Italia, vittoria sfumata. La Romania acciuffa il pari nel finale


E’ 2-2 a Bologna tra Italia e Romania, con gli azzurri in svantaggio nel primo tempo e capaci di ribaltare tutto nella ripresa. Nel finale però, il pari-beffa firmato da Andone, che rovina la serata del Dall’Ara

– di Luigi Polce –

Marsigliese, i due inni nazionali e poi il minuto di silenzio: il tutto in rapida successione, senza nemmeno il tempo di riflettere sui tragici fatti che hanno scosso Parigi e l’Europa tutta venerdì notte. Lo stadio bolognese è quasi tutto pieno, con una folta rappresentanza di tifosi romeni, ma c’è da segnalare anche che diversi hanno scelto di restare a casa, con la paura a farla da padrona. Insomma, è una serata in cui si prova a voltare pagina e ad andare avanti, nonostante tutto. Finisce 2-2 tra Italia e Romania, con gli azzurri sotto nel primo tempo che ribaltano il risultato nella ripresa, con Andone però che a 2’ dalla fine trova l’insperato pareggio.

Stancu firma il vantaggio sfruttando un'incomprensione tra Darmian e Barzagli (ph. ilmessaggero.it)

Stancu firma il vantaggio sfruttando un’incomprensione tra Darmian e Barzagli (ph. ilmessaggero.it)

La cronaca. Antonio Conte opta ancora per il 4-4-2, già visto a Bruxelles contro il Belgio, con Pellè-Eder coppia d’attacco e Florenzi ed El Shaarawy sulle fasce. E’ proprio dell’ex Milan il primo squillo, con una bella discesa sulla sinistra e successiva conclusione, bloccata a terra dal portiere della Fiorentina Tatarusanu (3′). La Romania però non mostra timori reverenziali, e risponde subito con l’ex Udinese Torje, che dal limite impegna severamente Buffon (5’). E’ il prologo del gol, che arriva 180 secondi dopo: Darmian pasticcia nel controllo, Barzagli in controtempo non riesce a metterci una pezza e Stancu (attaccante del Genclerbirligi) ne approfitta, siglando il vantaggio con un bel piattone sul secondo palo. Gli Azzurri faticano ad imbastire una reazione degna di nota: il gioco sulle fasce è costante ma poco concreto in fase realizzativa. Al 26′ il traversone più pericoloso della serie, messo in mezzo da Florenzi, con la difesa ospite che chiude all’ultimo in corner (dal quale nasce un tiro di Marchisio dalla distanza, che finisce in curva). L’Italia comunque dà segnali di lenta crescita col passare dei minuti, e al minuto 39 costruisce la palla gol più ghiotta della prima frazione: Eder scappa via sull’out mancino e serve al centro El Shaarawy, che a due passi da Tatarusanu non riesce a trovare la coordinazione per battere a rete. Al 45’ ci prova Marchisio con un’altra conclusione da fuori area, stavolta alta di poco, mentre in pieno recupero Conte e i suoi protestano vivacemente per un contatto in area tra Chiriches ed Eder: il rigore pare piuttosto evidente, ma lo svizzero Jaccottet non è dello stesso avviso e lascia correre.

Marchisio trasforma il rigore e fa 1-1 (ph. lastampa)

Marchisio trasforma il rigore e fa 1-1 (ph. lastampa)

E’ solo una questione di tempo però. Dopo 10’ della ripresa infatti, ecco il penalty per l’Italia: Marchisio (cresciuto molto nella ripresa) lancia Pellè che fa da torre per Eder, che controlla in maniera non perfetta e va a sbattere contro Grigore. Per il sig. Jaccottet non ci sono dubbi, sul dischetto va lo stesso centrocampista della Juventus che con freddezza spedisce il pallone nell’angolino alto, con la sfera che dà un bacino alla traversa prima di depositarsi in rete. L’episodio cambia volto all’Italia, che un minuto più tardi protesta ancora per un atterramento di Tatarusanu ai danni dello stesso Eder, stavolta però ammonito dall’arbitro svizzero nonostante il contatto ci fosse tutto. Allo scoccare dell’ora esatta di gioco, Conte effettua un triplo cambio decisivo per il completamento della rimonta: entrano Montolivo, Gabbiadini e Okaka per Soriano, Eder e Pellè. Gabbiadini, ex Bologna e con una voglia matta di far bene nel suo vecchio stadio, prima prende le misure su assist di Montolivo (63’), poi trova il vantaggio: nasce tutto da una sgroppata (l’ennesima) di Florenzi, che dalla destra crossa per Okaka. L’ex Samp appoggia all’indietro per Marchisio, il quale a sua volta rimette subito in mezzo per la punta del Napoli che di testa (in posizione sospetta) non può sbagliare la comoda realizzazione. Festa sugli spalti per un giocatore ancora stimato parecchio sotto le Due Torri, rovinata però dall’infortunio alla caviglia che lo mette ko a 5’ dal termine. L’Italia ora è in controllo della partita, con El Shaarawy che prova ad accendersi in un paio di circostanze, fino alla doccia gelata che arriva al minuto numero 88: Maxim calcia una punizione dalla trequarti, Chiriches svetta solo in area trovando la risposta di Sirigu (subentrato a Buffon), il quale sembra poter trattenere salvo poi dover lasciar il pallone, che altrimenti sarebbe finito in rete assieme al portiere del Psg. Andone, entrato nella ripresa, è un rapace e in maniera lesta ribadisce in rete fissando il punteggio sul 2-2.

Ulteriore piccolo passo indietro per la truppa di Conte, che dopo la sconfitta in Belgio aveva bisogno di un altro tipo di prestazione, ma soprattutto della vittoria, sfumata proprio sulla linea del traguardo. Poco male, era solo un’amichevole. L’importante sarà far tesoro degli errori commessi in questo doppio impegno, per arrivare a Euro 2016 nella maniera migliore possibile.

ITALIA (4-4-2): Buffon (70’ Sirigu); Darmian, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Florenzi, Marchisio (77’ Parolo), Soriano (60’ Montolivo), El Shaarawy (81 Candreva); Eder (60’ Gabbiadini), Pellè (60’ Okaka). All.Conte

ROMANIA (4-2-3-1): Tatarusanu; Sapunaru, Chiriches, Grigore, Rat (83’ Filip); Hoban, Pintilli (69’ Prepelita); Torje (69’ Andone), Budescu (46’Maxim), Stancu (58’ Ivan); Keseru (46’ Sanmartean). All. Iordanescu

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