La Coppa di Parigi risplende come 80 anni fa grazie a Marcella Schiavio, figlia del numero uno rossoblu di tutti i tempi


L’ottantesimo anniversario del trionfo del Bologna di Angelo Schiavo sul Chelsea ripercorso grazie al Rotary club Bologna Sud e a Marcella Schiavio

– di Tiziano De Santis –

Marcella Schiavio, figlia di Angelo, e la Coppa di Parigi vinta dal padre nel 1937

Certi amori non finiscono mai, persino il tempo inesorabile perde la propria irremovibilità dinanzi al ricordo indelebile di chi si è reso protagonista della storia, cavalcandola a suon di gol e prestazioni. E’ il caso di Angelo Schiavio, il più grande calciatore di tutti i tempi del Bologna, autore di ben 242 realizzazioni in 348 match disputati con addosso la maglia rossoblu. I numeri suddetti, traducibili nell’eccezionale media di 0.69 gol a partita, hanno tuttora la capacità di imprigionare quel bolognese doc al primo posto della classifica marcatori dei felsinei e al secondo posto in assoluto tra le leggendarie firme di almeno 100 gol in Serie A alle spalle del solo Nordhal.
Ma ciò che continua a risplende più di tutto in casa Bologna è la Coppa di Parigi vinta dai rossoblu nel 1937, in occasione del Torneo dell’Esposizione Universale, competizione considerata, a sua volta, la Champions League dell’anteguerra. La squadra emiliana si impose sul Chelsea per 4 reti a 1 grazie anche ad Angelo Schiavio, autore di una doppietta. Il trofeo, attualmente in possesso di Marcella Schiavio, moglie di un rotariano e figlia di Angelo, ha illuminato la serata di martedì, in occasione della quale il Rotary club Bologna Sud ha ricordato l’80° anniversario dello storico successo del Bologna del 1937. La Coppa fu donata, nei tempi che furono e che sono, ad Angelo Schiavio – detto “Angelino” – da Renato Dall’Ara, presidente dei trionfi e primo sostenitore del centravanti leggendario di cui ancora oggi si ricordano le gesta. “Questa, Schiavio, se l’è proprio meritata. La prenda lei e se la porti a casa“: le parole del patron riecheggiano nel cristallo del trofeo conservato dalla figlia di Angelo, custode delle gesta e del sangue dell’attaccante numero uno rossoblu. E così al ristorante Nonno Rossi, “la figura del prestigioso centravanti” (come si legge nel comunicato) prende vita attraverso il ricordo di Marcella e l’illustrazione del giornalista Carlo F. Chiesa, autore del libro “SCHIAVIO, il segreto dell’Angelo”. Perché paradossalmente solo il tempo inesorabile, a volte, può rendere immortale tutto ciò che la natura umana e la sua limitatezza amano rubare.

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