Italia-Germania non è mai un’amichevole. Il nuovo si scontra con la storia


Stasera a San Siro, alle 20.45, l’Italia di Giampiero Ventura sfiderà la Germania di Joachim Löw in un amichevole di grande fascino e storia

– di Tiziano De Santis –

Ciro Immobile (sx) e Andrea Belotti (dx) esultano dopo il gol in Liechtenstein-Italia 0-4 (ph. Tuttosport.com)

Ciro Immobile (sx) e Andrea Belotti (dx) esultano dopo il gol in Liechtenstein-Italia 0-4 (ph. Tuttosport.com)

Tutto pronto per essere scritto nuovamente. San Siro è pronto per vestirsi degli abiti di “miglior teatro” del calcio moderno, vuoi per la gioventù di una nazionale tutta rimodellata da Giampiero Ventura nell’ultimo match giocato e vinto contro il Liechtenstein, vuoi, anche, perchè dall’altro lato del campo ci sarà la Germania tanto odiata quanto, probabilmente, presa ad esempio negli ultimi tempi. Non una sfida qualsiasi per un match che tutto è fuorché un’amichevole. Già, perchè ripercorrendo a ritroso la storia dell’incontro che avrà luogo a Milano stasera alle 20.45 non può non tornare in mente l’ultima esibizione delle due selezioni: nella scorsa estate, infatti, l’Italia di Antonio Conte è stata sbattuta fuori dall’Europeo di Francia a suon di rigori dai campioni del mondo in carica. I tedeschi ci hanno battuto dopo un lungo monologo di timori e risultati a nostro favore, ma che fatica per farlo. Se solo Zaza, Pellè e Darmian non avessero sbagliato così clamorosamente i penalty fatali interrompendo un sogno quasi diventato realtà….
Ma quello è il passato, ora bisogna guardare avanti a qualcosa da costruire, obiettivo non da poco per il c.t. della nazionale italiana, ma degno di lungimiranza e intuizioni volte a stravolgere, senza annullarlo, il grande lavoro fatto dal predecessore. Il 4-2-4 provato da Ventura nell’ultima gara vinta a Vaduz per 0-4 ha offerto una garanzia al 3-5-2, è vero, ma contro un team molto inferiore rispetto alla Germania per tasso tecnico-tattico. Bisognerà non essere imprudenti, motivo per cui il nostro commissario tecnico ha tutta l’intenzione di proporre un 4-3-3 dai seguenti interpreti: l’immancabile Buffon in porta, difeso dai centrali juventina RuganiBonucci e dal milanista Romagnoli; il centrocampo sarà formato Zappacosta (in lotta con De Sciglio per un posto da titolare) e Darmian come esterni e Parolo e De Rossi in mediana a supporto dei tre davanti. Immobile dovrebbe superare la concorrenza di Eder, alla luce della grande intesa con il compagno di reparto Belotti; Bernardeschi potrebbe essere l’ultima pedina utile a scardinare la retroguardia tedesca, imperforata da ben 5 partite. L’altra ipotesi è il classico 3-5-2 che tanto è nelle corde di un’orchestra composta da ben cinque 22enni, Gagliardini, Bernardeschi, Cataldi, Rugani e il Gallo autore di 3 reti in altrettante gare disputate. I nostri rivali vengono, invece, vengono da un sonoro 0-8 inflitto al povero San Marino nell’ultimo match di qualificazione a Russia 2018 e da ben 18 marcature realizzate in sole 18 partite. Una corazzata come poche nel panorama internazionale, insomma, quella di Joachim Löw. Più che al verdetto stasera si guarderà alla prestazione degli azzurri, fattore importante per capire lo stato della crescita psico-fisica rispetto a una formazione che sta confermando il proprio assoluto valore di gara in gara.
La storia modificata negli Europei dev’essere nuovamente riscritta, come da copione originale, e non c’è migliore Scala del calcio di San Siro per farlo, col dovuto rispetto per la Germania e per un’amichevole differente in ogni sua componente dal resto degli incontri non ufficiali.

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