La crisi del basket italiano trascurato dai Media


L’equilibrio dell’attuale campionato nostrano di pallacanestro ,dopo anni di dominio senese, porta un nuovo interesse non solo per gli addetti ai lavori. Codesto livellamento però è dovuto ad un declino generale non specifico di Siena ma delle partecipanti al torneo.Ogni squadra professionistica vive di bilanci e ultimamente si notano sempre più limitate risorse che indubbiamente stabiliscono la qualità degli interpreti in campo. Negli anni più floridi del campionato italiano di basket, la visibilità e il servizio che la Rai offriva, permetteva l’ingresso di prestigiosi sponsor che arricchivano le casse societarie.

Tifosi italiani in trasferta a Euro 2013

Tifosi italiani in trasferta a Euro 2013

Ora l’attuale visibilità del campionato ha fatto ricercare più realtà imprenditoriali locali possibili, visto che la gestione del pacchetto è stata concessa da una parte ad inesperti (la7d) e dall’altra ad inadeguati a dare un servizio qualitativo (rai sport) che hanno nascosto invece di esibire l’interesse. Addirittura i dati Auditel segnalano che l’attuale programmazione innovativa da parte della Gazzetta dello Sport, cioè lo streaming della partita via web, porti una maggiore attenzione rispetto alla televisione tradizionale, un elemento che dovrebbe far riflettere, per far sì che la Lega insista sull’attuale politica commerciale. Tempo fa l’unico risultato che potesse dare interesse e rilancio al movimento erano i risultati della Nazionale.

Ultimamente però l’Italbasket ha deluso le attese e non hanno fatto una grande pubblicità per il movimento composta da uno sfortunato gruppo che ha sbagliato numerose occasioni per rimettersi in carreggiata.

Se all’epoca la maggiore ambizione di ogni giocatore italiano era giocare per i nostri colori in manifestazioni continentali, oggi è diverso, trovando nella NBA la maggiore aspirazione. Le Nazionali di un tempo erano inizialmente un gruppo perché i protagonisti battagliavano tra di loro ogni domenica in campo e la selezione azzurra li univa e li responsabilizzava. La partecipazione con l’Italia di tanti esausti giocatori protagonisti del famoso campionato oltre oceano americano, ha successivamente eclissato tra i media l’interesse della stessa Legabasket, portandosi via un considerevole numero di appassionati e non solo (Superbasket la rivista ndr) penalizzandola ulteriormente. Se la partecipazione al massimo campionato cestistico ha dato notorietà ad alcuni dei nostri atleti, le stesse società italiane non hanno risposto alla politica a stelle e strisce rinunciando quasi letteralmente al merchandising. Incredibile aver notato durante gli ultimi europei trascorsi in Slovenia tra il pubblico azzurro nessuna divisa della Nazionale di basket ma si vedevano canotte NBA e addirittura maglie di calcio. Il recupero della sbiadita immagine del nostro campionato deve partire appunto dal maggiore uso delle politiche commerciali più che quelle tecniche, oltre alle strutture di gioco. Migliorare le politiche economiche potrà col tempo avvicinare nuovi appassionati e migliorare la scatola per ingolosire il nuovo compratore e far ripartire l’intero movimento. Magari una volta riusciti potremmo vedere nei campetti sotto casa mentre ci allacciamo le scarpe prima di giocare, non solamente le canotte NBA ma qualcuna della Legabasket o della Nazionale, facendo ripartire finalmente questa macchina inceppata.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *