La Dea sbanca il San Paolo e vola al 4° posto solitario. Inter ai piedi di Nainggolan a San Siro. Milan, vittoria con l’aiutino


Il riassunto della 26^ giornata di Serie A: Juve, lo Stadium regala solo vittorie. Atalanta da impazzire al San Paolo. Roma, goditi questo Nainggolan

– di Tiziano De Santis –

Mattia Caldara firma lo 0-2 per l’Atalanta al San Paolo contro il Napoli (ph. Gazzetta.it)

Ci si aspetta una svolta nella corsa a tre per le prime posizioni in classifica della Serie A e il 26° turno parte col botto: nell’anticipo pomeridiano del sabato il Napoli di Maurizio Sarri è chiamato a non perdere terreno dalla vetta in una sfida affascinante, secondo i pronostici, al San Paolo: i partenopei ospitano, infatti, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, quarta in classifica e vera e propria rivelazione del campionato. La gara inizia subito con un brivido per i bergamaschi: è Insigne, infatti, a provare ad aprire le marcature con un gran destro che esce di poco a lato della porta difesa da Berisha. L’Atalanta, tuttavia, rimane corta tra i reparti e sembra esser sempre pericolosa nelle ripartenze. Al 28′ arriva la svolta: ad entrare nel tabellino dei marcatori è Mattia Caldara: il difensore ventiduenne sfrutta la deviazione di Conti su un calcio d’angolo dalla destra per infilare Reina e portare in vantaggio la Dea. A nulla servono i tentativi di Insigne e Zielinski di scardinare la difesa rivale, nè tantomeno quello di Mertens, il quale al 39′ a tu per tu con Berisha, spara alle stelle la palla del possibile pareggio. Il portiere albanese riesce, poco dopo, a tenere inviolata la propria porta sulla punizione del funambolo belga, grazie anche alla complicità del palo. Nella ripresa, Petagna si mangia letteralmente il raddoppio, concludendo troppo centralmente dopo il brutto errore difensivo di Maksimovic. Ma il gol è nell’aria: al 70′, infatti, i bergamaschi trafiggono nuovamente la retroguardia azzurra ancora con Caldara, abile nel coordinarsi alla grande sul cross di Spinazzola e girare al volo in rete concludendo il triangolo col compagno. La gara non ha più nulla da dire, la sentenza per la squadra di Sarri è impietosa: l’Atalanta sbanca il San Paolo accorciando le lunghezze proprio dai partenopei in una classifica dal sapore di Champions League.

Il rigore di Carlos Bacca in Sassuolo-Milan 0-1 (ph. Ansa.it)

Tutto secondo i pronostici, invece, nella gara dello Stadium tra la Juventus di Massimiliano Allegri e l’Empoli di Giovanni Martusciello: i bianconeri, nonostante il digiuno dal gol per i primi 45 minuti di gioco, impiegano appena sette giri d’orologio, nella ripresa, per passare in vantaggio con Mandzukic: il croato sfrutta un bel cross dalla destra per colpire prepotentemente di testa con la complicità della traversa e del petto di Skorupski. Autogol o meno, i padroni di casa si confermano imbattibili tra le proprie mura e il 2-0 firmato da Alex Sandro ne è solo l’ulteriore prova: il brasiliano si cala nelle vesti di centravanti al 65′ difendendo alla grande la sfera in area di rigore e batte l’estremo difensore avversario con una girata di sinistro chirurgica per un trionfo ormai in cassaforte. Se il Palermo e il Genoa non vanno oltre l’1-1 rispettivamente contro Sampdoria e Bologna, la Lazio e il Chievo superano, davanti ai propri supporter, Udinese e Pescara grazie alle reti di Immobile (su rigore per i biancocelesti), Birsa e Castro (per i gialloblu). A creare un vero e proprio scalpore, nel pomeriggio domenicale, è, tuttavia, la vittoria del Milan di Vincenzo Montella sul Sassuolo di Eusebio Di Francesco. Al Mapei Stadium finisce 1-0 per i rossoneri, che conquistano il secondo bottino pieno di fila e la settima posizione in classifica: a mettere in ginocchio gli emiliani è Carlos Bacca, che ritrova la via del gol grazie a un rigore (dubbio) conquistato da Bertolacci e all’aiuto del direttore di gara, reo di non vedere l’irregolarità del penalty a causa del doppio tocco del pallone da parte del colombiano a causa di una scivolata al momento della conclusione. I neroverdi reclamano anche per un rigore negato dallo stesso Calvarese all’8′, quando Vangioni interviene dritto su Berardi nel tentativo di rubare palla all’attaccante in piena area: l’arbitro ci pensa su e punisce per simulazione il ventiduenne italiano. Berardi diventa l’assoluto protagonista in negativo della gara poco dopo, quando calcia al lato della porta difesa da Donnarumma il penalty del possibile 1-0 per i suoi al 12′. Pesanti sono i tre punti conquistati in trasferta dal Cagliari di Massimo Rastelli, capace di passare a Crotone per 2 reti a 1: Joao Pedro e Borriello rimontano l’1-0 di Stoian, consegnando ai sardi le chiavi della 12^ posizione in classifica.

Radja Nainggolan esulta assieme ai compagni dopo aver firmato il raddoppio in Inter-Roma 1-2 (ph. Contra-ataque.it)

Chi non perde terreno dalla Juventus capolista è la Roma di Luciano Spalletti, chiamata alla prova del quattro (il numero di vittorie consecutive) contro l’Inter di Stefano Pioli. A San Siro i giallorossi riescono subito a mettere sotto i nerazzurri, iniziando la gara in maniera accattivante. Al 12′ è Radja Nainggolan ad aprire le marcature: il belga conferma l’ottimo stato di forma contro la sua vittima preferita pennellando un destro a giro imprendibile per Handanovic dal limite dell’area di rigore avversaria. Non solo, perchè il samurai capitolino non si accontenta e firma il raddoppio nella ripresa, quando dopo una discesa solitaria dalla metà campo, spara un missile che non lascia scampo al portierone sloveno. Il centrocampista ex-cagliari è ormai il punto di forza di una Roma bella e vincente nonostante le sette lunghezze di distanza dal primo posto in graduatoria. A nulla vale l’1-2 di Icardi, perchè i giallorossi chiudono definitivamente il match all’85’ con Perotti, freddo nel battere per la terza volta Handanovic sul rigore conquistato da Dzeko (fuori tempo l’intervento di Medel). L’Inter recrimina per un rigore non assegnato da Tagliavento ai danni di Eder, ma probabilmente da San Siro esce vittoriosa la squadra migliore per qualità, compattezza e cinismo. A chiudere la 26^ giornata è la Fiorentina di Paulo Sousa, che, dopo l’uscita dall’Europa League, ospita al Franchi il Torino di Sinisa Mihajlovic in un confronto tra squadre bisognose di punti. La Viola mettere la gara in discesa grazie ai gol di Saponara e Kalinic, ma il “tè caldo” è indigesto per gli uomini di Sousa, travolti nella ripresa da Andrea Belotti, autore di un rigore sbagliato e della doppietta che regala un punto prezioso ai Granata per i rimpianti dei toscani.

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