La dura legge degli ex: bene Allegri e Sarri, Reja ko


Nessun gol dell’ex, mentre in panchina si segnalano le vittorie di Allegri sul Milan e di Sarri sul Verona. Reja ko al cospetto del Torino

– di Luigi Polce –

Nel gioco del calcio c’è una regola non scritta, una delle tante, che rende questo sport crudele, affascinante e unico allo stesso tempo. Parliamo, ovviamente, del classico “gol dell’ex”: libidine per i tifosi che ne beneficiano, rabbia e magari pure rimpianto per coloro che invece ne subiscono gli effetti. In quella che ormai è ufficialmente diventata una nostra rubrica, andiamo a vedere che applicazione ha trovato la suddetta regola nel turno di serie A che ci siamo appena messi alle spalle.

Sarri ai tempi della sua presentazione come tecnico dell'Hellas (ph. L'Arena)

Sarri ai tempi della sua presentazione come tecnico dell’Hellas (ph. L’Arena)

Puntata avara per quanto riguarda le marcature degli ex, come non capitava da parecchie settimane ormai. Non ci resta allora che focalizzare la nostra attenzione su quello che è successo sulle panchine, più nello specifico a quanto accaduto sabato sera a San Siro: la Juventus batte il Milan in rimonta e si avvicina ulteriormente al suo quinto scudetto consecutivo, per la gioia di Massimiliano Allegri che proprio in rossonero vinse il suo primo tricolore al termine della stagione 2010-11. Non molla però il Napoli di Maurizio Sarri (seppur squalificato), che rifila un netto 3-0 al Verona fanalino di coda e continua la rincorsa alla vetta. Proprio l’allenatore dei partenopei visse una breve parentesi sulla panchina degli scaligeri, in Lega Pro, tra la fine del 2007 e il febbraio del 2008. Va ko invece Edy Reja con la sua Atalanta in casa del Torino, squadra in cui il tecnico goriziano militò nell’annata 1997-98 sfiorando la promozione in serie A, sfumata solo ai calci di rigore nella gara di spareggio giocata nell’allora Stadio Giglio di Reggio Emilia (oggi Mapei Stadium) contro il Perugia di Castagner.

 

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