Juventus-Napoli, un girone dopo: è cambiato (quasi) tutto


Nella sfida di fine settembre (vinta 2-1 dal Napoli al San Paolo), si giocava per le residue chance di raggiungere un’Inter che pareva lontanissima, domani sera invece allo Stadium si lotterà per il primato. Cosa è cambiato dopo un girone, e come arrivano al big match le truppe di Allegri e Sarri

– di Luigi Polce –

8 vittorie consecutive per il Napoli... (ph. zimbio)

8 vittorie consecutive per il Napoli… (ph. zimbio)

Da un sabato ad un altro, un girone dopo. In realtà sembra passata una vita da quel Napoli-Juventus del 26 settembre scorso, quando le due compagini in piena crisi si affrontavano in una sfida alla “mors tua vita mea”: chi vince può sperare ancora, chi perde saluta lo Scudetto con (larghissimo) anticipo. In testa al campionato c’era l’Inter, ragion per cui i riflettori erano tutti puntati a San Siro, dove la Fiorentina nel posticipo si prese vittoria e primato dando la prima, vera, scoppola alla banda Mancini. Al San Paolo invece, un’aria strana: la stagione ha avuto un avvio complicato sia per il Napoli che per la Juventus, distanti rispettivamente 9 e 10 punti dalla vetta e alle prese con un ricambio che, seppur diverso in quanto a modalità (gli azzurri dovevano ancora digerire il passaggio di testimone tra Benitez e Sarri, i bianconeri invece le cessioni di Pirlo, Vidal e Tevez e far inserire Dybala nei meccanismi), alla fine è risultato simile in termini di contenuti. Insomma, nessuno avrebbe pronostico che, circa 5 mesi dopo, da scontro di metà classifica sarebbe diventato match clou di un intero campionato, capace di catalizzare l’attenzione mediatica per tutta la settimana precedente, con tanto di polemiche e dubbi legate persino alla scelta dell’arbitro.

... e addirittura 14 per la Juventus (ph. zimbio)

… e addirittura 14 per la Juventus (ph. zimbio)

In quella gara di inizio autunno però, c’è un elemento di continuità rispetto a quello che si è poi visto nelle settimane successive, che risponde al nome e al cognome di Gonzalo Higuain: in gol quella sera, una delle 24 gemme regalate fin qui al suo pubblico. Andò a segno anche Insigne, che aprì le danze prima di farsi male, mentre il gol dell’1-2 per i ragazzi di Allegri fu di Mario Lemina: sembrava potesse essere lui l’uomo in più della mediana della Juve, alla fine è stata solo un’illusione (complici, va detto, anche diversi infortuni). Vinse comunque il Napoli, sappiamo tutti come sono andate poi le cose. Quel ko campano per la Juventus non rappresentò la fine, ma anzi l’inizio della rinascita: le vittorie casalinghe con Bologna e Atalanta i prodromi della rimonta, solo rallentata dalla sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Da lì in poi (era il 28 ottobre, Juventus 12esima), solo vittorie per Buffon e soci, una cavalcata incredibile fatta di 14 affermazioni consecutive che hanno contribuito ad una rimonta auspicata da pochi. Basta leggere i titoli dei vari giornali per capirlo: “La Juventus quasi fuori dalla lotta scudetto” era il ritornello, che a leggerlo adesso vien da sorridere. D’altro canto il Napoli, dopo quel successo, trovò finalmente la giusta quadratura del cerchio: leggasi, in sintesi, consapevolezza nei propri mezzi, e probabilmente anche fiducia in Sarri che dopo quella partita ottenne la credibilità che meritava dall’inizio. 15 successi, 2 pareggi e il ko di Bologna è il bilancio partenopeo post Juventus, con la striscia di 8 successi consecutivi (meglio del Napoli di Maradona, fermo a 7) come avvicinamento perfetto ad una partita del genere.

Juventus-Napoli: un girone fa una sfida da metà classifica, domani sera vale il primato. Vinca il migliore, con una certezza: vada come vada, non si deciderà certo allo Juventus Stadium il destino di questo appassionante testa a testa.

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