Italia, il mercato dei milioni di parole


L’Italia calcistica sembra essere ferma a un susseguirsi innumerevole di titoli e parole; a muoversi e monopolizzare i dati di fatto è solo la Juventus

– di Tiziano De Santis –

Non milioni, ma miliardi di parole sono quelli che fanno quotidianamente il mercato delle big italiane, coinvolte da un turbinio di idee, di dichiarazioni, di sondaggi e sogni, ma ferme al nulla più pauroso e pericoloso nelle pratiche del tesseramento di nuovi innesti.
Se appare chiaro, al giorno d’oggi, che squadre come Inter e Milan siano nuovamente imprigionate nel limbo dell’ “anno zero”, a causa di un progetto passato non rivelatosi quello giusto per tornare a competere ai massimi livelli calcistici, la Juventus viaggia, invece, a velocità inaudita, dimostrando di voler e poter arrivare a giocatori che hanno fatto la storia, recente e non, di club come Barcellona, Roma e Napoli.

Miralem Pianjc (sx) e Dani Alves (dx) nuovi acquisti bianconeri (ph. Youtube.com)

Miralem Pianjc (sx) e Dani Alves (dx) nuovi acquisti bianconeri
(ph. Youtube.com)

Dani Alves, Pjanic, Benatia, Pjaca e Higuain, più che nomi, sono pezzi da novanta di un puzzle che va componendosi e arricchendosi sempre più: un terzino, una mezzala, un centrale difensivo, un trequartista e un attaccante sono elementi fondamentali per cercare di colmare il gap con le big d’Europa e avvicinarsi al tetto del continente più ambito già dalla prossima stagione, dopo una storia di innumerevoli cadute nella competizione della “coppa dalle grandi orecchie”.
Il monopolio dell’attenzione è stato conquistato di prepotenza dai bianconeri, pronti ad aggregare alla rosa il Pipita, pagando una clausola che farebbe venire le vertigini a qualsiasi altro club italiano. E se Roma e Napoli, uniche due realtà di rilievo in grado di dare del filo da torcere alle zebre di Torino per la contesa del successo nazionale, vengono prepotentemente e selvaggiamente scippati dei migliori gioielli della propria rosa, allora si può ben capire come questo calciomercato corra a due velocità piuttosto impari tra loro.

Carlos Bacca (sx) e Mauro Icardi (dx), grane Milan e Inter (ph. Sepakbola.com)

Carlos Bacca (sx) e Mauro Icardi (dx), grane Milan e Inter
(ph. Sepakbola.com)

Diverso, nel suo essere simile, è quel che accade a Milano: Inter e Milan ormai da troppi anni cercano di risalire da un’angoscia senza fine, fatta di soldi spesi a vuoto, progetti non di rilievo, programmi non sempre rispettati e milioni promessi e non ancora visti. Se il club di Erick Thohir presidente è ancora alle prese con il cambio di alcuni esponenti societari dell’indonesiano per far posto ai nuovi arrivati di Suning, i rossoneri, invece, sono tormentati da un accordo già trovato con la nuova cordata cinese, da una voglia di tornare a far paura sia in Italia che in Europa, ma da una tempistica non particolarmente amica per quanto riguarda quel sigillo di firme indispensabile per scatenarsi sul mercato. I giorni passano, ma la Milano cinese non decolla nei fatti. Joao Mario, Gabriel Jesus, Tourè, Pjaca, Kovacic, Benatia, Witsel e Sosa appaiono meteore fuori orbita e per i milioni assenti per intavolare delle vere e proprie trattative e per la scelta, per molti dei suddetti, di una destinazione diversa dalla città ambrosiana. I mali non vengono mai da soli e allora ecco anche prendere vita e agitarsi i casi IcardiBacca rispettivamente in sfondo nerazzurro e rossonero. L’argentino parla attraverso il suo procuratore Vanda, che si omogenea al modo di fare del resto dei legali nel momento in cui l’assistito vuole un adeguamento del contratto per rimanere nella rosa di cui attualmente fa parte. Il colombiano, invece, è cercato in Premier e in Spagna e non è una novità che l’attaccante aspiri a giocare in Europa già dalla prossima stagione.

Il mercato calcistico, in Italia, allora, prende la forma di un lungo e impetuoso romanzo di parole: Roma e Napoli, dopo le ferite inflitte dalla Juventus, cercano di cicatrizzare e risalire, probabilmente consapevoli, almeno per ora, di dover guardare la supremazia del club bianconero dal basso verso l’alto; Milano, nel contempo, diventa ancora più grigia, in un’estate di smog e di promesse non ancora mantenute da parte di chi è arrivato per prendere, ma non, al momento, per dare.

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