Krsticic: “Ogni partita come fosse l’ultima: voglio vincerle tutte”


Il primo protagonista delle conferenze stampa settimanali è il centrocampista Nenad Krsticic che predica concentrazione e regala qualche ricordo del suo passato

– di Marco Vigarani –

Nenad Krsticic, uno dei migliori in campo ieri

Nenad Krsticic è quasi un nuovo acquisto per il Bologna in questo finale di stagione

Rientrato in anticipo dall’infortunio, Nenad Krsticic è come manna dal cielo per un Bologna che ha perso a Carpi sia Zuculini per sei mesi sia Laribi per tre giornate. Il centrocampista serbo spiega così la sua situazione: “Sto già bene e devo ringraziare lo staff medico per avermi consentito di rientrare prima del previsto. Si soffre a stare fuori senza poter aiutare i compagni a raggiungere il nostro obiettivo. Ora mi metto a disposizione del mister come centrale o mezzala e sceglierà lui cosa farmi fare ma credo che non conti chi va in campo o chi manca ma solo la compattezza del gruppo. Solo uniti possiamo raggiungere la Serie A“. Krsticic non può evitare di parlare di quanto accaduto a Carpi e dei problemi evidenziati dall’ultimo Bologna: “Hanno davvero segnato tre gol su altrettanti tiri – dice – mentre noi nel primo tempo abbiamo avuto occasioni importanti per sbloccare il risultato. Dispiace ma ora dobbiamo guardare solo al Brescia, una squadra tosta che però non ha più niente da perdere e contro la quale dovremo sfruttare ogni occasione. In generale credo che le squadre che abbiamo affrontato si chiudano sempre in difesa e non ci lascino spazi: questa è forse anche la difficoltà maggiore che ho incontrato scendendo di categoria. Una soluzione credo che possa arrivare non solo velocizzando la manovra ma anche cercando di più il tiro da fuori area”. 

Nenad Krsticic, è tornato in campo dopo l'infortunio (ph bolognafc.it)

Krsticic, nato a Belgrado nel 1990, ha vissuto il dramma della guerra (ph Bologna)

L’ex sampdoriano però illustra anche la sua ricetta per raggiungere la tanto agognata Serie A: “Sono qui per raggiungere un obiettivo e credo che il modo migliore per farcela sia affrontare ogni gara come se fosse l’ultima. Non voglio fare tabelle ma sono convinto di poter vincere tutte le otto partite che restano e personalmente intendo far vedere molto più di quanto ho mostrato prima dell’infortunio. Non ho paura delle responsabilità e della pressione perché fanno parte del mio mestiere“. Krsticic ha un carattere deciso che affonda le sue radici nel dramma della guerra: “Ero piccolo ma lo ricordo bene – racconta – perché c’era tanta paura a Belgrado e bisognava scappare spesso nelle cantine. È stata un’esperienza che credo mi abbia formato anche come uomo perché quando vedi la guerra non puoi più avere paura di nulla“. Gli ultimi ragionamenti riguardano il suo connazionale Sinisa Mihajlovic in un parallelo con Diego Lopez: “Sono due tecnici giovani che hanno smesso da poco di giocare e che cercano di avere un rapporto stretto con la squadra. Parlano spesso con i giocatori ed è più facile relazionarsi con loro ma non per questo deve mancare il rispetto. Anzi vedere che loro sono riusciti a realizzare così in fretta il loro sogno è un ulteriore fonte di ispirazione per i calciatori“.

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