Ko storico al Dall’Ara: adesso per Donadoni è allarme gol subiti


Il ko per 1-7 è il peggiore nella storia del Bologna in casa e supera di poco il 6-0 di aprile al San Paolo. La media gol subiti di Donadoni crolla pericolosamente

– di Marco Vigarani –

La delusione di Maietta, Verdi e Nagy dopo il ko per 1-7 (ph. Zimbio)

Vergogna ed umiliazione sono ancora oggi i sentimenti prevalenti nel cuore dei tifosi rossoblù che hanno assistito impotenti al desolante tracollo di sabato sera. Chi ha potuto godere in passato delle glorie rossoblù e magari di quel mitico Scudetto del 1964 ha sofferto tanto quanto le generazioni successive che pensavano di non poter subire un ko così definitivo. A maggior ragione da una squadra che si prefigge una crescita importante e che forse mai come oggi si ritrova economicamente solida grazie agli investimenti già effettuati e a quelli già preventivati del presidente Saputo. Il peggior precedente risaliva al 1989 quando l’Inter aveva sbancato il Dall’Ara con doppiette di Diaz e Serena: era un altro mondo. In epoca recente sono stati infatti molto più numerosi i bocconi amari in particolare sotto la gestione proprio di Roberto Donadoni che già nello scorso aprile aveva visto il suo Bologna crollare per 6-0 al San Paolo ancora contro il Napoli ma anche ad agosto aveva subito una pesante scoppola per 5-1 da parte del Torino. Queste due sconfitte, unite al disastro di sabato, si collocano nelle 15 peggiori umiliazioni della storia rossoblù che è stata deturpata in epoca recente anche dal clamoroso 6-0 contro la Lazio firmato dalla squadra di Pioli nel 2013. A forza di masticare periodicamente bocconi amari diventa chiaro il motivo per cui il numero di spettatori al Dall’Ara resta ormai invariato da anni e l’appeal del club felsineo in Italia non riesce a conquistare nuove fette di mercato. Basti pensare che l’ultima grande vittoria in epoca recente è il 5-1 inflitto nel 2000 a domicilio al Napoli che però si è ormai ampiamente vendicato.

Media gol subiti in crollo per Donadoni: siamo a 1,5 a partita (ph. Zimbio)

In quella gara, conclusa con una doppietta di Signori, vestì la casacca rossoblù anche Renato Olive che oggi fa parte dello staff di Donadoni e dovrà cercare di ridare un senso alla squadra che sabato sera si è macchiata di un peccato più grave di quanto il saluto affettuoso della Curva non abbia fatto intendere. Sarebbe infatti ingenuo affidare al destino avverso o all’imperizia dell’arbitro le responsabilità per un ko che entra negli annali del calcio bolognese e non solo ma soprattutto ignorare i segnali che provengono dalla tenuta difensiva della squadra. Se l’anno scorso infatti il Bologna di Donadoni (subentrato in corsa a Rossi) chiuse la stagione con una media di 1.07 gol subiti a partita, oggi tale andamento è vistosamente crollato ad una media di 1.5 che rappresenta una delle peggiori del tecnico bergamasco. Non potendo oggettivamente imputare grandi colpe all’allenatore per l’ultima annata a Parma vissuta in pieno disastro economico del club e chiusa con 1.97 gol subiti a gara, si può notare come i tre anni precedenti in gialloblù abbiano riportato esiti assolutamente positivi: 1.21 sia nel 2012/13 che nel 2013/14 e addirittura 1.04 nel 2011/12 da subentrante. Per trovare una media peggiore di quella del Bologna di oggi bisogna risalire al Cagliari della stagione precedente che chiuse a 1.54 gol a partita. Non si può ovviamente gettare oggi la croce soltanto sui difensori della rosa ma va analizzato l’impianto difensivo nel suo insieme e con esso anche l’atteggiamento di una squadra che in questi mesi non è mai sembrata in grado di proteggere intenzionalmente la propria porta per novanta minuti.

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