Italia eliminata: il fallimento di Conte e il rimpianto di Totti


L’eliminazione dell’Italia porta impresso il marchio del suo ct Conte e della sua rinuncia totale al gioco in nome della mentalità guerriera

– di Marco Vigarani –

La preoccupazione di Antonio Conte (ph. Zimbio)

Antonio Conte ha voluto e creato un’Italia a sua immagine ma non la migliore disponibile (ph. Zimbio)

Sin dal momento in cui la palla calciata da Hector ha gonfiato la rete alle spalle di Buffon, si leggono e sentono ovunque lodi sperticate al cammino della Nazionale italiana in questo Europeo 2016. Una grande partita di sacrificio contro la Germania, una beffa atroce causata dagli errori dei singoli, una squadra che si è fatta rispettare e temere: questi i leitmotiv più ricorrenti. Se cercate un modo per crogiolarvi nell’illusione che questa eliminazione sia una mezza vittoria cambiate pagina, qui non troverete nulla di simile. Perchè è vero che questa Italia non poteva fare di più, ma questo non significa che sia scesa in campo la miglior espressione del panorama calcistico nostrano. Schierare una squadra operaia è stata una scelta precisa di Antonio Conte ma assolutamente non un obbligo. Ecco quindi subito svelato il nome del primo responsabile del ko azzurro in terra francese: quel tecnico voluto e strapagato dalla FIGC che ha abbandonato formalmente la nave ancor prima che salpasse firmando un contratto con il Chelsea dopo due anni di liti e musi lunghi per le porte in faccia ricevute da parte dei club e dei colleghi per i quali aveva mostrato poco rispetto quando era alla guida della Juventus. Chi semina vento raccoglie tempesta, ma se può ripararsi sotto l’ombrello di Abramovich alle prime gocce di pioggia ha fatto davvero bingo.

Zaza e Pellè hanno sbagliato due rigori incredibili (ph. AFP)

Il rigore fallito da Zaza, mandato in campo apposta da Conte (ph. AFP)

Se ieri al cospetto dei campioni del mondo abbiamo opposto la riserva juventina Sturaro rimpiangendo le assenze di De Rossi e Thiago Motta, la colpa non è di un calcio italiano povero di talento. Conte ha scientemente deciso di rinunciare alla qualità per creare un gruppo a sua immagine e somiglianza che fosse pronto a seguirlo ciecamente anche contro un muro con la convinzione di sfondarlo. Questa è la filosofia di calcio del tecnico salentino e nessuno in Federazione si è mai sognato di chiedere una piccola modifica in nome del prestigio dell’incarico ricoperto in questi due anni. Ecco quindi che sono state accettate le esclusioni di ragazzi come Saponara, Bonaventura, Soriano e Jorginho: tutti protagonisti nel corso della stagione con i rispettivi club e più che meritevoli di un posto in Azzurro. Per onore di verità non vanno dimenticati gli infortuni pesanti di Marchisio e Verratti ma dire che le alternative non ci fossero è falso. Conte però si è dimostrato sordo ai richiami della meritocrazia chiudendo le porte in faccia anche ad attaccanti prolifici come Pavoletti e Belotti in nome delle proprie convinzioni: meglio fallire ma farlo con un esercito fedele piuttosto che rischiare di vincere dovendo gestire il gruppo.

Ancora decisivo Francesco Totti, con la sua doppietta la Roma ha raggiunto il pareggio nel derby

Tra i tanti rimpianti, oggi c’è spazio anche per Francesco Tottie i suoi 82 rigori trasformati in carriera 

Alla fine però vedi il tempo che scorre, i rigori contro la Germania che arrivano inesorabili al cospetto del miglior portiere del mondo (che non è più Buffon ormai da qualche anno) e allora ti guardi alle spalle e cerchi in panchina un ultimo cambio che possa rivelarsi una carta vincente e geniale. La scelta ricade su Zaza che in carriera ha realizzato quattro penalty vestendo le maglie di Cesena e Sassuolo contro avversari di rango come il Lumezzane. E se in panchina ci fosse stato Francesco Totti con i suoi 82 rigori realizzati su 100 tentativi in oltre un ventennio di carriera? Sì perché negli ultimi mesi si è ragionato spesso sull’opportunità di portare in Nazionale uno degli ultimi simboli del calcio italiano, una figura iconica che ha comunque chiuso la stagione in netta crescita e capace di fornire un apporto decisivo anche nel ruolo di subentrante. E invece sulla panchina azzurra sedeva il suo compagno in giallorosso El Shaarawy per collezionare la miseria di otto minuti in cinque gare. Oggi sono Zaza e Pellè i parafulmini di Conte ma certamente anche la sbruffoneria del centravanti salentino (certamente ben più imperdonabile se si chiamasse Balotelli) sarà dimenticata speriamo insieme a questa brutta copia dell’Italia asservita al volere del suo comandante.

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One thought on “Italia eliminata: il fallimento di Conte e il rimpianto di Totti

  1. Lucio Dal Rio

    Bravo Vigarani, il primo che ha il coraggio di dire la verità anche se ciò significa andare contro corrente. Appena usciti dalla competizione ho espresso il mio parere esattamente come leggo nell’articolo ma sono stato prontamente contraddetto da tutti, purtroppo la maggioranza, che si sono dichiarati orgogliosi di questa squadra. Non voglio spegnere gli entusiasmi altrui ma la verità sta scritta in questo articolo che sottoscrivo in pieno. Aggiungo anche che il signor Conte ha fallito nella scelta dei cinque rigoristi, né Zaza né Pelle meritavano questo incarico, sono stati esclusi Giaccherini e Parolo… E se si doveva aspettare il 120′ per inserire Zaza allora tanto valeva inserire De Rossi. Zaza e Pelle mancano dei fondamentali basilari basti vedere le due rincorse… L’ABC del calcio comincia dai fondamentali, se nemmeno sanno caricare il tiro allora… Comunque complimenti per l’articolo, il buon senso esiste ancora.

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