Juve, l’eccessivo riposo viene “purgato” da El-Sha e Nainggolan. Sinfonia Napoli a Torino. Inter, altro k.o. e velo pietoso della Nord


Il commento della 36^ giornata di A: Juve k.o. a Roma, Napoli forza 5 a Torino. Inter sconfitta dal Sassuolo. Il Crotone vince e spera. La Dea è in Europa

– di Tiziano De Santis –

I ragazzi di Luciano Spalletti esultano al gol di Radja Nainggolan in Roma-Juventus 3-1 (ph. Zimbio.com)

Nulla è ancora deciso in Serie A e molto, forse, avrà il sapore dell’incertezza sino all’ultimo atto di una stagione intensa e imprevedibile, a parte il dominio di una Juventus inarrivabile, ma non imbattibile. Chiedere alla Roma di Luciano Spalletti per ulteriori conferme. I giallorossi, nel posticipo serale della domenica contro i campioni d’Italia in carica, hanno il compito di conquistare i tre punti per tornare al secondo posto, alla luce della sonora vittoria del Napoli contro il Torino e del conseguente sorpasso partenopeo in classifica. In un’Olimpico tutto esaurito, i bianconeri partono bene sfiorando prima il gol con Asamoah, la cui conclusione si infrange sul palo per il sollievo dei padroni di casa, e andando a segno al 21′ con Lemina, il cui fulminante inserimento viene premiato da uno splendido assist di Higuain e ottimizzato al massimo dallo stesso francese per lo 0-1 zebrato. La Roma, tuttavia, non ci sta e il popolo capitolino non tarda ad esultare per il pareggio del proprio team: al 25′, infatti, sul calcio d’angolo battuto dalla destra, De Rossi è caparbio nel ribattere a rete una doppia parata di Buffon prima su Manolas e poi sullo stesso capitan presente. Il risultato mostrato dal tabellone viene nuovamente stravolto nella ripresa, quando El Shaarawy e Nainggolan ribaltano completamente il match in appena 9 minuti: se il Faraone può contare sull’aiuto della deviazione di Lichtsteiner per sorprendere Buffon, il Ninja, ben pescato da un passaggio illuminante di Salah, spara una saetta su cui il portierone bianconero non può nulla. L’Olimpico esplode come mai alla resa dei primi in classifica, distanti solo 4 punti ma impegnati, nelle prossime due gare, contro Crotone e Bologna: difficile pensare che il team di Massimiliano Allegri non riesca a conquistare tre punti in due partite e solo un miracolo, forse, può regalare lo scudetto alla Roma che, intanto, però, torna saldamente al secondo posto e lo fa con pieno merito, superando “una delle squadre più forti d’Europa“, come dichiarato a fine gara da Daniele De Rossi.

Dries Mertens e Lorenzo Insigne esultano in Torino-Napoli 0-5 (ph. Zimbio.com)

Il Napoli non può far altro che rimandare al prossimo atto il sogno-conquista del secondo posto, ma deve anche esser fiero, nello stesso tempo, di quanto espresso sinora, forse il calcio più bello d’Italia e uno dei più belli d’Europa. Il team di Maurizio Sarri travolge in trasferta 5-0 il coraggioso Torino di Mihajlovic grazie ai propri “scugnizzi” d’attacco: Callejon (doppietta), Insigne e Mertens regalano magia svariando da una parte all’altra del terminale offensivo secondo la regola matematica per cui cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia; a completare la pregevole lirica azzurra è Zielinski, autore del quinto e ultimo gol in terra Granata. Se i supporter di Napoli e Roma possono vantare un legame forte e intramontabile coi rispettivi beniamini, il popolo nerazzurro rema contro la disastrosa marea della squadra affidata per il finale di stagione a Vecchi. A San Siro la curva contesta duramente un’Inter piccola e senza cuore, reduce da sette risultati insoddisfacenti consecutivi, conditi da cinque sconfitte e due pareggi. L’ultima vittoria per il Biscione risale al lontano 12 marzo scorso e sperare nei tre punti contro il Sassuolo è il minimo indispensabile. A dare conferma del “velo pietoso” steso dalla curva è la brutta prestazione della squadra in campo, condannata da due gol di Iemmello e solo illusa dal decisivo 1-2 di Eder. Il tutto si traduce in una standing-ovation regalata ironicamente dai tifosi di San Siro al marcatore di Di Francesco al momento della sua uscita dal campo, e nella contemporanea bordata di fischi a un team capace di perdere, in poche partite, la propria dignità e l’Europa inseguita alla grandissima nell’iniziale gestione Pioli. Non fa meglio ma si salva (in fuorigioco) il Milan di Vincenzo Montella, che, impegnato all’Atleti Azzurri d’Italia, va sotto contro la solita bella Atalanta, trascinata da Andra Conti verso l’ennesimo risultato utile consecutivo. Tra la Dea e la vittoria si ci mette, tuttavia, Deulofeu, che, con l’aiuto di Masiello, supera Berisha nel finale di un match tutto a tinte nerazzurre. Nonostante l’1-1, i tifosi bergamaschi possono far festa per un’Europa ormai messa in cassaforte. Si ferma, invece, nel pomeriggio del sabato, la Lazio di Simone Inzaghi, sconfitta 3-2 dalla Fiorentina. Al Franchi il tecnico degli albicelesti mette in campo una formazione rimaneggiata per via della finale di Coppa Italia con la Juve prossima ad essere giocata: i risultati si vedono, con la Viola che rimonta alla grandissima il gol di Keita grazie alle reti di Babacar, Kalinic e Lombardi (autogol), prima dello squillo finale – tanto bello quanto inutile – di Murgia. Se Cagliari e Bologna battono con facilità Empoli e Pescara (travolte l’una 3-2 e l’altra 3-1), il Crotone di Davide Nicola continua la propria inesauribile marcia finale verso la salvezza battendo 1-0 l’Udinese tra le mura amiche e portandosi a una sola lunghezza di distacco dall’Empoli e a due punti dal Genoa, che affonda a Palermo sotto il gol di Rispoli, unico acuto dei rosanero e dell’intero match del Barbera.

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