Inter, il primato dei numeri passa lo Stadium. Ringhio Milan un mese dopo


Inter da record: ancora imbattuta, blocca (è l’unica) l’attacco della Juventus e legittima il primato allo Stadium.  Due guizzi di Bonaventura restituiscono al Milan un successo che mancava dal 5 novembre

– di Enzo Cartaregia –

Sogni di gloria che hanno davvero inizio, quando il primato dell’Inter passa la prova dei campioni in carica.
Incubi che si diradano, o per lo meno rimangono in pausa, per un Milan che scaccia via col successo una settimana ai limiti dell’assurdo.
E torna a splendere il sole sulle due Milano della Serie A, seppure nevica già dal tramonto nella città meneghina: giocano (ancora) lo stesso sport la formazione di Luciano Spalletti e quella di Gennaro Gattuso. Di nuovo vincenti entrambe le milanesi, in quella stagione che sarebbe dovuta essere quella del ritrovato dominio, ma che finora ha sorriso soltanto ai nerazzurri. Nulla è però già deciso. Ed è dicembre il mese adatto per mischiare le carte sul tavolo del futuro.

L’Inter strappa lo 0-0 alla Juventus. Complice il pari del Napoli, i biancazzurri restano capolista (ph. Zimbio)

INTOCCABILE INTER, IL PRIMATO CONTINUA  –   In uno “Stadium” trasformato in scacchiera è successo poco, o forse nulla. Nulla di grave, per lo meno e l’Inter mantiene la pole position per un altro giro. Per sbloccarla serviva il colpo di coda di un campione, che dagli spalti non è stato avvistato. E non sono forse Dybala ed Icardi gli unici due sconfitti della gara? Nel dubbio, Spalletti gongola. Perché a conti fatti è l’Inter che ha più ragione di sorridere, se non altro perché “la capolista se ne va”. Imbattuta.

Chissà, allora, cosa avrebbero pensato ad Appiano Gentile se mesi fa una sfera di cristallo avesse tributato ai nerazzurri due record da asso pigliatutto. Dopo sedici giornate la formazione interista resta appunto l’unica a non aver mai patito una sconfitta in campionato, oltre che la sola ad aver congelato l’attacco della Juventus. La “dura legge del gol” bianconera, in vigore per quindici turni di fila, si infrange sulla difesa della capolista. Non a caso. Tanto, probabilmente, sarebbe bastato a rendere dettagli il risultato del derby d’Italia e la stessa frenata del Napoli contro la Fiorentina, che propizia ancora il primato nerazzurro. Ma di sicuro il pari premia il reparto arretrato dei nerazzurri, specie quando nel finale Spalletti ha l’intuizione di chiudersi e blindare il pari.

Jack Bonaventura piega il Bologna, in mezzo il gol di Verdi. E’ la prima vittoria della gestione Gattuso

SARÀ UNA “BONAVENTURA”? PRIMO RINGHIO ROSSONERO –  Alzi la mano chi avrebbe mai immaginato un esordio tanto buio. Ed ora chi ne parlerebbe se non fosse già passato. Eppure ha (incolpevolmente) provato il brivido di scivolare agli antipodi, Gennaro Gattuso, al suo debutto sulla panchina del Milan. Ma quel salto da anni di gloria a sette giorni di psicodramma, tra il gol del portiere e la sconfitta patita da un’anonima cenerentola europea, doveva pur avere una fine. Dall’aver cancellato gli “0” di Benevento e Rejika, a mettersi alle spalle gli spettri della crisi bastava squarciare lo stallo con un “Ringhio”. Ed il settimo giorno ecco quello del Milan 2.0, adesso sì, che si rialza a San Siro ritrova la speranza. Paga il Bologna, ma questa è un’altra storia.

E le macerie sono così confuse che per vincere, i rossoneri, possono puntare soltanto sul carattere. Macerie, quel che si vede all’orizzonte ed è tutto da ricostruire già a guardare la classifica. Gli emiliani, con 21 punti, si presentano infatti a Milano appaiati ai rossoneri. Si è inceppato tutto, dal calcio-mercato al calcio-giocato. Il ritorno all’ordine, col 4-3-3 speculare a quello di Donadoni, interrompe così l’era della difesa a tre. E’ la prima imposizione di Gattuso per i suoi, abbandonati anche dal pubblico del “Meazza”.

Questione di scelte, dunque, come nel lasciare così grande libertà a Jack Bonaventura, in mezzo al campo. E sia casualità o talento, ad appena dieci minuti dal fischio d’inizio è già l’ex Atalanta a prendersi la scena. Batti e ribatti, il destro perfetto ed il Milan passa in vantaggio. Ed ad un quarto d’ora dal termine Bonaventura ci crede e rifinisce ancora, di testa, la palla del 2-1, bruciando d’impeto Torosidis e l’intervento di Mirante, su cross di Borini. Andranno anche attesi i risultati di Lazio, Sampdoria e Roma, ma i tre punti sono abbastanza per pensare che l’incubo, da qualche parte, si sia pur rotto. Di tempo, adesso ne servirà, per riprendere contatto col torneo e lanciare la sfida alle altre concorrenti per l’Europa.

Lasciare tra parentesi Benevento è stato il primo obbligo. Che da San Siro si sia voltato pagina è il primo dilemma. Intanto, per vincere, basta un “Ringhio”.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *