Italia da horror a Torino: 1-1 con la Macedonia e playoff ancora da conquistare


Gli azzurri la sbloccano sul finire del primo tempo con Chiellini, poi però subiscono il pari di Trajkovski al 77′. Per la matematica qualificazione ai playoff manca ancora un punto, anche se la squadra di Ventura potrebbe essere agevolata dai risultati delle altre

-di Calogero Destro-

Giorgio Chiellini, il suo gol nel primo tempo non è bastato per piegare la Macedonia

E’ un’Italia da dimenticare quella vista al Grande Torino, e possibilmente in fretta. Perché, salvo eventuali regali delle dirette concorrenti, la qualificazione ai playoff per gli azzurri è ancora tutta da conquistare. ‘Basterà’ un punto contro l’Albania, lunedì prossimo, per chiudere nel cassetto l’ombra di fantasmi desueti, sperando poi non doverlo riaprire quando si incrocerà l’avversario per l’accesso al mondiale, qualunque esso sia. E a proposito di incroci, ce ne sono alcuni che, domani sera, potrebbero agevolare – e non di poco – il tortuoso percorso della squadra di Ventura. Se infatti la Bosnia non dovesse conquistare i 3 punti contro il Belgio, ecco che per gli ex jugoslavi, a una sola partita dal termine dei gironi, sarebbe poi impossibile raggiungere i 14 punti raccolti dall’Italia nelle sfide contro la prima, terza, quarta e quinta forza del proprio raggruppamento (con un pari la Bosnia salirebbe infatti a quota 9 punti in questa particolare classifica).

Chiellini, Trajkovski, poi il nulla-  La gara si gioca a ritmi blandi: gli azzurri in mezzo patiscono le tante assenze, che Parolo e Gagliardini, non in una delle loro migliori serate, non riescono a non far rimpiangere. Difficile creare gioco quando non c’è chi lo costruisce, ancora di più, poi, se si tratta di una squadra che non ha un’identità precisa, con poche idee da sviluppare. Verdi, all’esordio da titolare con l’azzurro addosso, svolge il compito di attaccante largo a destra senza incidere minimamente, perdendo l’occasione di confermare le  proprie, indiscutibili qualità. A metà della prima frazione Zappacosta avrebbe l’occasione di sbloccarla da distanza ravvicinata, ma spara un destro sbilenco sopra la traversa. Ci pensa allora Chiellini, al 40′, ad aprire le marcature: palla filtrante di Insigne, assist di Immobile e tap-in facile facile per il numero 3 italiano, all’ottavo centro in azzurro. Gara in discesa, ma pur sempre in bilico. E se nel primo tempo l’Italia era stata quasi evanescente, nella ripresa, gli azzurri, oltre a non impensierire mai Dimitrievski, hanno il demerito di farsi perforare dal diagonale del “palermitano” Trajkovski, che al 77′ buca Buffon con gran destro a incrociare. Ventura, in panchina, è una statua di sale. Le sue ultime indicazioni, arrivate qualche minuto dopo lo schock del pareggio ospite, non servono a scuotere neppure minimamente i suoi, che continuano a non creare alcun pericolo nella metà campo offensiva. Il risultato finale è 1-1, mentre la Spagna, seppure tra le spinose questioni politiche che tengono banco nell’ultimo periodo, liquida con un secco 3-0 l’Albania, staccando il pass per il Mondiale. Per gli azzurri, invece, ci sarà ancora da aspettare, ma si spera non troppo.

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