Ko utili per la Virtus, cantieri Fortitudo e PalaDozza. Riparte il Cierrebi


Il punto della situazione nel precampionato di Virtus e Fortitudo ma anche quello sull’impiantistica sportiva bolognese

– di Alberto Bortolotti –

Il parquet torna al PalaDozza nei tempi previsti dal Comune

6, 3 e 4 punti. Sono i margini delle sconfitte Virtus nei tornei a cui ha partecipato contro squadre di A, rispettivamente Sassari, Reggio Emilia e Varese. Scarti ridottissimi, equilibrio conclamato ma qualche mugugno lo stanno generando, un po’ temperato dalla vittorie su Brindisi e Pesaro. Io trovo che qualche legnata nei denti, invece, serva tantissimo e che solo se si è convinti di andare a Trento da sfavoriti si possa sperare di fare risultato. No, qui pare che abbiamo già vinto l’Eurolega. Calma e gesso.

La Fortitudo è stata più altalenante, meno decifrabile anche perché decimata dagli infortuni e vittima di un pronosticato (ma evitabile) girovagare come anime in pena da palestra a palestra e ciò non aiuta processo di mutua conoscenza e stabilità tecnica. Facile dedurre che ci possa essere un’andata che contenga i danni per poi provare a esplodere nel ritorno verso i play-off. E facile ritenere che il più agitato (giustamente) per una preseason così volatile sia coach Boniciolli. E non credo, stavolta, per colpa dei giornalisti.

Cantieri in corso anche all’Unipol Arena di Casalecchio

Un’immagine dell’Open Day al Cierrebi

Intanto, come da foto, il parquet itinerante (resta un mistero il perché il Comune abbia autorizzato il temporaneo espianto: di fatto non è quasi mai stato usato) da ieri sera è tornato a casa, al PalaDozza. Contando che l’acquazzone al Torreverde lo abbia solo scalfito, non rovinato, ora attende il rimontaggio, la verifica delle luci e l’uso l’8 di ottobre nella prima casalinga della V nera ritornata al suo posto. Nemmeno l’Unipol Arena, comunque, è stata esente da restyling. Come mostra la foto, sarebbe stato forse problematico più lì che non in centro l’avvio di una stagione cestistica. E le modifiche non vanno in senso sportivo: quell’arena serve, ora, soprattutto ad altro.

E infine, a proposito di impianti restituiti alla città, il sabato al Cierrebi – che si appresta a cambiare nome – è stato Open Day, con 150 ragazzi e le famiglie a riaffollare gli spazi (al palazzetto, come si vede, si fa anche ginnastica). Proprio per questo risulta difficile sostenere che le scelte di chi lo sta acquisendo e di chi lo gestisce non siano prettamente sportive. Che cosa capiterà, poi, un giorno, degli spazi commerciali e di tutte le “aree compensative” legate al Dall’Ara al momento è impronosticabile.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *