Italia-Cina: capitali che “vengono”, giocatori che vanno


L’asse Italia-Cina, inglobato in quello tra i due continenti di appartenenza, si riassume in denaro che “entra” e giocatori che vanno: ma ne vale la pena?

– di Tiziano De Santis –

Graziano Pellè nella copertina con la nuova squadra dello Shandong Luneng (ph. Thesun.co.uk)

Graziano Pellè nella copertina con la nuova squadra dello Shandong Luneng (ph. Thesun.co.uk)

A infuocare l’estate italiana, più che un clima già di per sè difficile da sostenere, sembra essere l’asse economico tra il nostro Paese e una Cina così lontana, sino a qualche mese fa, così vicina al giorno d’oggi. Se fama e gloria di squadre dal grande blasone internazionale come Inter e Milan stuzzicano l’appetito di gruppi azionari del continente asiatico, pronti a rilevarne le quote e ad investire grossi capitali nel mercato dei club, dall’altra parte c’è chi emigra nello stato più popolato del mondo, certo di tasche piene d’oro da ritrovarsi nei prossimi anni.
E’ il caso, ad esempio, di Graziano Pellè, ex Southampton e punto di riferimento della nostra nazionale nell’Europeo appena conclusosi. La punta di San Cesario di Lecce si trasferisce allo Shandong Luneng per una cifra di 15 milioni di euro; il club orientale, penultimo nella massima serie calcistica cinese con 13 punti in 16 giornate, ha superato l’Hebei in una concorrenza di dispendio di danaro senza rivali: Pellè, infatti, guadagnerà ben 38 milioni di euro in due anni e mezzo, cifra da capogiro che colloca l’attaccante salentino al primo posto nella classifica degli italiani all’estero più pagati di sempre.

Erick Thohir (sx) e Zhang Jindong (dx) nell'ufficialità dell'acquisizione del 68,55% delle quote dell'Inter (ph. Gazzetta.it)

Erick Thohir (sx) e Zhang Jindong (dx) nell’ufficialità dell’acquisizione del 68,55% delle quote dell’Inter (ph. Gazzetta.it)

Nel frattempo, l’Italia calcistica corre, ormai da anni, ad una velocità inversamente proporzionale a quella della finanza asiatica: club come Inter e Milan sono stati visionati e scelti dagli orientali, che promettono di investire ingenti capitali una volta acquisita la maggioranza delle società.
Erick Thohir, pur conservando la carica di presidente, lascia il 68,55% delle quote azionarie a Suning, gruppo cinese specializzato nella vendita al dettaglio di elettrodomestici e prodotti elettronici. I più di 1600 negozi tra Cina, Hong Kong e Giappone fanno capire le grandezza e potenza economica della società fondata da Zhang Jindong; un velo di incertezza, tuttavia, si cela dietro i prosperosi investimenti promessi, considerata anche la situazione debitoria lasciata dall’indonesiano Thohir dal 15 Novembre 2013 a due settimane fa.

Silvio Berlusconi (sx) e Adriano GallianI (dx) (ph. Tuttosport.com)

Silvio Berlusconi (sx) e Adriano GallianI (dx)
(ph. Tuttosport.com)

Tutt’altro capitolo è quello della sponda rossonera di Milano, con Silvio Berlusconi che, dopo 30 anni e 28 trofei messi in cassaforte, lascerà probabilmente la maggioranza dell’80% della società in mano alla “cordata cinese dei senza nome”; l’intermediario della cessione è Sal Galatioto, diventato uno dei 50 personaggi più influenti nel mondo dello sport degli USA grazie ai numerosi passaggi di club (compreso quello dei Golden State Warriors) di cui è stato advisor. I nomi dei futuri acquirenti del Milan, ciò nonostante, rimangono ancora oscuri, così come la data effettiva del closing, slittato per i motivi di salute di Berlusconi e per dei dettagli ancora da limare. I 400 milioni di euro che i nuovi proprietari si impegneranno a versare, in tre anni, nel mercato del club italiano, come ammesso dallo stesso attuale presidente all’uscita dal San Raffaele, fanno sognare i tifosi. La partecipazione statale presente dietro la cordata, forse, è un motivo in più per sperare che ad una parola data e ad un accordo preso seguano i fatti e le condizioni indispensabili per il nuovo progetto: i danari da investire per tornare ad essere grandi in Italia e in Europa.

FC Inter (logo sx) e AC Milan (logo dx) con sfondo della bandiera cinese (ph. Firstonline.info)

FC Inter (logo sx) e AC Milan (logo dx) con sfondo della bandiera cinese (ph. Firstonline.info)

Gente che va, gente che viene, come in ogni Paese e città del mondo. Graziano Pellè è l’esempio concreto di un italiano che emigra in Cina dopo aver sposato un progetto economico importantissimo più che una ragione di cuore o di espressione in un campionato certamente meno rilevante di quello europeo in generale. Prove reali dell’interesse orientale per il bene delle nostre società ancora non ce ne sono, visto il cambio di proprietà nerazzurro freschissimo e la cessione definitiva del Milan ancora da definirsi. Ma siamo sicuri che il vero protagonista, nelle trattative di entrata dei cinesi nel campionato italiano, non sia il ruolo del merchandising nel marketing attuabile attraverso lo sfruttamento del brand e dell’immagine di un club per fruttare e gestire l’aumento sproporzionato della vendita del proprio prodotto in tutto il mondo?

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