ItalPirlo, ma ancora per quanto?


Andrea Pirlo, ormai 36enne, è ancora imprescindibile per la Nazionale nonostante un rendimento in calo. Il problema, però, è trovare chi raccoglierà l’eredità del regista bresciano

– di Luigi Polce –

Senza il calciomercato, con il campionato fermo, di qualcosa si dovrà pur parlare. Ecco allora che la mente si rivolge alla Nazionale azzurra, e ad un interrogativo che tutti, chi più chi meno, si stanno ponendo: quando l’Italia riuscirà a fare a meno di Andrea Pirlo?

Pirlo in azione durante Italia-Malta 1-0 (ph. Zimbio)

Pirlo in azione durante Italia-Malta 1-0 (ph. Zimbio)

Con ormai 36 primavere alle spalle il regista bresciano, emigrato in estate ai New York City, comincia a perdere quello smalto e quella lucidità che lo hanno caratterizzato per tutta la sua carriera, diventata epica proprio per i suoi lanci illuminanti e la sua visione di gioco seconda praticamente a nessuno nell’ultimo decennio. Nella partita contro Malta, vinta 1-0 dagli Azzurri, il c.t. Antonio Conte ha provato ad affiancare Verratti a Pirlo, un duo esplosivo a livello qualitativo, che però probabilmente non ha reso quanto ci si poteva aspettare. Marco Verratti che, in teoria, dovrebbe raccogliere in eredità la cabina di regia dall’ex Juventus, ma al momento viene visto da Conte più come una mezzala che come playmaker puro.

Marco Verratti, da molti designato come erede di Pirlo: Conte lo vede più da mezzala (ph. Zimbio)

Marco Verratti, da molti designato come erede di Pirlo: Conte lo vede più da mezzala (ph. Zimbio)

Difficile, direte voi, rinunciare a uno che in Nazionale ha messo insieme qualcosa come 116 presenze e 13 reti, vincendo praticamente tutto quello che c’era da vincere, e che Conte ha rispolverato dopo un anno passato in naftalina al Milan trasformandolo in uno dei pilastri del suo ciclo vincente alla Juventus. Il processo di ricambio è reso ancor più complicato poi dal fatto che, ad oggi, manca un piano B ben definito: detto di Verratti, che il c.t. preferisce come interno nel centrocampo a 3, anche De Rossi è lontano dai giorni migliori – tanto che in Roma-Juventus Garcia lo ha schierato in difesa, scegliendo Keita per il centrocampo -, mentre Marchisio, quando tornerà dall’infortunio, potrebbe essere utilizzato da regista come sta succedendo anche alla Juve. Restano poche le alternative credibili in giro: Valdifiori non sembra al centro del progetto dell’ItalConte, Baselli e Cataldi sono ottime promesse ma hanno bisogno ancora di maturare un po’, Montolivo non trova spazio nel Milan dove a fare gioco c’è De Jong, che proprio un regista non è.

Insomma, al di là di quello che sarà il modulo scelto in partita (contro la Bulgaria si potrebbe rivedere il 3-5-2), urge trovare al più presto qualcuno che si prenda in mano le redini di una squadra farcita di mezzali ma senza la mente in mezzo al campo. Perché Pirlo resta sì un campione, ma non è eterno e prima o poi si dovrà fare a meno di lui.

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