Juventus a valanga, Real bloccato in extremis dal Dortmund


In Champions League stravincono la Juventus ed il Copenaghen. Real Madrid bloccato sul 2-2 dal Dortmund nei minuti di recupero

– di Edoardo Frati –

Nella prima delle due serate di Champions League valide a completare la seconda giornata dei gironi eliminatori, la Juventus non fallisce la prova di forza a cui era chiamata e passa agilmente sul campo dei campioni croati della Dinamo Zagabria. Un poker dalle firme prestigiose: i super acquisti Higuain, Pjanic e Dani Alves, in aggiunta alla prima perla stagionale di Dybala, che fanno tornare il sorriso in quel di Vinovo dopo che le prestazioni di Milano – brutta sconfitta con l’Inter – e Palermo – brutta vittoria coi rosanero – avevano tolto un po’ di quelle indissolubili sicurezze con cui la corazzata bianconera aveva iniziato la stagione.

In realtà la partita di ieri sera, proprio per i vistosi limiti dell’avversario, ha molto da raccontare e sarebbe incauto archiviarla come una piacevole serata croata.

Pjanic ha trascinato la Juventus ad un facile successo (ph. UEFA)

Pjanic ha trascinato la Juventus ad un facile successo (ph. UEFA)

La Juventus ha infatti vinto 4-0 perché gode di una superiorità tecnica e tattica che valgono lo scarto, ma Allegri difficilmente tornerà a Torino convinto di aver trovato la quadratura perfetta della sua macchina. A testimoniarlo sono alcune, significative statistiche: sebbene il possesso palla sia stato schiacciante come raramente abbiamo visto fare alla Juve (oltre il 70%), va reso noto che la retroguardia BBC (Bonucci, Barzagli, Chiellini) ha prodotto quasi 100 passaggi in più (284 a 197) degli interni di centrocampo Khedira, Hernanes e Pjanic. Il bosniaco ex Roma, in particolare, ha messo a referto un gol e un assist che gli valgono almeno un 7 in pagella, eppure ha distribuito solo 31 palloni ai suoi compagni: segnale evidente della sua rinomata classe e capacità di risultare decisivo, da una parte, e del fatto che non sia ancora diventato, di fatto, il metronomo della Juve costruita per vincere tutto, dall’altra. Un ruolo di cui dovrà progressivamente farsi carico in quanto unico, vero, possibile interprete: Lemina non ha i tempi del regista puro, Hernanes sembra onestamente troppo compassato, Khedira funziona troppo bene da mezzala, Asamoah ha mostrato i suoi limiti contro l’Inter. Certo deve rientrare Marchisio, ma anche lui sarebbe un “adattato” come regista. L’idea di Allegri di questo inizio stagione è probabilmente quella di spostare il centro del gioco sulla trequarti, il più vicino possibile a Higuain con Dybala che gli gira intorno da rifinitore: resta il fatto che il tecnico scudettato deve trovare alternative affidabili per affrontare formazioni più alte e offensive come Siviglia, Palermo e Inter, che hanno mandato sistematicamente in confusione la manovra juventina.

Il gol di Schurrle ruba la vittoria al Real Madrid (ph. UEFA)

Il gol di Schurrle ruba la vittoria al Real Madrid (ph. UEFA)

Nell’altra partita del girone il Siviglia riesce ad aver ragione del Lione (1-0), impattando la Juventus in testa al girone H e confermandosi squadra assolutamente competitiva anche nell’Europa “dei grandi”. Il vero big match della serata andava in scena a Dortmund, dove il Borussia privato ancora di Reus accoglieva i Campioni d’Europa del Real Madrid nella “solita”, surreale cornice del Westfalen Stadion. Il risultato finale è uno scoppiettante 2-2 che conferma l’eccellente inizio di stagione del Dortmund sia in campionato che in Champions. Se pur i padroni di casa non siano mai passati in vantaggio contro l’once de gala del Real, acciuffando il pareggio solo all’86’, questi hanno dato definitiva impressione di aver aperto un nuovo promettente ciclo, dopo tre stagioni passate all’ombra decadente della macchina semiperfetta creata da Klopp fino al 2013. Real e Borussia comandano ora il gruppo F davanti allo Sporting, che si è preso la propria vendetta sulla “Cenerentola” Legia Varsavia.

Nel gruppo E il Tottenham rimedia alla brutta figura di Wembley vincendo una difficile trasferta a Mosca contro il CSKA ma rimane staccata di un punto dal Monaco, salvato sull’1-1 da un eurogol a tempo scaduto del nostalgico ex capitano del Toro, Glik.

Infine, si regala una serata da grande squadra il Copenhagen, che schianta 4-0 il Brugge. Perla della serata la sassata al volo di capitan Delaney, da vedere, rivedere e divulgare. A 4 punti dopo due partite la squadra danese può addirittura coltivare aspirazioni da ottavi di finale, vista anche la sconfitta del Porto in Inghilterra contro il Leicester, che all’esordio assoluto in casa in Champions League non tradisce il suo pubblico, mai domo di entusiasmo nonostante le batoste prese nell’ultima settimana da Chelsea (4-2) e Manchester United (4-1), che hanno ridimensionato la squadra di Ranieri in coppa e campionato nazionale.

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