Italia-Spagna, un film intramontabile nell’ottavo più bello


Italia e Spagna si sfideranno alle 18.00 allo Stade de France: il concreto contro il bello in un ottavo storico per la permanenza in Euro2016

– di Tiziano De Santis –

Morata salta Florenzi (ph. it.sports.yahoo.com)

Morata salta Florenzi (ph. it.sports.yahoo.com)

Ore 18.00, Stade de France, Saint Denis: un’ora, un luogo, o meglio IL luogo del match più bello, probabilmente, degli ottavi di finale dell’Europeo 2016. L’Italia da combattimento di Antonio Conte, trionfatrice nel Gruppo E, sfiderà la Spagna di Vicente del Bosque, seconda nel Gruppo D. “Sinceramente per filosofia, carattere e competitività penso che voi siate il rivale più scomodo che ci sia per la Spagna; la storia degli italiani è fatta di agonismo e per questo la Spagna ha sempre temuto l’Italia“: le parole di Xavi sembrano fulmini capaci di squarciare il clima spagnolo di sicurezza e di consapevolezza dei propri mezzi. Un fastidio, quello provato da entrambe le squadre nell’affrontarsi, che sa di rispetto reciproco: se, da un lato, la tecnica spagnola sembra padroneggiare da anni assieme ad un sistema di gioco ben collaudato, dall’altro gli azzurri sono autori di una vertiginosa crescita nello spirito di squadra, partorita da prestazioni forse non sublimi nella bellezza, ma eccellenti nella concretezza. Tra un’ora il tempo si fermerà, sarà la storia a far da padrona, la stessa che ci ha visto sbattere tremendamente contro la corazzata spagnola nella finale dell’Europeo di quattro anni fa, quando una condizione fisica precaria e dei limiti tecnici e di gruppo giocarono a favore del sonoro 4 a 0 iberico. Stavolta, però, l’azzurro della maglia italiana sembra celare qualcosa di diverso, perchè aleggia la sensazione che “la lotta impari“(come l’ha definita Conte) possa rivelarsi, alla fine, un’impresa straordinaria. Battere le Furie Rosse sarà un sogno se il singolo prevarrà sul gruppo, ma potrà prendere parte del filo della realtà se sapremo lottare, sudare, giocare, tifare tutti insieme, se, pertanto, saremo Italia. E per esserlo, dovremo saper fare ciò che meglio caratterizza la nostra identità calcistica: non soffrire nel momento in cui la palla non è in nostro possesso, ma trovarci a nostro agio in questo, aspettando per, poi, ripartire e cercare di far male. A tal proposito, a pesare tantissimo sarà l’assenza di Antonio Candreva, esempio umano della filosofia del contropiede che ci ha permesso di battere Belgio e Svezia. Al suo posto, giocherà Florenzi, ancora in ombra in questo Europeo, ma voglioso di dimostrare la duttilità e lo spirito di sacrificio che lo contraddistinguono. Sulla fascia sinistra, sarà De Sciglio a completare i cinque di centrocampo e a cercare di fermare l’avanzata degli undici di del Bosque, fermo sulle proprie scelte e pronto a mandare in campo la stessa formazione delle ultime tre partite. Chissà che questa scelta non possa risultare un dettaglio a sfavore della condizione fisica spagnola.

Esultanza dell' Italia dopo la vittoria con la Svezia (ph. goal.com)

Esultanza dell’ Italia dopo la vittoria con la Svezia (ph. goal.com)

Ma c’è di più: Italia-Spagna è il titolo di un film mai banale, seppur destinato ad essere la pellicola per eccellenza degli ultimi nostri anni, Italia-Spagna è la sfida eterna che dal 2008 al 2012 ci ha regalato più delusioni che successi, Italia-Spagna è spirito di gruppo contro tecnica sopraffina, il concreto contro il bello, l’unità della BBC contro le crepe difensive e di identità di club di Sergio Ramos e Piqué, Morata contro i compagni dei successi ottenuti negli ultimi due anni, l’aggressività degli “operai” italiani contrapposta all’eleganza ed alla perfezione di un quadro intramontabile dal nome di Iniesta, la saggezza e la certezza di Buffon contro la forza e le lacune di De Gea, la calma di Del Bosque contro lo spirito guerriero di Antonio Conte, la filosofia della vittoria da raggiungere in qualsiasi modo contro quella del bello, della qualità, della spettacolarità, l’orgoglio contro il possesso palla, l’ “essere pronti alla morte” contro il melodico tiki taka, il carattere e la determinazione contro la ricerca dell’eleganza. Tutto questo fa parte dell’identità storica di Italia-Spagna. Alle 18.00 il tempo si fermerà nuovamente, l’azzurro e il rosso saranno i protagonisti e antagonisti del film girato più spesso negli ultimi anni. Ma l’erbetta dello Stade de France, stavolta, potrebbe portare in grembo qualcosa di piacevole per l’Italia, perchè la Spagna non è la stessa degli ultimi anni; noi, invece, siamo sempre quei brutti, cattivi azzurri di sempre, con lo spirito dell’aiuto reciproco ridestato da un condottiero in più. Italia-Spagna è dentro o fuori, un classico di sempre, un film vecchio ma non attempato, una moda mai superata, un passato sempre presente. Italia-Spagna è emozione pura. I fratelli di Italia sognano, le Furie spagnole rievocano gli ultimi successi. Italia-Spagna è l’ultimo atto dello scontro tra filosofie opposte, il primo tassello per la continuazione della militanza nell’Europeo. La cornice è quella migliore per un match spettacolare, spetta ai ventidue in campo scrivere il proprio, recente futuro.

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