bene mister Spalletti, che salva la prestazione e davanti i microfoni rilancia, senza timore. E’ la legge del successo, a voler che quando tutto va bene bisogni cambiare qualcosa. Sotto le feste, l’Inter ha mancato l’onda alta su cui saltare. A -5 dal Napoli, in attesa della Lazio, è soltanto una questione tempismo.

Il Milan sprofonda all’undicesimo posto. E prende forza la caccia al colpevole (ph. Zimbio)

GIA’ DIASPORA? IL MILAN SI RINNEGA – Se il Milan, finora, era stato vittima di sé stesso, di tutti quei limiti non previsti, adesso è davvero in balia del destino.
Nel profondo rosso della classifica, il blitz dell’Atalanta a San Siro, per 0-2, può così restare un dettaglio. “Questa non è una squadra”, commenta d’altronde Gattuso, che abdica su tutta la linea al collega Gasperini.
Tra i rossoneri non si parla infatti di calcio giocato già da tempo ed ora inizia la fase due. E’ una diaspora, di responsabilità ed uomini, quella che inizia dal campo e finisce in sala stampa, con le confuse dichiarazioni dell’allenatore rossonero. Sembra sia allora partita la schizofrenica ricerca di un colpevole e nessuno sia disposto ad ascriversi le colpe del disastro.

L’unico assillo è che non sia ancora finita, il dato di fatto che più che un nuovo ciclo è tutto un grosso equivoco. E che è sempre più difficile invertire la rotta.
Intanto, il Milan è risucchiato all’undicesimo posto ed agganciato a quota 24 da Udinese, Torino e Bologna. Il derby lombardo consegna insomma un’ulteriore declassazione, che spinge i milanisti sempre più lontano dall’Europa.
E Gattuso resta inchiodato a quattro punti raccolti in altrettante gare. Il resto lo fa mister Gasperini, che legge alla perfezione la gara e tiene il braccio di ferro col 3-4-1-2. Sulla trequarti Cristante è appunto decisivo. Alla mezz’ora è lui, l’ex, a spezzare gli equilibri. Nella ripresa un destro di Ilicic (subentrato) fa calare il sipario sulla sfida.
Finisce tra i fischi, Bonucci chiede scusa. “Speravo de morì prima”, si legge in uno striscione. E l’incubo rossonero riparte da capo. Sempre peggio. Anche a Natale.

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