l Principi rubano i quarti al re: il Monaco distrugge Guardiola 3-1. All’Atletico basta lo 0-0 contro il Leverkusen


Il riassunto del ritorno degli ottavi di Champions del mercoledì sera: Monaco, la gioventù sboccia e demolisce i fenomeni del City. Atletico, tutto facile

– di Tiziano De Santis –

L’esultanza del Monaco nel match di Champions contro il City, vinto 3-1 (ph. Tuttosport.com)

Tre gol segnati a Manchester, una gara giocata alla grandissima contro una corazzata di fenomeni sulla carta più forte  e una gara di ritorno da disputare dinanzi al calore dei propri tifosi: le condizioni necessarie per un match perfetto, allo Stade Louis II, ci sono tutte e il Monaco di Leonardo Jardim le sfrutta al massimo per tessere la spietata vendetta contro il City di Pep Guardiola, autore di una vittoria in rimonta nel finale dell’andata di due settimane fa. Le promesse dell’ex-tecnico del Bayern riguardo un incontro all’insegna dello spettacolo vengono rispettate da entrambi i team, in particolar modo, nel primo tempo, dalla formazione di casa, autorevole e autoritaria nell’imporre i ritmi di gioco agli avversari. Se al 7′ è Mbappé ad andare vicinissimo al gol mancando per propria imprecisione la porta difesa da Caballero, un giro d’orologio più tardi lo stesso talento diciottenne firma il vantaggio per i biancorossi insaccando di destro la sfera sul cross di Silva dopo un’avanzata di prepotenza di Mendy dalla sinistra. Il City accusa il colpo per ben 21 minuti e l’unica avanzata verso l’area rivale comporta un contropiede innescato da Raggi e portato avanti da Mbappé e Lemar, sino al traversone rasoterra di Mendy per Fabinho che proprio non può sbagliare da una posizione nevralgica all’interno dell’area dei Citizens e supera di piatto Caballero per il 2-0 in favore dei padroni di casa. Nella ripresa il City cambia decisamente passo, alzando pressing e baricentro e costringendo alla difensiva il Monaco: Aguero, tra il 57′ ed il 65′, viene fermato all’ultimo dagli interventi di Raggi e Subasic; al 67′ il muro francese cade sotto la conclusione di Sanè, bravo a ribadire in rete la respinta del portiere avversario sul tentativo di Sterling. Con il 2-1 è il team di Guardiola a passare il turno, alla luce dei cinque gol segnati all’Etihad nella gara d’andata. Il Monaco non ci sta e rimette le mani sulla qualificazione al 77′, quando la punizione forte e tagliata di Lemar dai trenta metri diventa un assist al bacio per la testa di Bakayoko, che incorna alla sinistra di Caballero per il decisivo 3-1 dei Monegasques. Al triplice fischio finale, le chiavi della vittoria e della conseguente conquista dei quarti sono in mano al team di Jardim, che può essere orgoglioso di aver eliminato dalla Champions i campionissimi di Guardiola, merito della crescita esponenziale e della fiducia ripagata dai giovani talenti del Principato.

La grande parata di Leno su Correa in Atletco-Leverkusen 0-0 (ph. Bbc.com)

Al Vicente Calderon di Madrid, l’Atletico del Cholo Simeone, forte del sonoro 4-2 rifilato in Germania ai danni del Leverkusen, non va oltre lo 0-0 davanti ai propri tifosi. I Colchoneros conquistano i quarti di Champions per il quarto anno di fila mentre ai tedeschi non riesce l’impresa in trasferta, nè la vendetta sugli stessi rivali che nel 2015 passarono il turno proprio ai danni dei rossoneri. Se al 4′ Volland non trova il vantaggio per questione di centimetri, l’Atletico riesce subito dopo a impossessarsi delle redini del gioco, rendendosi pericoloso nel finale della prima frazione di gara prima con Correa e poi con Koke, le cui conclusioni sono deviate in angolo da Leno, autore di due parate da paura. Nella ripresa il ritmo blando viene spezzato dai tentativi degli ospiti, che falliscono in pochi secondi con Brand e Volland una triplice colossale occasione anche e soprattutto per i meriti di Oblak, reattivo nell’ipnotizzare gli avversari in pochi secondi; il successivo tiro di Hernandez si spegne a lato del palo sinistro difeso dal numero 13 sloveno, che si ripete nuovamente su Bailey e Bellarabi. Per l’Atletico, le occasioni di Correa e Griezmann al 57′ non bastano per aprire le marcature di un match che termina a reti inviolate, per la festa dei padroni di casa e i rimpianti dei ragazzi di Tayfun Korkut.

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